• 19 Ottobre 2021
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Incendi. Coldiretti Nord Sardegna: ancora perdite per le aziende agricole

Incendio di Calangianus

È di oltre diecimila euro a ettaro il costo per la collettività dell’emergenza incendi in un’estate da bollino rosso, con boschi e macchia mediterranea inceneriti dalle fiamme, animali morti, alberi carbonizzati, oliveti e pascoli distrutti e fiamme che arrivano a lambire le città. È quanto stima Coldiretti Nord Sardegna nell’ennesima giornata caratterizzata purtroppo dagli incendi che sta interessando in particolare la Gallura.

Incendio di Calangianus: prima e dopo il passaggio delle fiamme

«Ai costi immediati per le operazioni di spegnimento e ai danni su flora e fauna, attività agricole, ambiente e biodiversità – ricorda Coldiretti Nord Sardegna – vanno aggiunti quelli a lungo termine per la bonifica delle aree e per far rinascere tutto l’ecosistema forestale e tutte le attività umane tradizionali. Un percorso per il quale sono necessari circa quindici anni».

«Oltre ai danni ambientali chi ancora una volta sta pagando il prezzo più salato sono le aziende agricole – evidenzia il direttore di Coldiretti Nord Sardegna Ermanno Mazzetti – esposte in prima linea pure a questa calamità. Una calamità che costa e che spesso, come sta avvenendo in questi giorni in Gallura, è reiterata per alcune aziende agricole che ogni anno devono fare i conti con gli incendi».

Incendi (6 su 10 sono di origine dolosa) che stanno distruggendo ettari di bosco (in Gallura in particolare le sugherete), olivi, pascoli, scorte di foraggio, strutture (capannoni, case coloniche, recinzioni, impianti di irrigazione), recinzioni e causa la morte di numerosi capi di bestiame (ovini, bovini ed equini).

«È chiaro che sono necessari degli interventi per lenire le ennesime grosse perdite contingenti delle aziende agricole così come interventi di prevenzione – spiega il presidente di Coldiretti Nord Sardegna Battista Cualbu –. Abbiamo per questo chiesto alla Regione l’attivazione di una task force per effettuare la conta dei danni formale che possa permettere di conoscere l’entità delle perdite e la conseguente attivazione della misura prevista dal Psr con la sottomisura 5.2.1, per garantire in tempi brevissimi il ripristino dei danni e la ripresa ordinaria dell’attività agricola».

Così come, soprattutto per la tutela del patrimonio boschivo – continua –, abbiamo chiesto l’innalzamento dei limiti di pascolamento nelle superfici forestali che oggi sono molto bassi con sole 3 pecore ad ettaro. Allo stesso tempo dal Ministero consentano che le Pratiche locali tradizionali (Plt) abbiano tara 30 e non 70. Da quando le Tare sono aumentate gli animali non hanno più pascolato nelle zone forestali e di conseguenza hanno creato un enorme carico d’incendio sui boschi».