Misure di sicurezza nelle scuole, Uil Sardegna: «I problemi non si risolvono con la repressione»

La segretaria generale Fulvia Murru e il segretario UIL scuola Rua Giuseppe Corrias commentano la circolare firmata dai ministri Valditara e Piantedosi e inviata ai Prefetti e agli Uffici Scolastici Regionali.
CAGLIARI | 29 gennaio 2026. «Pensare che tutto possa essere risolto attraverso il controllo, la punizione o la repressione significa adottare modelli che hanno già mostrato i loro limiti. Il personale della scuola non può essere caricato di funzioni che esulano dal loro ruolo». Così Fulvia Murru, segretaria generale della UIL Sardegna e Giuseppe Corrias segretario UIL scuola Rua Sardegna, commentando la circolare inviata ai Prefetti e agli Uffici Scolastici Regionali relativa alle “Misure per il rafforzamento delle azioni di prevenzione e di contrasto di fenomeni di illegalità negli istituti scolastici”. In particolare la circolare, firmata congiuntamente dal Ministro dell’istruzione e del merito e dal Ministro dell’interno,
«La scuola può cogliere i segnali, ma non può essere lasciata sola – sottolineano Murru e Corrias -. Il personale della scuola vive ogni giorno un equilibrio delicatissimo tra il ruolo educativo, quello formativo e quello umano. E’ chiamato ad ascoltare, comprendere, accogliere, spesso senza disporre di strumenti specialistici adeguati per affrontare disagi profondi, solitudini estreme, rabbie silenziose o sofferenze psicologiche strutturate. Nel loro vissuto quotidiano la difficoltà più grande è proprio questa: intercettare il disagio senza poter contare sempre su una rete stabile di supporto».

Secondo il sindacato «è necessario ricostruire una vera alleanza educativa tra scuola e famiglia, che resta il luogo cruciale da cui far partire ogni modello educativo duraturo e condiviso. A questo deve affiancarsi la presenza di servizi di supporto psicologico, di prevenzione e di ascolto strutturato».
«Il personale della scuola, già gravato da carichi lavorativi gravosi e responsabilità complesse, non può essere caricato di funzioni che esulano dal ruolo educativo e di governo della comunità scolastica – precisano Murru e Corrias –. La scuola resta, prima di tutto, una comunità educante, fondata sulla relazione, sull’inclusione e sulla prevenzione del disagio. E’ necessaria una presa di coscienza collettiva, puntare sulla prevenzione, sull’ascolto, sulla costruzione di relazioni educative forti. Solo così saremo in grado di intercettare il disagio prima che diventi irreversibile».
Il testo della circolare – Misure per il rafforzamento delle azioni di prevenzione e contrasto di fenomeni di illegalità negli istituti scolastici – firmata dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valtara e dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
La scuola è il luogo dove si insegnano la cultura del rispetto e il contrasto di ogni forma di violenza. La formazione dei nostri giovani e il lavoro del personale scolastico devono inoltre poter avvenire in condizioni di assoluta sicurezza. La sicurezza è la condizione della autentica libertà.
D’altro canto, il compimento di gravi atti di violenza tra giovani, il rinvenimento di armi o di altri oggetti atti ad offendere all’interno o nelle immediate vicinanze degli istituti scolastici, nonché la presenza di fenomeni di spaccio e consumo di sostanze stupefacenti nelle aree frequentate dagli studenti hanno fatto emergere come anche la scuola risenta delle dinamiche di disagio, marginalità e illegalità che attraversano il tessuto sociale, richiedendo una risposta istituzionale coordinata.
Se è vero, infatti, che le attività di presidio del territorio, di vigilanza e di intervento tempestivo costituiscono una condizione necessaria per contrastare fenomeni illeciti e affermare in modo concreto la presenza dello Stato, è altrettanto evidente che le stesse, per risultare pienamente efficaci, devono essere accompagnate dal rafforzamento della capacità di prevenzione, attraverso la definizione di metodi condivisi per la gestione delle segnalazioni, la tempestiva attivazione delle Forze di polizia e il coinvolgimento dei servizi competenti nei casi di fragilità o disagio giovanile.
In questa prospettiva, le misure di controllo diventano parte integrante di una strategia complessiva che mira a creare contesti educativi sicuri e regolati, all’interno dei quali possano svilupparsi relazioni positive e percorsi di crescita consapevole. Allo stesso modo, le iniziative di prevenzione sociale ed educativa trovano un necessario sostegno nella certezza delle regole e nella capacità delle istituzioni di intervenire con prontezza laddove emergano situazioni di rischio, evitando che comportamenti pericolosi o illegali si consolidino o degenerino.
In tale quadro, il ruolo dei Prefetti e quello dei Dirigenti scolastici assume una centralità decisiva.
Per favorire il più efficace raccordo delle iniziative volte a prevenire ogni forma di illegalità presso gli istituti scolastici, i sigg. Prefetti, d’intesa con i Dirigenti scolastici regionali, convocheranno apposite sedute del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, quale luogo di analisi e sintesi delle coordinate generali dell’attività di vigilanza e controllo, secondo un indirizzo unitario che tenga conto delle priorità emerse e delle esigenze rappresentate.
Ai suddetti Comitati potranno essere coinvolti i referenti di strutture sanitarie e servizi sociali nonché quelli delle altre realtà istituzionali e territoriali interessate, al fine di pervenire ad una conoscenza condivisa delle problematiche presenti nei diversi contesti provinciali e individuare soluzioni calibrate sulle singole realtà.
Riguardo ai controlli di sicurezza, tenuto conto della delicatezza del tema e della necessità di un approccio quanto mai prudente ed equilibrato, in sede di Comitato potrà valutarsi per gli istituti scolastici che presentino profili di criticità – come nel caso di comportamenti violenti all’esterno degli stessi, spaccio di stupefacenti, segnalati e reiterati atti di bullismo –, secondo un livello di intervento crescente, la loro temporanea inclusione nei Piani di controllo coordinato del territorio e l’attivazione di controlli mirati. Nelle situazioni più gravi, previe intese e su richiesta dei Dirigenti scolastici interessati, nel rispetto della normativa vigente e dei diritti fondamentali delle persone, potrà essere disposto l’impiego di strumenti di controllo agli accessi degli edifici, incluso il ricorso a dispositivi manuali di rilevazione di oggetti metallici, qualora ritenuto necessario per prevenire il possesso o l’introduzione di armi.
Le modalità di adozione di tali strumenti saranno oggetto di dedicate riunioni tecniche presso le Questure, anche con il coinvolgimento degli stessi Dirigenti scolastici, e dovranno assicurare, tra l’altro, che l’attività di controllo resti affidata ai soli operatori di pubblica sicurezza, evitando ogni impropria partecipazione del personale degli istituti interessati.
Al fine di garantire efficacia, trasparenza e coerenza dell’azione pubblica, le iniziative messe in campo dovranno essere accompagnate da un sistema strutturato di monitoraggio che, in prospettiva, consentirà di verificare le ricadute delle stesse, valutandone l’impatto concreto e la rispondenza alle esigenze rilevate sul territorio. Tale attività di osservazione permetterà, inoltre, di riconoscere tempestivamente eventuali criticità, sovrapposizioni o lacune negli interventi, nonché di valorizzare le buone pratiche emerse a livello locale.
I sigg. Prefetti sono pertanto invitati a trasmettere periodicamente al Gabinetto e al Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell’interno informazioni sintetiche e strutturate sulle principali iniziative che saranno promosse, sugli strumenti di prevenzione e controllo adottati, sulle forme di collaborazione attivate con le istituzioni scolastiche e sugli esiti riscontrati in termini di riduzione dei rischi e rafforzamento della percezione di sicurezza.
Si ripone il massimo affidamento sulla consueta, preziosa collaborazione delle SS.LL. affinché sia data piena e puntuale attuazione alla presente direttiva, nella consapevolezza che solo attraverso un impegno condiviso è possibile contrastare i fenomeni di illegalità e rafforzare il ruolo delle scuole quali luoghi di formazione sicuri e inclusivi.
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