• 19 Ottobre 2021
  •  

Monti, un intero paese in lacrime alle esequie del ragazzo deceduto tragicamente

MONTI. In un clima indicibile e con la comunità attonita, incredula ed esterrefatta, si sono svolti ieri pomeriggio i funerali del ragazzo di 15 anni tragicamente deceduto a Monti domenica pomeriggio. Tutta la popolazione montina, colpita da forte emozione, non ha fatto mancare alla famiglia la propria solidarietà, l’affetto, la vicinanza e la presenza.

La triste giornata, evidenziata dalla proclamazione del lutto cittadino da parte del sindaco Emanuele Mutzu, è stata segnata dall’esposizione della bandiera a mezz’asta posta nel palazzo comunale e la chiusura di tutti gli esercizi commerciali, delle imprese e delle attività artigianali, con l’abbassamento delle serrande dalle ore 16 alle 17, in concomitanza dello svolgimento dei funerali. Rinviate, inoltre, a data da destinarsi tutte le iniziative e le manifestazioni in programma per questo fine settimana.

Un intero paese, dunque, si è voluto stringere attorno alla famiglia. A stento la chiesa parrocchiale dedicata a San Gavino Martire è riuscita a contenere le persone, così l’ampio piazzale antistante. Presenti i compagni di scuola delle superiori, arrivati in gran numero da Olbia, i parenti di Monti e dei centri vicini, gli innumerevoli amici della famiglia che hanno voluto accompagnare all’ultima dimora l’adolescente. All’interno della chiesa, in un clima surreale, il silenzio profondo ed assoluto è stato interrotto dallo straziante pianto e disperazione della madre, del padre e della sorellina, mentre tutt’attorno scorrevano fiumi di lacrime.

Toccante e carica di significati, anche dal punto di vista pedagogico, l’omelia del parroco don Pierluigi Sini. «Anche per il sacerdote, in queste circostanze – ha detto –, non è semplice esprimere sentimenti che possano raggiungere il cuore di ciascuno, per sanare una grave ferita provocata da un dolore che ha trafitto pesantemente il cuore di ciascuno di noi».

Illustrando il passo del Vangelo don Sini si è soffermato sullo sguardo di Gesù verso un giovane che chiedeva lumi: «Oggi diventa abbraccio per tutti voi, consolazione e desiderio di pace e serenità». Rivolto ai giovani ha detto: «Cari giovani presenti, fidatevi dello sguardo di Gesù, scoprite come vi ama, sperimentando le cose belle della vita che ci regala. Cari giovani – ha rincarato – le persone che avete accanto vi vogliono bene. Talvolta la giovinezza dettata dall’età, può inquinare la bellezza della vita. Per questo gli adulti diventano prezioso soccorso per scoprire, giorno dopo giorno, quanto sia importante dare importanza alle cose che la vita stessa regala».

«La famiglia, la scuola, l’amicizia, il lavoro, il gioco, le situazioni e i momenti in cui si può ridere e scherzare – ha proseguito don Sini –, crescendo con quei valori che devono caratterizzare ciascun nucleo familiare inserito in una comunità che cammina insieme e che nonostante i problemi, sa affrontare con coraggio, determinazione». Parole cariche di tante domande ed interrogativi che hanno scosso la sensibilità di una comunità chiamata ora a una riflessione.

A conclusione del rito funebre sono state lette due lettere: quella di uno compagno di scuola che ha tracciato la personalità dell’amico e quella della cugina, due ricordi che hanno toccato i cuori dei presenti, fino alle lacrime. L’uscita della bara bianca dal portone principale della chiesa, accolta da un lungo applauso, è stata salutata con centinaia di palloncini binchi liberati nel cielo, mentre la folla si incamminava per accompagnare il giovane feretro all’ultima dimora.

Giuseppe Mattioli                   

Mamma in Sardegna