Oggi Berchidda ricorda con una messa Franchino Asara
BERCHIDDA | 27 luglio 2026. Oggi, alle ore 18 nella chiesa di San Sebastiano, la famiglia e la comunità berchiddese ricordano con una Santa Messa Franchino Asara, scomparso lo scorso 25 giugno (leggi).
Francesco Natale Asara, così era iscritto all’anagrafe, andava fiero di quel doppio nome che aveva dei riferimenti precisi. Francesco era il nome di nonno “Cicito”, pioniere del trasporto delle persone, che nel lontano 1947 aveva fondato l’omonima ditta di autolinee, nata per collegare Berchidda con i centri limitrofi e che – è proprio il caso di dire – ci aveva visto lontano: quei pullman, infatti, sarebbero serviti poi per trasportare nei centri più grandi gli studenti, che dagli anni Cinquanta delle importanti trasformazioni economiche post-belliche, iniziavano a frequentare sempre più numerosi le scuole superiori.
Gli piaceva, poi, e tanto, il suo secondo nome “Natale”, giorno della nascita di Gesù e anche quello in cui lui era nato; frequentava abitualmente la messa domenicale partecipando sempre alla Comunione, simbolo di appartenenza alla comunità dei credenti.
Franco Asara era per coloro che avevano con lui rapporti di lavoro, dati identificativi formali legati all’azienda di famiglia che, dopo la scomparsa, oltre vent’anni fa, del padre Peppino, gestiva insieme alle sorelle.
Per tutti era invece “Franchino”, non era necessario specificare il cognome, tanto era conosciuto nell’ambito sociale, imprenditoriale, calcistico e non solo, in Sardegna e oltre i confini del mare; le sue conoscenze spaziavano al di fuori della nostra isola; la dimensione non era soltanto quella del calcio dilettantistico isolano, ma abbracciava anche quella del calcio professionistico. Franchino si sapeva rapportare nel migliore dei modi con tutti coloro con i quali interagiva: misurato nei modi e nell’esporre le proprie idee e i suoi concetti sempre col volto sorridente, la battuta come saluto e l’immancabile riferimento alla squadra del Cagliari, di cui era appassionato sostenitore.
Con grande intelligenza abbinava le grandi passioni della sua vita: la forza del lavoro e l’indissolubile legame che, da sempre, lo legava al calcio: tratti distintivi, questi, che riusciva a far convivere in maniera sinergica e naturale, senza togliere spazio agli affetti familiari. Franchino era imprenditore acuto dal profilo basso, lavoratore instancabile, discreto quanto determinato, che negli anni ha saputo trasformare l’azienda, interpretando nel migliore dei modi i bisogni di una clientela sempre più esigente per offrire servizi di fascia medio-alta.
Se nonno “Cicito” era stato il precursore del trasporto nei servizi di linea con un’utenza locale o comunque zonale, il padre Peppino aveva iniziato un cambiamento e l’allargamento dei confini dell’attività aziendale con una “vision” piu’ ampia rivolta al settore turistico e relativi investimenti con mezzi dedicati al trasporto di turisti e vacanzieri. Si può ben dire che Franchino ha apportato negli anni sostanziali modifiche nella filosofia aziendale attraverso la ricerca e l’uso di mezzi di trasporto in linea con le richieste del mercato, alzando l’asticella di livello e qualità superiore, ma anche con la capacità di sapersi rapportare con coloro che quei mezzi li utilizzavano, non mancando di curare al meglio l’aspetto umano mediante il quale sapeva conquistare clienti e fornitori.
Senz’altro avrebbe avuto piacere di festeggiare con orgoglio gli 80 anni dalla nascita dell’azienda di famiglia, di cui è stato un grande artefice, purtroppo il destino ha voluto che ciò non accadesse.
La sua vita lavorativa era piena, si può dire H24, la giornata scandita da ritmi sempre più pressanti dalle esigenze di mercato, i contatti con il cliente che usufruiva dei servizi, con coloro che fornivano i mezzi sempre più sofisticati e informatizzati, e tutte le dinamiche e attività connesse e sostanziali in qualsiasi azienda. Un’attività che spaziava dal lavoro d’ufficio, ai contatti con gli operatori che a qualsiasi titolo avevano rapporti commerciali con l’azienda, ma non disdegnava, se l’urgenza lo richiede, di mettersi alla guida dei pullman dei servizi di linea.
La giornata non finiva con l’ufficio e il rientro a casa per restituirsi agli affetti familiari, perchè il riposo poteva ed era normalmente interrotto dal suono del cellulare. Una vita piena, insomma, dedicata al lavoro e alla famiglia, che, però, non poteva prescindere dalla sua passione per il calcio, al quale ha dedicato parte della sua gioventù come calciatore della squadra locale del Berchidda, di cui è stato anche dirigente e presidente.
Da sempre, ma ancor più negli ultimi anni, era un appassionato sostenitore del Cagliari Calcio e, anche se sempre di corsa, trovava il tempo, per seguire le partite in TV o in presenza allo stadio e capitava anche di infervorarsi, se la squadra non giocava bene o peggio ancora se perdeva. La passione per il football lo portava in modo naturale ad abbinare il calcio al lavoro, tant’è che gran parte delle squadre che regolarmente arrivavano nella nostra isola per le partite in Gallura e non solo, usufruivano dei servizi della ditta Asara, che aggiungeva con grande piacere ottimi servizi extra di “consulenza” quali la scelta di alberghi, campi di allenamento, voli o viaggi in nave, contribuendo ad organizzare al meglio la logistica. I servizi di transfer erano in quei casi di sua esclusiva competenza e non delegava mai i suoi autisti: quando si trattava di squadra di calcio il servizio era espletato dal titolare in prima persona.
Questi rapporti di lavoro lo hanno portato negli anni ad avere molte conoscenze nell’ambito delle Società, aveva la capacità di tenere contatti che nel tempo erano diventate amicizie ben coltivate negli anni, che andavano ben oltre l’aspetto professionale: la sua era un’agenda telefonica sempre al massimo della capienza.
Ci sarebbe ancora tanto da riportare… aneddoti e metafore, quasi sempre legati al mondo del pallone, per ricordare la figura di Franchino, inserita nel tessuto sociale di Berchidda, persona conosciuta ben oltre i confini del paese e maestro di pubbliche relazioni. Una bella persona, stimata da tutti e mancata troppo presto agli affetti dei suoi cari e alle tantissime persone che hanno avuto modo di conoscerlo, apprezzarlo per il suo carattere gioviale e disponibile.
Franchino era… internazionale e, ne siamo sicuri, i suoi lasciti di vita non andranno dispersi.
Berto Crasta
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