• 3 Marzo 2024
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Olbia. Il “Premio Gallura” assegnato alla Moby e alle cantine Tani di Monti e Chessa di Usini

Premio Gallura
La 29esima edizione ospitata a bordo del traghetto “Moby Fantasy”.

OLBIA. La cerimonia conclusiva della 29^ edizione del “Premio Gallura” è andata in scena ieri mattina in una location davvero unica, a bordo della motonave “Moby Fantasy”, ormeggiata all’Isola Bianca ad Olbia. Ancora una volta Giuliano Lenzini, di Enoturismo Sardegna, ideatore di una delle manifestazioni enologiche più importante della Sardegna, ha colpito nel segno. La “Moby Fantasy” è la nuova ammiraglia green della compagnia di navigazione. Il primo traghetto al mondo ad ottenere la certificazione speciale per gli elevati standard di sostenibilità introducendo dotazioni e tecnologie all’avanguardia che mirano alla tutela dell’ambiente e alla transazione energetica con l’obiettivo di abbattere al massimo le emissioni.

Hanno presenziato all’evento un centinaio fra viticoltori sardi, provenienti da diverse provincie dell’Isola, una rappresentanza delle tradizioni sarde “Li femini di Gaddura“, l’associazione albergatori di Olbia, l’associazione cuochi di Gallura, il Circolo Veicoli d’Epoca, la confraternita del moscato di Tempio e quella di Sorso-Sennori.

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Il convegno sulla vitivinicoltura e sul turismo enogastronomico è stato moderato dal giornalista Giuseppe Mattioli. Il comandate della Moby Fantasy Palma nel dare il benvenuto ai partecipanti ha illustrato le caratteristiche della nave. Il direttore commerciale Pierre Canu ha sottolineato le strategie della compagnia. Il patron del “Premio Gallura”, Giuliano Lenzini si è soffermato sul significato del Premio Gallura, «che vuol essere – ha detto – un momento di sviluppo economico e sociale per la Sardegna. Questa manifestazione ha permesso a tanti piccoli produttori di migliorare le loro produzioni, a oltre 50 di loro successivamente sono stati in grado di creare moderne aziende vitivinicole, come l’azienda Tani di Monti e l’azienda Chessa di Usini che si sono imposte a livello internazionale.

L’enoturismo di cui io parlo da oltre 25 anni è una forma di conoscenza dei territori, che può dare un concreto sviluppo ad alcune zone interne della Sardegna vocate alla produzione vitivinicola. Un’altra cosa importante la valorizzazione delle nostre produzioni vitivinicole e gastronomiche in ambiti importanti come le cerimonie nuziali dove mancano spesso le nostre produzioni di qualità come il Vermentino, sostituito da vini oltre Tirreno poco costosi, ma qualitativamente non validi. La presenza di un esperto in enogastronomia sarebbe l’ideale per indirizzare gli sposi nella scelta di un buon menù», ha concluso Lenzini.

A proposito di enoturismo la presenza del consigliere regionale Giovanni Satta è stata motivo per programmare un progetto per la sua diffusione nei territori interni della Gallura. Il Premio Gallura è stato consegnato alla Moby per l’impegno verso la Sardegna, alla cantina Tani di Monti che al concorso mondiale Vinitaly di Verona è stata premiata nel 2019 per il vino Serranu, come il migliore rosso d’Italia, all’azienda vitivinicola Giovanna Chessa di Usini, nel 2020 il suo Cagnulari è stato inserito fra i migliori cinquanta vini del mondo dalla rivista Decanter. Un sontuoso buffet, offerto dalla Moby, ha concluso la manifestazione.

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