• 5 Marzo 2024
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Olio EVO, la truffa è dietro l’angolo

Olio Evo
Tutti lo comprano ma veramente in pochi lo conoscono. Bisogna porre molta attenzione a non incappare nelle truffe e consumare del semplice “lubrificante da cucina”.

Siamo in piena campagna olearia e la truffa sull’olio extra vergine di oliva è dietro l’angolo. Le contraffazioni, ossia il commercializzare olio EVO falso, è una delle truffe più consolidate presenti nel campo alimentare, specie perché è anche una tra le più redditizie. Infatti, nel contesto gastronomico, la sua contraffazione è una delle più semplici e diffuse non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Basti pensare alle centinaia di ricette per cui viene utilizzato.

Il dilemma è capire come riuscire ad individuare il finto olio extravergine di oliva, cosa per niente semplice, specie per i consumatori finali, che non hanno a disposizione le sofisticate apparecchiature dei NAS o dell’ICQRF. Ma quali sono queste frodi e su cosa dobbiamo porre maggiore attenzione? Una delle più semplici, a livello industriale, è l’utilizzo di olio deodorato, ossia si utilizza un prodotto vergine o lampante, cioè vecchio, con difetti organolettici e spesso con cattivi odori e problematiche tali da non essere commercializzabile tal quale, che viene sottoposto ad una raffinazione soft per eliminarne i difetti. Successivamente miscelato, fino al 50% con dell’extra vergine di oliva, per poi commercializzarlo tutto come olio EVO.

Altra frode, che poi a livello casalingo è la più comune, è miscelarlo con olio di soia o di semi vari che costano molto meno, aggiungendogli della clorofilla o del betacarotene per dargli colore, o sostituirlo direttamente o venderlo come a Denominazione di origine protetta (Dop), ma anche utilizzare un’etichetta ingannevole.

Vero è che negli scaffali, per via degli attenti controlli che si fanno, è più difficile, ma se ci si rivolge all’amico, a “mio cuggino”, o a rivenditori sporadici, la truffa è sempre dietro l’angolo. Certamente queste frodi, spesso, non fanno male alla salute, ma al nostro orgoglio ed alle nostre tasche, perché tutti noi siamo convinti di aver fatto un affare comprando il re dei grassi, mentre invece abbiamo acquistato un semplice lubrificante da cucina.

E tutto questo ci fa capire che, di fatto, è un prodotto sottovalutato, sconosciuto e misconosciuto dal consumatore, spesso gabbato con la leva del prezzo. Lo versiamo tutti i giorni sui nostri piatti senza guardare nemmeno la bottiglia e chiederci cosa ci sia dentro.

Ma come possiamo difenderci da tutti questi attacchi? Uno dei primi campanelli ci viene proprio dato dal prezzo troppo basso e del quale bisogna subito diffidare. Tutti vorremmo risparmiare, ma farlo sul cibo non è proprio una buona cosa. Nel piatto ne mettiamo talmente poco, che dura tantissimo tempo, arrivandone a consumare solo 12/15 litri all’anno a testa.

Spendiamo di più per una bottiglia di vino in ristorante, che per un mese di utilizzo di un litro di olio EVO di qualità. Meglio diffidare dalle promozioni troppo allettanti, da offerte speciali non in linea con gli altri prezzi di mercato. È meglio spendere uno o due euro in più, ma avere la certezza di acquistare un buon olio extra vergine di oliva, che risparmiare per farci del male ed usare un prodotto spesso privo di sapore, profumi, proprietà salutistiche e far guadagnare chi ci ha gabbato.

Altra verifica la possiamo fare con una degustazione base, stando attenti alle sue caratteristiche principali, quali il colore intenso, che va dal giallo oro al verde, quasi smeraldo, al profumo inconfondibile, come il sentore del carciofo, tipico della nostra bosana o di olive, ma anche il sapore, che deve essere fruttato, piacevole e lasciare una leggera sensazione di amaro ed, a volte, di piccante in bocca. Amaro che fa considerare da molti l’olio come acido, mentre in realtà è un ottimo parametro qualitativo, che deriva da un enzima, l’oleuropeina, che è un antiossidante naturale e ne permette la conservazione per diverso tempo, mentre il piccante ci viene dato dall’oleocantale, anche lui antiossidante polifenolico naturale. La loro presenza ci aiuta a capire che siamo di fronte a prodotti di qualità, dall’elevato potere nutraceutico, ossia con un alto livello salutistico nutrizionale.

A casa possiamo verificare se abbiamo a che fare con un vero olio EVO, con il semplice trucco del metterlo in frigo per alcune ore. Se abbiamo a che fare con un olio che proviene della sole olive si raggruma ed assume una consistenza solida ma, se non lo fa allora abbiamo un altro tipo di “prodotto”.

Ecco che bisogna difendersi, scegliendo sempre aziende serie, diffidando dalle vendite porta a porta e, quando è possibile, bisogna instaurare un rapporto di fiducia con un fornitore affidabile, specie se comprato all’ingrosso e bisogna, sempre, diffidare dal prezzo troppo basso.

Salvatore Loriga

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