Oristano. Minaccia il capotreno con un coltello, denunciato un 20enne

Il ragazzo è stato fermato dalla Polizia ferroviaria con il taser, ma senza utilizzarlo. Camedda (Fit Cisl): «Anche sui treni sardi attivare il servizio FS Security»
ORISTANO | 29 novembre 2025. Momenti di alta tensione a bordo di un treno regionale diretto a Oristano. Un giovane di 20 anni ha minacciato il capotreno con un grosso coltello durante la verifica dei biglietti, scatenando il panico tra i passeggeri e rendendo necessario l’intervento della Polizia Ferroviaria.
Secondo le ricostruzioni della vicenda, il ragazzo avrebbe attaccato verbalmente il capotreno per poi mostragli l’arma per intimorirlo, arrivando a danneggiare un sedile.
Allertata la Polfer di Oristano, all’arrivo del treno nella stazione, il ragazzo ancora armato è stato individuato dagli agenti, che lo hanno invitato a più riprese a “posare il coltello”. Non avendo ottenuto risposta, uno dei poliziotti ha estratto il Taser. Alla sola vista della pistola elettrica il ventenne ha subito desistito dai suoi propositi bellicosi, facendo cadere a terra l’arma da taglio.
Una volta disarmato, il giovane è stato bloccato e condotto negli uffici della Polfer per gli accertamenti di rito. Al termine delle procedure, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per i reati di “minaccia a pubblico ufficiale, porto abusivo di arma e danneggiamento degli arredi del treno”. L’episodio si è verificato lo scorso 11 novembre, ma la notizia è stata resa pubblica solo oggi.
Sulla vicenda interviene la segretaria generale della Fit Cisl, Claudia Camedda per ribadire la richiesta del sindacato ad «attivare anche in Sardegna il servizio FS Security. Alla luce di eventi simili – sottolinea –, diventa indifferibile poter avere sui treni isolani personale specializzato, formato alla gestione delle emergenze, alla prevenzione dei conflitti e al supporto del personale di bordo. Questo servizio, attivo in altre regioni, rappresenta oggi una misura non più rinviabile, a garanzia del personale viaggiante e degli stessi passeggeri. Non si deve aspettare che accadano fatti ancor più gravi – conclude Camedda – per rendere più sicure le nostre stazioni e i nostri treni».
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