• 29 Novembre 2021
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Ospedale di Ozieri, Dialisi a mezzo servizio per mancanza di infermieri

Dializzati costretti in caso di ncessità a rivolgersi ad altri presidi ospedalieri.


OZIERI. Continua a destare preoccupazione la situazione dell’Unita di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale di Ozieri e dei Centri di dialisi ad assistenza limitata (Cal) di Bono e Thiesi a essa collegati. Seppure nei mesi scorsi sia stato risolto, almeno in parte, il problema della carenza di medici, ora a far ripiombare nell’incertezza il servizio è la mancanza del numero sufficiente di infermieri per coprire i turni di lavoro luglio e agosto.

Deficit che di fatto ha portato alla sospensione nell’Unità di Ozieri del servizio serale di dialisi del martedì, giovedì e sabato. A essere garantita in questi tre pomeriggi è la sola presenza di un medico, il quale, però, proprio per l’assenza di personale infermieristico, non può dare risposta di intervento a pazienti con necessità di dialisi, anche in urgenza. La conseguenza di tale disservizio, con i rischi del caso, è il dirottamento dei pazienti verso altri presidi ospedalieri.

Da quello che è dato sapere pare che tale chiusura, avallata dall’Ats, si sia resa necessaria per far sì che il personale infermieristico, di Ozieri e Bono, vada a coprire (martedì, giovedì e sabato) quello mancante – ormai da diversi mesi – di Thiesi, dove vengono assistiti quattro pazienti. Extrema ratio, insomma, per evitare la chiusura del centro del Meilogu e la trasferta obbligatoria dei dializzati al Segni.

A completare il quadro delle incertezze nell’Unita di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale di Ozieri, inoltre, l’assenza di stabilità medica, resa tale dalla precarietà lavorativa, implementata da continue proroghe, dei tre nuovi medici (2 con titolo equipollente e uno senza) assegnati a suo tempo per rinforzare l’organico. Personale che tra l’altro, ancora in fase di formazione, svolge il servizio esclusivamente a Ozieri, quindi senza recarsi a Bono e Thiesi. A oggi, pertanto, dei 5 medici in forza al Segni, sono solo due gli specialisti nefrologi presenti con esperienza pluriennale, a contratto assegnato e idonei a svolgere tutti i compiti di reparto. Troppo poco, quindi, per dormire sogni tranquilli e dare una prospettiva all’Unità.

L’auspicio a questo punto è che, come già successo in passato, si possa intervenire nel migliore dei modi per risolvere alla radice tutte le criticità, incrementando il personale infermieristico e stabilizzando quello medico. Passi indispensabili per dare seguito all’operatività e soprattutto per rassicurare i numerosi pazienti del Logudoro, Goceano e Meilogu, che di questa prestazione non possono farne a meno, neanche durante le vacanze.

E se è vero che le ferie sono un diritto per tutti, per i dializzati, i malati che a causa dell’insufficienza renale sono costretti a vivere legati a una macchina, questo privilegio è negato per tre mattine o tre pomeriggi alla settimana.

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