• 30 Settembre 2022
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Ozieri, dagli scavi di Bisarcio riemerge un edificio romanico del XI-XII secolo

Scavi Bisarcio 3
Ritrovati anche alcuni sigilli in piombo medievali, che saranno avviati al restauro per tentarne la lettura. Il prof. Milanese: «La prosecuzione degli scavi dovrà chiarire quale fosse la funzione di questa struttura».

OZIERI. Lo scavo dell’area vescovile di Bisarcio non finisce di sorprendere per le continue e inattese scoperte. Una massiccia struttura romanica, databile tra l’XI e il XII secolo, è venuta alla luce nei giorni scorsi, non lontana dai resti della canonica.

«Una nuova presenza, forse un edificio – afferma il prof. Marco Milanese, ordinario di Archeologia dell’Università di Sassari e direttore degli scavi archeologici – che arricchisce la ricostruzione del cortile del clero vescovile, a nord della basilica di Sant’Antioco, e che pone nuove domande su come nel Medioevo il Vescovo avesse organizzato quello spazio che oggi vediamo come un ampio cortile del tutto privo di costruzioni».

Scavi bisarcio 2

La struttura ritrovata è realizzata nella migliore tecnica romanica, molto probabilmente dalle stesse maestranze pisane chiamate dal Vescovo di Bisarcio a ricostruire, negli anni 1130-1160, la più antica basilica, distrutta da un incendio negli anni precedenti.

«La prosecuzione degli scavi – sottolinea il prof. Milanese – dovrà chiarire quale fosse la funzione di questa struttura, realizzata in un momento di particolare disponibilità economica da parte del Vescovo di Bisarcio, che oltre a detenere il potere religioso aveva anche un ruolo signorile nei confronti della popolazione dedita all’agricoltura e alla pastorizia, che viveva nei villaggi rurali del territorio della Diocesi di Bisarcio».

Agenzia Funebre Franco Mu

Particolarmente importante, inoltre, anche il ritrovamento di alcuni sigilli in piombo medievali, che saranno avviati al restauro per tentarne una lettura. La Diocesi aveva un’intensa attività istituzionale, data anche dai rapporti con il Papato e non solo dai rapporti interni alla Sardegna, che è testimoniata archeologicamente proprio dai sigilli, che certificavano la provenienza delle pergamene della corrispondenza.

Sono quindi già molto consistenti i risultati delle prime settimane della nuova campagna di scavo nel sito di Bisarcio, in corso grazie alla concessione ministeriale valida fino al 12 settembre 2023 (Ministero della Cultura) rilasciata al Comune di Ozieri, con la direzione scientifica dell’Università di Sassari e la sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio con il funzionario di zona dott.ssa Pina Corraine.

Piena soddisfazione per le ricerche in corso è stata espressa anche dal sindaco di Ozieri, Marco Peralta, e dall’assessore alla Cultura, Alessandro Tedde, che hanno commentato: «Come amministrazione ci impegneremo per valorizzare e favorire qualsiasi iniziativa volta a divelare ancor di più tutto il sito di Bisarcio, sempre più prezioso e prestigioso e per favorire la prosecuzione degli studi».

Il materiale raccolto servirà per una prossima pubblicazione dell’Università, che farà il punto sulle conoscenze acquisite in questi dieci anni di indagini a Bisarcio. il proseguo delle campagne di scavo è stata possibile anche grazie alla collaborazione della Diocesi di Ozieri. 

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