• 24 Luglio 2021
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Ozieri, la chiesa di San Nicola impreziosita con 3 nuove vetrate artistiche

Per la realizzazione dell’opera sono state utilizzate risorse provenienti da diverse donazioni di privati benefattori e da un contributo straordinario della Fondazione di Sardegna.


OZIERI – San Nicola. Nei giorni scorsi sono state installate tre nuove vetrate artistiche nella chiesa parrocchiale di San Nicola. L’opera, di pregevole e notevole valore artistico, va ad arricchire e impreziosire ulteriormente l’aspetto del moderno tempio dedicato a San Nicola di Bari, costruito dalla Diocesi nei primi anni Novanta del secolo scorso per soddisfare le esigenze religiose del popoloso quartiere di Ozieri.

Le vetrate, posizionate a regola d’arte dagli operai della cooperativa Spes di Ozieri, sono state commissionate dalla Parrocchia alla ditta “Michele Mellini Eredi” di Firenze, alla quale è stato affidato prima l’incarico della fornitura dei particolari disegni e in seguito quello dell’esecuzione degli elaborati, approvati secondo la progettazione della Otc di Cagliari.

«Le vetrate – spiega il parroco don Francesco Ledda – occupano la parte alta della parete centrale della chiesa e ricordano la gloria del Patrono, circondato da alcuni santi che hanno onorato la storia religiosa in generale e soprattutto hanno reso degna di memoria la storia del territorio e dell’intera Isola. A San Nicola fanno da corona Sant’Antioco, patrono della Diocesi di Ozieri e della Sardegna, e San Francesco, Patrono d’Italia. Insieme a queste grandi figure, sono ricordate le beate Elisabetta Sanna, Edvige Carboni e Antonia Mesina».

«Grande risalto occupano inoltre – continua don Ledda – San Massimiliano Kolbe, martire indimenticabile del campo di concentramento di Auschwitz e San Giovanni Paolo II, il papa che ha messo in profonda crisi, fino alla caduta, i sistemi totalitari del secolo scorso. Non poteva mancare anche il richiamo al valore assoluto della vita umana nel ricordo della beata Gianna Beretta Molla, pediatra che, mentre era in attesa di un figlio le venne diagnosticato un tumore all’utero, preferì morire anziché accettare cure che avrebbero potuto arrecare danno al feto».

«Gli altri due quadri – conclude il parroco – riportano dei simboli per onorare i quattro evangelisti che attraverso i loro scritti hanno tramandato fino ai nostri giorni i particolari della storia di Gesù di Nazaret, da cui è nata anche la storia della numerosa schiera dei Santi che abitano il Paradiso».

Per la realizzazione dell’intera opera, non di poco conto, sono state utilizzate risorse provenienti da diverse donazioni spontanee di privati benefattori e da un contributo straordinario della Fondazione di Sardegna. La comunità parrocchiale, che ha promosso e voluto l’intervento migliorativo della chiesa, sente il dovere pertanto di ringraziare i generosi donatori e in particolare la Fondazione di Sardegna.

Ottica Muscas