• 25 Aprile 2024
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Ozieri punta sul bovino di razza Sardo Bruna: a ottobre la prima mostra regionale

Bovino razza Sardo Bruna 2
L’Amministrazione comunale mira al coinvolgimento, non solo gli imprenditori chi già operano nel settore, ma su tutto il comparto agricolo in generale, valorizzando ed incrementando allo stesso tempo una tradizione fieristica che si rinnova di anno in anno e che cresce di pari passo.

Ozieri vuole fare le cose in grande e rilancia la sua già pur quotata presenza nel settore zootecnico, e in partecipazione con l’Associazione allevatori regione Sardegna e l’ANACLI, l’Amministrazione comunale ha deciso di valorizzare ulteriormente lo strumento “fiera” e puntare, con la programmazione di un secondo evento ad ottobre, sulla prima Mostra Regionale del bovino di razza Sardo Bruna iscritto al libro genealogico (le iscrizioni scadono il 30 settembre), prevista nel quartiere di San Nicola il 21 e 22 ottobre prossimi.

L’iniziativa si è concretizzata dopo un convegno tenuto lo scorso 8 febbraio, proprio ad Ozieri, sulla razza Sardo Bruna e con la nutrita ed attiva partecipazione di oltre 100 allevatori, che hanno mostrato un interesse tale da coinvolgere e convincere gli organizzatori fieristici ad organizzare una specifica mostra per questa razza. Razza bovina molto presente in passato nell’intero Logudoro, e nata proprio nella piana di Ozieri già a metà dell’800, che con questa idea si vuole rilanciare. Il tutto allo scopo di valorizzare il bovino di razza Sardo Bruna e riqualificare e rilanciare i prodotti tipici della tradizione e dell’agroalimentare in generale.

Già Giacomo di Villahermosa, con una sua pubblicazione del 1909, parlava della Fiera-Esposizione annuale dei bovini in Ozieri e, in particolare, sull’allevamento dell’incrocio Schwitz-Sardo e Schwitz puro sangue in Sardegna. Allevamenti fatti inizialmente con incroci, tra la Piemontese Schwitz con l’antica razza Rebarbera e con la Modicana, per chiamarla “orgogliosamente” razza Schwitz-Sarda, dove si analizzava sia la produzione del latte ma anche e prevalentemente le caratteristiche del toro.

Cartolina con fiera Bovini Ozieri

Storica pubblicazione che vantava, già allora, la Fiera ed Esposizione di Ozieri quale unica per importanza zootecnica per la Sardegna e che considerava come “manifestazione unica nel suo genere per tutta la Sardegna e degna della missione che la storia le ha affidato.”

Per il Villahermosa da questa fiera dipendeva “il miglioramento della nostra razza bovina, ricchezza dell’Isola e dell’Italia”, frasi che ci fanno capire l’importanza che aveva questa fiera per il miglioramento vaccino, anche perché le razze presenti in tantissime zone della Sardegna, erano cosi scarse, sia come qualità che come numero, che non erano abbastanza ne per il consumo locale e neanche idonee per il lavoro nei campi.

La fiera era cosi importante che in un’altra precedente pubblicazione, del 1878 si scriveva “Riguardo al circondario di Ozieri da una relazione speciale di quel Comizio si rileva che esso s’adoperava con molto impegno per migliorare l’allevamento bovino, che costituisce la più importante industria di quel territorio e la principale sorgente di ricchezza del paese.”

Maria Foddai

Bovini ozieresi che, sempre nella stessa pubblicazione, vengono presi ad esempio come riproduttori per il miglioramento dei bovini presenti in altre zone della Sardegna, piccoli di statura, ma robusti, resistenti e molto rustici, ma non idonei per la produzione di latte o di carne. Era necessario intervenire con un miglioramento genetico e la Fiera di Ozieri aveva lo scopo di far accrescere la cultura, non solo imprenditoriale in tal senso, ma anche la redditività dell’allevamento.

Infatti, è qui, da Ozieri, che è partita la selezione ed il miglioramento dei capi bovini in Sardegna ed è qui che è nata la razza Sardo Bruna, partendo da incroci tra tori svizzeri e vacche locali, che si è adattata ai vari terreni marginali della Sardegna e ha, oggi, permesso di avere circa 25 mila capi iscritti al libro genealogico e ben 1.500 allevamenti.

Risultato ottenuto nonostante il tentativo di sostituirla, già nella seconda metà del novecento, prima con la Brown e successivamente con la Frisona, razze altamente specializzate nella produzione del latte. Tentativi di selezione che hanno portato anche alla nascita di un nuovo prodotto caseario, con la realizzazione di un nuovo tipo di formaggio, la Greviera, citato anche in alcuni testi del 1898 della Reale Scuola Agraria di Sassari, sebbene sembra venisse prodotto in loco già dal 1850. Formaggio, diffuso esclusivamente nell’Ozierese, con origini e date variabili. Secondo una tesi, la più accreditata, sembra che la sua produzione in loco sia avvenuta dopo un viaggio di alcuni allevatori locali in Svizzera, per l’acquisto di alcuni tori di razza Bruno Alpina, che rimasero colpiti anche dalla produzione lattifera delle vacche e dalla realizzazione di questo formaggio. Secondo un’altra tesi, meno accreditata, sembra invece che la sua tecnologia sia giunta ad Ozieri con l’arrivo della ferrovia, al seguito di alcuni produttori piemontesi di Bra (CN).

Certamente, in tutte e due le possibilità, la produzione di questo nuovo formaggio non aveva scopi benefici, ossia portare un nuovo formaggio a tutti, ma era di creare un prodotto di altissima nicchia, solo per i “printzipales” o meglio per la classe nobiliare e proprietaria dei terreni.

Attualmente, dopo un’assenza di oltre 50 anni, con questa Prima Mostra della razza Sardo Bruna si vuole ripartire, coinvolgendo l’intera Regione Sardegna, e non solo gli imprenditori chi già operano nel settore dei bovini, ma tutto il comparto agricolo in generale, valorizzando ed incrementando una tradizione fieristica che si rinnova di anno in anno e che cresce di pari passo.

Ricordiamoci che la Mostra regionale del Libro Genealogico della razza Charolaise e della razza Limousine, di aprile, si sta mostrando essere una vera eccellenza del territorio e con questa nuova manifestazione l’Ente fiera ozierese non vuole essere da meno.

Territorio con una chiara e forte connotazione zootecnica, certificata anche dalla Banca Dati Nazionale Zootecnica, da cui risulta che attualmente nel Comune di Ozieri sono presenti 168 allevamenti di bovini, con 5.177 capi in totale, con una netta prevalenza di capi da carne, rappresentati da ben 1.225 allevamenti e 3.689 capi bovini.

Dato che ci permette di capire subito la reale vocazione di questa regione storica, grazie anche alla sua favorevole posizione collinare su una ampia piana, ora in parte anche irrigua.

Tornando alla Fiera, che è la più antica della Sardegna e tradizionalmente dedicata ai bovini, è bene ricordare che in passato veniva svolta nell’attuale piazza Garibaldi e successivamente nel foro boario di “Donnighedda”, per arrivare ai giorni nostri ad essere collocata nel quartiere fieristico di San Nicola. Collocazione figlia dei tempi e che permette a tutti gli imprenditori zootecnici interessati, di esporre i propri capi, tori e vacche e non solo, per far vedere i miglioramenti eseguiti e poter commercializzare il frutto di vari anni di lavoro. Fiera che si è da sempre accomunata con la meccanizzazione e l’agricoltura, con un’aria di festa che vediamo continuare anche nei nostri giorni.

Una importantissima rassegna storica, che rappresenta la vera storia ed identità dell’ozierese, e non solo, e che con la realizzazione della Prima Mostra Regionale del Libro Genealogico della Razza Sardo Bruna, non fa altro che proseguire nel cammino della sua realtà e storia.

«Vorrei solo aggiungere – precisa il Presidente dell’AarSardegna (Associazione allevatori regione Sardegna), Luciano Useli Bacchitta – che AarS sta collaborando con la Facoltà di Agraria di Sassari per la conoscenza e valorizzazione della razza Sardo Bruna e dagli studi fatti si è arrivati a dei risultati stupefacenti, che indicano proprietà qualitative e organolettiche che non sono riscontrabili nelle altre razze nazionali o estere presenti nel territorio sardo». «Questo vuol dire – conclude il Presidente – che la razza sardo bruna ha la capacità di trasferire e fissare nei prodotti da essa derivati, sia carne che latticini, delle proprietà benefiche derivanti dalle essenze presenti nei nostri pascoli e dallo stato di benessere dovuto al nostro sistema di allevamento estensivo».

Salvatore Loriga

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