• 20 Settembre 2021
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Primo album per la band “La Città di Notte”

La città di Notte

Prodotto da Solid Music Italy e Talk About Records è uscito il primo Album di “La Città di Notte”. L’ultima ed omonima fatica di LCDN (La Città di Notte), attesissima dai molti fans che seguono la band sarda, e la cui uscita è stata anticipata dall’uscita del  videoclip “Belzebù” lo scorso 11 dicembre, è stata registrata e mixata presso il Solid Twin Studio di Roberto Macis e Andrea Piras, e gode della grafica di Elena Cabitza, per la distribuzione di Goodfellas.

Edoardo Meledina
L’ozierese Edoardo Meledina (contrabbasso)

Si compone di brani che spaziano dal cool jazz al jump blues, passando per la canzone italiana verso New Orleans, per finire in un gospel, magistralmente interpretati dai musicisti Diego Pani (Voce), Andrea Schirru (Pianoforte), Frank Stara (Batteria) ed Edoardo Meledina (Contrabbasso) è da qualche giorno disponibile presso le rivendite specializzate e le richieste confermano il buon gradimento degli appassionati e musicofili sardi e non solo.

Queste son le note di copertina di Gianmarco Diana, che, come si faceva nei dischi jazz anni ’60, così commenta: «La musica di “La Città di Notte” è blue music, su questo non c’è dubbio. È come attraversare un immaginario spazio fisico e temporale nel quale, senza soluzione di continuità, passate dalle bettole di New Orleans nel 1946 ai locali della “Dolce Vita” romana nel 1960.

Immaginate come può suonare questa avventura? LCDN è eleganza del respiro musicale, dolcezza dell’emissione vocale, latenza cinematografica dell’immagine che si rafferma nel suono. LCDN è anche l’imbonitore circense che vuole venderti il biglietto per il “cadavere spaziale”, lo sconosciuto con le mani sporche di grasso che ti leva dalla merda quando sei rimasto bloccato sulla strada.

La Città di Notte sceglie di raccontare storie della notte, sospese tra dimensione urbana ed extraurbana, affollate da personaggi variopinti, con voci diversissime, ora graffianti… che sbraitano, ora rilassate… che invitano alla pietà del gesto umano, dentro città che somigliano ad agglomerati sempre più estesi di persone sempre più distanti. 

Il suono è ruvido, tangibile, bagnato. Come in uno di quegli speak-easy troppo piccoli per contenere tutti quelli che vorrebbero entrare e allora scalciano contro le porte chiuse, ed imprecando battono i pugni, mentre dentro, sul palco, il quartetto suda, piegato sui propri strumenti: una batteria, un contrabbasso, un pianoforte ed un microfono. Per terra, sta posato anche un piccolo megafono, e nella tasca della giacca, un kazoo. Sulla parete grosse luci da luminaria, a forma di lettere giganti. Fumo denso e puzza di sigarette, portacenere stracolmi di cicche e bicchieri vuoti con dentro soltanto il ghiaccio che si sta sciogliendo. 

La musica di LCDN è come il bourbon che riempiva i bicchieri: invecchiata nelle botti del blues, dal gusto forte e deciso, ma piacevole ed appagante come il cool jazz, da bere in piccole sorsate, da tenere nel palato per assaporarne ogni sfumatura di aroma, prima di buttarla giù e sentirne il gusto ed il retrogusto intenso, come lo stile vocale italiano degli anni ’50 e ’60.

Un cocktail fresco e ben calibrato, in cui i sapori del blues e del jazz si gustano in tutta la loro pienezza e varietà di stile e andamento ritmico (tra shuffle, stomping, rhumba e slow) e la dimensione live della session in studio amplifica la capacità narrativa di stampo cinematografico delle canzoni che, grazie all’abilità di scrittura e alla scelta di una line up essenziale, consente di immergersi fino in fondo in questo graffiante e malinconico viaggio. 

La grande musica del Sud degli Stati Uniti incontra la tradizione dei crooner e dei cantanti italiani da night club: Howlin’ Wolf e Muddy Waters al tavolo con Luigi Tenco, mentre Fred Buscaglione e Ghigo Agosti giocano a poker con Vinicio Capossela e Mike Patton ubriachi. Dio e Belzebù, hanno viaggiato insieme su un 190-26. Halleluja, brothers! Ma se ho sbagliato, in fondo. Non mi chiedere il perché…».

Una presentazione esaustiva ed intrigante, che invita all’ascolto, per una chicca che non potrà mancare dalle collezioni degli appassionati, e che, certamente, piacerà e venderà.