Rapine negli uffici postali, UILFPC Sardegna: «Salvaguardare incolumità dei lavoratori lasciati soli»
Il sindacato interviene con una nota dopo gli episodi di Gairo ed Elini, in Ogliastra.
CAGLIARI | 10 settembre 2026. Nel giro di pochi giorni, in Ogliastra sono finiti nel mirino dei banditi due uffici postali. Una situazione inaccettabile per la UILFPL Sardegna, che, proprio alla luce della rapina avvenuta a Gairo e della tentata rapina a Elini, invita Poste Italiane a «pensare più a salvaguardare i dipendenti lasciati soli al lavoro che al profitto».
«A distanza di pochi giorni si è ripresentato il problema della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori di Poste Italiane all’interno degli uffici postali – sottolineano il segretario generale della UILFPC Sardegna Tonino Ortega e Davide Sannia segretario generale aggiunto UILFPC Sardegna –. Sono stati presi di mira due uffici postali di Gairo ed Elini, piccoli centri della nostra isola in cui la gestione dell’ufficio postale è affidata sempre più spesso a ‘mono-operatori’ che devono affrontare quotidianamente in solitaria la gestione completa dell’ufficio e di tutte le problematiche che quotidianamente si possono verificare, talvolta, a loro rischio e pericolo». Un esempio: «Nel Nuorese attualmente ci sono 83 uffici postali, di cui 40 con mono operatore – spiega il sindacato –. Entro fine anno il numero di uffici con un solo operatore salirà a 56 perché alcune sedi vengono declassate».
La UILFPC Sardegna punta il dito contro Poste Italiane: «Dovrebbe iniziare a pensare e mettere in campo soluzioni concrete a salvaguardia soprattutto della salute e dell’incolumità delle persone che quotidianamente mantengono un servizio alla popolazione anche in piccoli centri come quelli citati – afferma Sannia – non si possono lasciare da soli gli operatori a lavorare».
«Il profitto non deve essere l’unico obiettivo aziendale – sentenzia Ortega –, si deve guardare anche oltre per garantire un’adeguata tutela dei lavoratori. Ogni lavoratore dev’essere sereno nell’andare sul proprio luogo di lavoro».
«A Poste Italiane – conclude Sannia – chiediamo un confronto nel merito di una situazione sempre più grave e attuale, la sicurezza non è prescindibile».
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