• 5 Dicembre 2021
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Semafori per non vedenti a Sassari: No del Consiglio comunale alla proposta del leghista Francesco Ginesu

Lega Sassari - Francesco Ginesu

Mozione del capogruppo leghista.


SASSARI. Bocciata la mozione presentata in Consiglio comunale dal capogruppo della Lega sezione di Sassari Francesco Ginesu sull’installazione di particolari dispositivi nei semafori cittadini, utili a garantire maggiore autonomia urbana per le persone non vedenti e ipovedenti. Ad indignare gli esponenti del Carroccio però, oltre al respingimento dell’importante proposta, sono le sonore risate giunte – secondo quanto riportato in una nota stampa della Lega –, dagli scranni di alcuni consiglieri.

«Considerato che in città ci sono circa 200 persone affette da disabilità visiva grave e che le norme in materia prescrivono adeguamenti – ha spiegato Francesco Ginesu –, l’intervento dell’Amministrazione comunale sul punto deve avvenire nel più breve tempo possibile». In sostanza, la richiesta avanzata dall’esponente leghista era ed è quella di prevedere l’installazione di «avvisatori acustici che segnalano il tempo di via libera e i comandi manuali per consentire tempi di attraversamento stradale ragionevoli per chi si muove lentamente».

Nonostante la discussione di tre quarti d’ora, tra risate e consiglieri che facevano orecchie da mercante – si legge ancora nella nota della Lega –, il sindaco Campus pare abbia deriso il consigliere leghista con un perentorio «quando lei saprà fare almeno il 10% di quello che so fare io allora potrà parlare».

Sulla proposta di Ginesu si è invece espresso favorevolmente un consigliere tradizionalmente avversario della Lega come Mariano Brianda di Futuro in Comune ed ex candidato sindaco del Centro sinistra.

A manifestare tutta la disapprovazione del partito è intervenuta la coordinatrice della Lega cittadina Marina Puddinu. «Non intendiamo cedere alla violenza indiscriminata di risate di scherno – sottolinea Puddinu –, che danneggiano tutti e soprattutto i non vedenti, vittime di sterili baruffe in consiglio comunale che si ripercuotono sulla cittadinanza».

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