• 18 Gennaio 2022
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Il sindaco Murgia: «A Ozieri presenti 5 casi di Covid. Il “Segni” senza medico otorino»

Nell’ultima seduta del Consiglio comunale, svoltasi martedì 21 dicembre, il sindaco di Ozieri Marco Murgia, nel suo consueto intervento di apertura, ha parlato della situazione sanitaria cittadina legata al Covid, della campagna vaccinale e dell’ospedale Segni.

Covid-19. Sul fronte della pandemia «siamo tutti un po’ preoccupati per quello che leggiamo nei giornali – dice Murgia –, la paura che possa esserci di nuovo una recrudescenza anche da noi ci preoccupa». Nonostante questo timore «gli indicatori, al momento, per quanto riguarda Ozieri e anche tutto il territorio, sono comunque positivi». In città infatti sono presenti “soli” 5 casi di Covid, e 4 di questi fanno parte dello stesso nucleo familiare.

Vaccinazioni. Notizie positive arrivano anche dalla campagna vaccinale, «in questo momento – sottolinea il Sindaco – con 400/500 inoculazioni al giorno siamo tornati ai picchi di fine primavera e inizio estate», questo grazie alle terze dosi e in parte anche alle prime, con «molti convertiti dell’ultima ora». «È stata una giornata di successo – continua Murgia – anche quella dedicata alla vaccinazione dei bambini tra i 5 e gli 11, durante la quale sono state somministrate 100 dosi».

Hub di San Nicola. Per quanto riguarda i lavori nella struttura che ospita il centro vaccinale, colpita lo scorso mese di giugno da una tromba d’aria, «si sta finalmente intervenendo per la sistemazione del tetto». I lavori – precisa il Sindaco – dovevano iniziare più di un mese fa, ma sono partiti in ritardo a causa delle continue piogge.

Ospedale “Segni”. Dopo il rinvio dell’incontro previsto nei giorni scorsi con l’assessorato regionale alla Sanità «stiamo aspettando – afferma il primo cittadino – una nuova convocazione, anche perché sul tavolo, oltre alle solite recriminazioni che abbiamo presentato in tutti questi mesi in conferenza socio-sanitaria e anche in coordinamento di distretto, si sono aggiunte altre criticità», tra queste il trasferimento del medico otorinolaringoiatra, che di fatto costringe i pazienti del territorio a rivolgersi ad altre strutture.

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