• 21 Luglio 2024
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Sostegno del Liceo Classico e Scientifico “Euclide” di Cagliari alla preside di Firenze Annalisa Savino

Annalisa Savino

Riceviamo e pubblichiamo la lettera dei/delle docenti e del personale scolastico del Liceo classico scientifico “Euclide” di Cagliari a sostegno della dirigente scolastica del Liceo Da Vinci di Firenze Annalisa Savino, dopo le dichiarazioni del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

«A proposito delle parole del Ministro Giuseppe Valditara a seguito della lettera inviata ai suoi studenti dalla DS del Liceo Scientifico Statale “Leonardo da Vinci” di Firenze, Prof.ssa Annalisa Savino, noi sottoscritti componenti del corpo docente e non docente del Liceo Classico Scientifico Statale “Euclide” di Cagliari esprimiamo la nostra vicinanza alla Professoressa, in riferimento alle ventilate “misure” che il Ministro preannuncia “se l’atteggiamento dovesse persistere”.

Riteniamo infatti che l’invito a non soggiacere all’indifferenza, il riconoscere la violenza come un disvalore e richiamare l’antifascismo come dovere costituzionalmente imposto, contro ogni rigurgito che si richiami al passato fascista, non possano essere assolutamente qualificati come inopportune ingerenze politiche.

Risultano invece perfettamente in linea con le finalità ultime della scuola e, in particolare, dell’insegnamento dell’Educazione Civica, recentemente istituito come autonomo e trasversale. In tal senso ci chiediamo cosa, nello specifico, il Ministro abbia inteso come “improprio”, quale tipo di “messaggio” pensa sia stato “lanciato” dalla Dirigente Scolastica e il motivo del suo dispiacere nell’apprendere che tale lettera sia stata indirizzata a studenti che pochi giorni prima hanno visto con i loro occhi, o attraverso le immagini diffuse, una vile e violenta aggressione, la cui natura non sfugge a chi non la voglia contro ogni evidenza occultare o sminuire. Se quanto scritto dalla Professoressa Savino è fare “politica”, noi facciamo “politica” a scuola, nel senso più nobile del termine, e riteniamo che sia nostro precipuo dovere formare cittadini educati ai valori della democrazia, della tolleranza e dell’antifascismo».

Lettera firmata


Il fatto. Nei giorni scorsi la dirigente scolastica Annalisa Savino ha inviato una circolare ai suoi studenti sul pericolo fascismo in Italia, dopo il pestaggio – avvenuto lo scorso 18 febbraio – di alcuni ragazzi davanti al Liceo Classico Michelangiolo per mano di un gruppo di estrema destra. A stretto giro di posta è arrivata la risposta del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara che ha definito la circolare «del tutto impropria…, perché non compete ad una preside nelle sue funzioni lanciare messaggi di questo tipo. In Italia non c’è pericolo fascista, né una deriva violenta e autoritaria. Difendere le frontiere e ricordare l’identità di un popolo non ha nulla a che vedere con il fascismo, o peggio con il nazismo». Poi ha aggiunto: «Io non voglio creare martiri e non voglio dare l’occasione ad iniziative del tutto improprie, vanno giudicate per quelle che sono», ossia «iniziative strumentali che esprimono una politicizzazione che auspico non abbia più un suo ruolo all’interno delle scuole italiane. Se questi atteggiamenti dovessero persistere o ci dovesse essere un comportamento che vada al di là dei ruoli istituzionali, vedremo se sarà necessario prendere delle misure. Per ora non è necessario intervenire. Di queste lettere non so che farmene, sono lettere ridicole».

Il testo integrale della lettera della dirigente scolastica del Liceo Da Vinci di Firenze Annalisa Savino

«Cari studenti, in merito a quanto accaduto lo scorso sabato davanti al Liceo Michelangiolo di Firenze, al dibattito, alle reazioni e alle omesse reazioni, ritengo che ognuno di voi abbia già una sua opinione, riflettuta e immaginata da sé, considerato che l’episodio coinvolge vostri coetanei e si è svolto davanti a una scuola superiore, come lo è la vostra. Non vi tedio dunque, ma mi preme ricordarvi solo due cose. 

Il fascismo in Italia non è nato con le grandi adunate da migliaia di persone. È nato ai bordi di un marciapiede qualunque, con la vittima di un pestaggio per motivi politici che è stata lasciata a sé stessa da passanti indifferenti. ‘Odio gli indifferenti’, diceva un grande italiano, Antonio Gramsci, che i fascisti chiusero in un carcere fino alla morte, impauriti come conigli dalla forza delle sue idee. 

Inoltre, siate consapevoli che è in momenti come questi che, nella storia, i totalitarismi hanno preso piede e fondato le loro fortune, rovinando quelle di intere generazioni. Nei periodi di incertezza, di sfiducia collettiva nelle istituzioni, di sguardo ripiegato dentro al proprio recinto, abbiamo tutti bisogno di avere fiducia nel futuro e di aprirci al mondo, condannando sempre la violenza e la prepotenza. Chi decanta il valore delle frontiere, chi onora il sangue degli avi in contrapposizione ai diversi, continuando ad alzare muri, va lasciato solo, chiamato con il suo nome, combattuto con le idee e con la cultura. Senza illudersi che questo disgustoso rigurgito passi da sé. Lo pensavano anche tanti italiani per bene cento anni fa ma non è andata così». 

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