• 16 Maggio 2021
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Ospedale di Ozieri, Margherita Molinu (Prospettive): «Da Cagliari nessuna intenzione di accreditare la Terapia intensiva»

Margherita Molinu (Prospettive)

«Da Cagliari non c’è alcuna intenzione di accreditare la Terapia intensiva dell’ospedale di Ozieri».

Lo ha denunciato ieri, durante la seduta del Consiglio comunale di Ozieri, Margherita Molinu, nella doppia veste di esponente del Gruppo di minoranza Prospettive per Ozieri e di primario dell’Unità di Pronto Soccorso dell’Antonio Segni.

Una dichiarazione chiara e senza fraintendimenti che riporta in primo piano l’aspettativa di un intero territorio che attende da mesi l’apertura dell’Unità di Terapia Intensiva/semi intensiva. Reparto, ricordiamo, allestito grazie alla generosità di tantissime persone che lo scorso anno, durante la prima ondata di contagi da Covid-19, hanno donato risorse economiche affinché anche l’ospedale di Ozieri potesse essere dotato di un servizio vitale, anche e non solo per far fronte all’emergenza sanitaria causata dal virus.

A distanza di mesi, dunque, e nonostante l’unità sia idonea per essere attivata, dalla Regione si tergiversa, con la solita scusa della mancanza di personale.

Terapia intensiva ospedale di Ozieri

«La giustificazione – commenta la dottoressa Margherita Molinu – è sempre quella che non ci sono i medici. Però i medici ce li prendono e li portano ad Alghero». «È chiaro – continua – che non possiamo controbattere con quella che è la forza politica di Alghero». Di una città che, tra l’altro, a breve riceverà l’accreditamento ordinario dell’Unità intensiva, ora in regime straordinario Covid.

Ma a preoccupare la dottoressa Molinu non è solo questa vicenda, ma tutto il sistema sanitario dell’ospedale Segni, ormai «fermo al palo» a causa della mancata nomina dei primari in alcuni reparti e dal depotenziamento di alcuni servizi.

Per questo motivo e per invertire la rotta è necessaria una presa di posizione di tutte le comunità e delle forze politiche del territorio, «perché la politica cagliaritana in questo momento – rimarca ancora la dottoressa – non sta pensando a noi».

Ritornando sul discorso dell’Unità di Terapia intensiva, conclude l’esponente di Prospettive Margherita Molinu: «Vedere la struttura inutilizzata è una indecenza. Penso anche alla coscienza di chi ha fatto tutte queste donazioni per avere degli strumenti fermi lì, che prima o poi qualcuno potrebbe venire a prenderseli».

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