• 30 Luglio 2021
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Vaccini dipendenti Regione. Zedda (Progressisti): «Una vergogna di cui Solinas deve rendere conto»

CAGLIARI. Sulle vaccinazioni programmate ai dipendenti della Regione Sardegna che lavorano nell’assessorato della Sanità, è intervenuto nella sua pagina facebook il consigliere regionale ed ex sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, per attaccare il Governatore Solinas sulle priorità di somministrazione dei vaccini.

«Il presidente della Regione – commenta Zedda – decanta la macchina organizzativa messa in piedi in Sardegna per le vaccinazioni. Intanto le somministrazioni agli over 80 vanno a rilento e la stragrande maggioranza dei pazienti deboli non sa ancora quando, come e dove riceverà la prima dose. Nel frattempo il presidente Draghi, in una delle sue poche uscite pubbliche, richiama le Regioni a un lavoro più attento rispetto alle priorità date dal piano nazionale e il commissario per l’emergenza Covid Figliuolo ha sul suo tavolo il caso dei ritardi nell’Isola in primo piano».

Giovanni Pala

Mentre succede tutto questo – prosegue il Consigliere dei Progressisti –, lunedì pomeriggio saranno vaccinati i lavoratori dell’assessorato regionale alla Sanità: tutto messo nero su bianco in una email interna che ha girato ieri sulle caselle di posta elettronica dei dipendenti, molti dei quali operano in smart working».

«Una vergogna – rincara Massimo Zedda –, di cui il presidente deve rendere conto. I casi sono due: o non sa niente, e quindi non controlla la macchina amministrativa, oppure sa e deve spiegarlo. Il punto è che on esiste una spiegazione plausibile ma soprattutto non ci sono regole, non ci sono priorità, non c’è nessuna trasparenza».

«Il presidente dice che va tutto bene. Invece va tutto ad ingrossare la percentuale di vaccinati che rientrano nella categoria “altri”, attualmente pari al 20 per cento, una cifra altissima visto il basso numero di dosi somministrate in Sardegna.

Chi siano questi altri non si sa, il fatto certo è che i vaccini fatti ad “altri” sono sottratti a chi ne avrebbe davvero diritto. Per urgenza, non per conoscenza», conclude Massimo Zedda.