• 16 Maggio 2021
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Vaccini in Sardegna: 21mila somministrazioni da chiarire

Vaccino anti Covid

Vaccini in Sardegna: 21mila somministrazioni da chiarire. A livello nazionale resta da fare luce invece su 873.787 dosi. Sottolineatura della fondazione GIMBE.

Non fanno parte dei gruppi con priorità di vaccinazione individuati dal Piano nazionale, ma hanno ugualmente ricevuto almeno una dose di vaccino. Sono le persone con un’età compresa tra i 16 e i 69 anni e che rientrano nella categoria denominata «Altro». In mezzo a questi soggetti, al netto delle persone fragili, c’è un numero consistente di somministrazioni da giustificare.

Insomma, si ha il sospetto che nella corsa all’inoculazione del vaccino, siano entrati nell’ombra della categoria «Altro» chi non ne aveva ancora diritto. La classica “buona” prassi tutta italiana, dove favoritismi, clientelismo e presunti diritti di posizione sono la normalità. In barba, ovviamente, a tutti quei cittadini che ne hanno tremendamente bisogno.

Sulle discrepanze, la sottolineatura è arrivata anche dal presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, nel consueto report settimanale (aggiornato alle ore 15:31 del 31 marzo): «Non si può escludere – spiega – che nella categoria denominata “Altro”, con oltre 1,4 milioni di dosi (14,4% del totale delle somministrazioni), rientri un certo numero di soggetti fragili». Escludendo da questo “contenitore” le 572.692 dosi (39,6%) somministrate a persone di età ≥70 anni, considerabili a rischio per fascia anagrafica, resta da fare luce su 873.787 (60,4%) dosi somministrate a soggetti di cui non è possibile rilevare altre indicazioni di priorità.

«Per ragioni di trasparenza e monitoraggio – continua il presidente – da un lato è indispensabile inserire nel report ufficiale la categoria dei soggetti ad elevata fragilità al fine di garantire una precisa rendicontazione, dall’altro bisogna fare chiarezza sulla categoria “Altro”, che ancora una volta permette di rilevare enormi differenze regionali».

La maglia nera spetta alla Sicilia col 19,5% dosi di vaccino somministrate alla categoria «Altro», subito seguita dalla Calabria al 18,3% e la Campania 16,4. Poi la Valle d’Aosta al 13,9%, il Veneto 12,1% e le Marche al 11,8%. La Provincia autonoma di Trento invece è la più morigerata d’Italia, con un 2,3%. Sopra la media nazionale (8,7%) anche la Sardegna che si attesta al 9,2%, con oltre 21mila vaccini da chiarire e con il peso dell’ultima/penultima posizione nella classifica nazionale per dosi inoculate (3,9% della popolazione).