• 12 Luglio 2026
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Considerazioni sull’inaugurazione del “Museo AIM” di Anela

Museo AIM Anela

ANELA | 12 luglio 2026. A poco più di un mese dall’inaugurazione del Museo “A.I.M. – Anela Identità e Memoria”, l’ex primo cittadino di Anela, Tonino Dettori, interviene per ripercorrere le origini del progetto e sottolineare l’impegno profuso, nel corso degli anni, da quei Sindaci, Assessori e Consiglieri comunali che hanno contribuito alla sua realizzazione.

«Il 6 giugno scorso è stato inaugurato il Museo “A.I.M” (Anela-Identità e Memoria) da parte dell’attuale Amministrazione comunale di Anela. Evento positivo per la nostra comunità che in parte vi ha partecipato. Come da copione, è stato il sindaco Giangiuseppe Nurra a svolgere la relazione introduttiva, dimenticando ingiustamente nei saluti, i Sindaci, gli Assessori ed i Consiglieri comunali che lo hanno preceduto e che si erano impegnati per primi, attivamente e dovutamente, ad ideare, progettare ed eseguire i lavori strutturali della stessa opera a seguito di opportuni e mirati, ma esigui finanziamenti concessi dalla Regione Autonoma della Sardegna attraverso il suo Assessorato di competenza.

Una semplice dimenticanza o una velata strategia politica in vista delle prossime elezioni comunali del prossimo 2027? In tutti i casi, la memoria, se ben usata, si collega naturalmente alla riconoscenza ed al rispetto dell’impegno e dell’intelligenza degli altri. Infatti gli anni ’80-85 e ’85-90 del secolo scorso hanno visto impegnati il sindaco Tonino Dettori, gli Assessori ed i Consiglieri comunali di Anela nell’esecuzione di varie opere pubbliche, fra cuila ristrutturazione dei locali della Scuola Elementare e Materna da destinare al futuro Museo Etnografico, inserito in una seria programmazione culturale per dare più visibilità al Paese. Il convegno regionale di Studi su “L’occupazione delle terre in Sardegna negli anni ’45 -’50. Il caso di Anela”, il convegno regionale di studi su “Arte e Religione in Sardegna nella Necropoli di Sos Furrighesos”, il convegno regionale di studi su “Giuseppe Sanna-Sanna Politico e Giornalista nel XIX secolo”, il convegno regionale di studi su “Stampa e Società in Sardegna nella seconda metà dell’800: Giuseppe Sanna-Sanna e Giuseppe Senes” in collaborazione col Comune di Nule e con la VII Comunità Montana del Goceano, con i significativi interventi di autorevoli docenti universitari ed intellettuali, hanno contribuito notevolmente a far ben conoscere gli aspetti socio-economici e culturali di Anela, del Goceano e della Sardegna.

Le mostre degli artigiani del ferro battuto e del legno, dei pittori e degli scultori, delle artiste del tessuto, del cucito e del ricamo, unite agli spettacoli teatrali, folkloristici, della musica etnica sarda tenutisi nell’anfiteatro di piazza s’Olina, collegate all’evento “l’Estate Anelese”, con cadenza annuale, di durata mensile (l’intero mese di settembre), il “1° Concorso di Poesie, Novelle, Racconti e Commedie in Lingua Sarda”, hanno dato spazio ed utili riferimenti al Comune di Anela, rappresentato dallo stesso Sindaco, dalla Giunta e dal Consiglio comunale per ideare e far progettare un museo etnografico e storico-archeologico di Anela e del Goceano.

Convegno Anela Dettori 2

L’idea di creare il “Museo della Civiltà Contadina e Pastorale” non è nata a caso. Infatti, Anela, per la sua centralità di collocazione geografica e non solo, era stata scelta a suo tempo come sede ufficiale della “Latteria Sociale Sa Costera” da una cooperativa di pastori del Goceano, che ha acquisito progressivamente prestigio nel conferimento del latte, nella produzione di formaggi tipici della zona, esportati e conosciuti ormai a livello regionale, nazionale ed internazionale. Si sottolineano altresì le rivendicazioni che hanno coronato lodevolmente i lavori politico-amministrativi delle pubbliche Amministrazioni, guidate dallo stesso Sindaco, confortate dal pieno appoggio della popolazione anelese, della VII Comunità Montana del Goceano e dall’Amministrazione provinciale di Sassari, approvate definitivamente sul piano progettuale relativamente alla costruzione dello svincolo per Anela sulla superstrada Abbasanta-Olbia ed al collegamento stradale verso il paese per farlo uscire dall’isolamento e offrire al caseificio “Sa Costera” opportune possibilità di visibilità, facilità dei trasporti dei suoi prodotti di qualità. Significativo e definitivo riconoscimento degli Assessori dei trasporti e dei lavori pubblici regionali, guidati rispettivamente dall’on. avv. Paolo Berlinguer e dall’on. ing. Emidio Casula, approvando e finanziando tali progetti. Fatto storico importante, appositamente decretato dalla R.A.S. con i suoi interventi che in quel periodo si aggiunsero ad altri per far uscire dall’isolamento alcuni paesi delle zone interne della Sardegna.

Anela convegno Dettori

La proposta progettuale di tale Museo con la relativa richiesta di finanziamento furono esaminate ed approvate unanimemente anche dal Consiglio della VII Comunità Montana del Goceano nel 1989. Atti inviati regolarmente alla R.A.S., Assessorato della Programmazione, per essere inseriti nei finanziamenti del IV Piano annuale di attuazione della legge n° 64/86. Sullo stesso progetto, nel 1992, ritornava il Presidente della VII C.M. Goceano con la “Domanda di finanziamento per la realizzazione del Museo della Civiltà Contadina nel Comune di Anela”, indirizzata all’Assessorato della Programmazione, dei Lavori Pubblici, della P.I., Cultura, Informazione, Spettacolo e Sport della R.A.S. Pur riconoscendo l’importanza e l’utilità socio-culturale ed economica di tale progetto, la R.A.S. non finanziò l’opera. Successivamente, un’altra Giunta comunale, guidata dallo stesso Sindaco, elaborò e diffuse ampiamente un bando di concorso per invitare gli Intellettuali interessati a presentare i propri “curricula” professionali, previsti dalle leggi vigenti per redigere un progetto di allestimento di tale Museo. Così, a seguito di accurati esami della documentazione presentata, furono scelti in proposito la prof.ssa Maria Margherita Satta, docente di Etnologia presso l’Università di Roma, il prof. Mario Atzori, docente di Tradizioni Popolari presso l’Università di Sassari e la prof.ssa Giuseppa Tanda, docente associata di Antichità Sarde presso l’Università di Sassari.

Ritenuto opportuno coinvolgere la popolazione sull’importanza di quest’opera, il sindaco T. Dettori e la Giunta comunale di Anela convocarono il Consiglio in seduta straordinaria ed aperta alla partecipazione dei cittadini onde decidere le linee guida tecnico-scientifiche e culturali del Museo con l’attiva presenza degli intellettuali scelti per raccogliere ulteriori suggerimenti sulla realizzazione ed allestimento dell’opera e per indicarne la denominazione definitiva in sostituzione di quella originaria. A seguito di un ampio, appassionato e coinvolgente dibattito, si decise unanimemente di denominare l’opera “Museo del latte e delle Culture Pastorali e Contadine del Goceano” e di approvare le linee guida per la presentazione del progetto esecutivo di allestimento da parte degli Intellettuali progettisti, intervenuti con apprezzabili competenze in quella sede. Da rilevare che lo stesso Sindaco, con una dettagliata relazione, portò all’attenzione del Gal Goceano l’importanza progettuale di questo Museo in un convegno sulle risorse socio-economiche e culturali della zona, invitando i Sindaci e gli Amministratori comunali presenti a non proporre interventi strutturali museali simili, ma a diversificare le denominazioni nelle varie proposte da attivare, tenendo conto degli interventi da mettere in campo rispetto alle peculiarità e richieste culturali e territoriali della zona, in vista della creazione di una rete museale fra i Comuni interessati.

A seguito di alcuni significativi interventi strutturali che avevano impegnato le Amministrazioni a guida Tonino Dettori, il Museo anelese vide la sua prima inaugurazione col sindaco Giovanni Dettori, succedutogli nell’incarico nella legislatura ’90-95. Successivamente, il sindaco T. Dettori espletò le operazioni amministrative del primo appalto di allestimento, concluse in itinere dai sindaci G. Dettori e Giovanni Flore. Con l’allestimento del “Museo del latte e delle Culture Pastorali e Contadine del Goceano” non si intendeva presentare al pubblico una fredda esposizione di oggetti e strumenti della realtà agro-silvo pastorale e artigianale del Goceano, ma accompagnarli adeguatamente con pannelli didascalici e presentazioni di spazi multimediali per renderli più esaurienti e comprensibili. Nel progetto di questo Museo è stato anche previsto l’utilizzo di strumenti multimediali in varie lingue, lingua sarda compresa, per consentire di renderli fruibili ad un’utenza turistica interessata nei percorsi museali allestiti.

La stessa denominazione di Museo “AIM” appare riduttiva rispetto a quella precedentemente adottata perché la parola “Culture” comprende già in sé i termini di “Identità” e “Memoria”. Inoltre il “Museo del latte e delle Culture pastorali e Contadine del Goceano” prospetta nei suoi obiettivi anche la possibilità di ospitare periodicamente “Mostre tematiche” di proprietà di altri Musei. Quindi, considerato che è stato recentemente utilizzato un finanziamento per rendere fruibili al pubblico gli spazi multimediali in questione, si spera che ne arrivino altri per completare l’allestimento dell’attuale struttura e per un eventuale ingrandimento e valorizzazione degli spazi esterni, previsti in un progetto già approvato da un Consiglio Comunale di Anela, a guida T. Dettori, e da un Consiglio della VII Comunità Montana del Goceano, già citati. Appare altresì fondamentale effettuare una seria ricerca sul “campo” degli oggetti e strumenti utilizzati nel passato relativi alle Culture Pastorali e Contadine del Goceano, che deve vedere protagonisti gli Amministratori comunali e la popolazione di Anela in un comune volontario e attivo impegno di allestimento museale.

Per quanto riguarda la cronaca sull’ evento dell’“Inaugurazione del “Museo AIM”, si rimanda all’articolo, recentemente pubblicato su “Logudorolive” (leggi). Infine, considerato che il sindaco Nurra lo ha definito un “evento storico”, si ha il dovere di ricordargli che a quella celebrazione non sono stati invitati proprio gli “Storici” che ne avrebbero sicuramente arricchito ulteriormente il dibattito.

Prof. Tonino Dettori, ex sindaco di Anela

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