Amianto in marina, sergente morto di mesotelioma dopo aver lavorato a La Maddalena: risarcita la figlia
Il Tribunale di Roma riconosce il legame tra l’esposizione all’amianto e la malattia e liquida oltre 410mila euro alla figlia. Luigi Ricci, morto all’età di 78 anni, ha prestato servizio alla Mariscuola tra il 1960 e il 1962.
ROMA | 27 agosto 2026. Una parte importante della storia nella Marina Militare del Sergente Luigi Ricci passa dalla Sardegna. Dal settembre 1960 al giugno 1962 prestò servizio alla Mariscuola La Maddalena come meccanico elettricista, prima di proseguire la propria attività a bordo di diverse unità navali. Molti decenni più tardi Ricci si è ammalato di mesotelioma, la malattia che lo ha portato alla morte a 78 anni. Oggi la figlia Benedetta Ricci ha ottenuto il riconoscimento del legame tra l’esposizione all’amianto subita dal padre durante il servizio e la patologia che lo ha ucciso, con un risarcimento complessivo di oltre 410 mila euro.
«Per me non è mai stata una questione di cifre. Volevo che fosse riconosciuto ciò che è accaduto a mio papà. Ha servito lo Stato con onore, dedizione e amore. Amava la Marina e tutto ciò che gli aveva insegnato e fatto vivere. L’ha servita dai 17 ai 23 anni e, nonostante le difficoltà e la durezza del lavoro e della vita a bordo delle navi, era grato alla Marina per tutti i paesi lontani nel mondo che gli aveva dato la possibilità di conoscere. La scoperta della malattia a distanza di decenni e della sua genesi professionale lo ha sconvolto profondamente. Questo riconoscimento restituisce dignità alla sua storia e dà un senso al percorso che ho deciso di portare avanti per lui», racconta Benedetta.
Luigi Ricci era entrato nella Marina Militare nel settembre del 1960, a soli 17 anni e fino al giugno 1962 prestò servizio alla Mariscuola La Maddalena come meccanico elettricista; successivamente proseguì la propria attività a bordo di Nave San Marco, Nave Artigliere, Nave Intrepido e Nave Montecuccoli, fino al dicembre 1966. Durante il servizio, secondo quanto ricostruito nel giudizio, entrò in contatto con polveri e fibre di amianto. Il 12 agosto 2019 a Ricci viene diagnosticato un mesotelioma maligno epitelioide. Seguono oltre due anni di malattia, fino alla morte, avvenuta il 20 dicembre 2021, all’età di 78 anni.
Il collegamento con il servizio militare viene riconosciuto dalla stessa Amministrazione: nel maggio 2022 il Comitato di Verifica per le Cause di Servizio riconosce la dipendenza dell’infermità da causa di servizio e, il 7 giugno successivo, il Ministero della Difesa formalizza il riconoscimento. La sentenza del Tribunale di Roma conferma l’esposizione durante l’attività svolta nella Marina Militare, e la responsabilità del Ministero della Difesa per non avere adottato le necessarie misure di protezione. Alla figlia ed erede vengono riconosciuti complessivamente oltre 410 mila euro, oltre interessi e rivalutazione. Di questa somma, circa 280 mila riguardano i danni subiti direttamente da Luigi durante la malattia e trasmessi a Benedetta come erede. Per la perdita del padre il Tribunale aveva invece quantificato il danno in circa 260 mila euro, decidendo poi di dimezzarlo a circa 130 mila per la mancata prova della convivenza. La vicenda giudiziaria non è però conclusa. Dopo che il Ministero della Difesa, a fine luglio, ha appellato la sentenza nella parte risarcitoria chiedendo una riduzione delle somme liquidate, Benedetta ha deciso a sua volta di impugnare il dimezzamento, chiedendo il pieno riconoscimento del danno provocato dalla perdita del padre.
«È difficile spiegare il valore del rapporto tra un padre e una figlia così come il dolore per la sua perdita. Il lungo percorso, protrattosi per più di due anni, di supporto alle cure dalla prima diagnosi all’assistenza che poi si è trasformata in un accompagnamento verso il fine vita. La consapevolezza maturata insieme a lui sulla natura della malattia asbesto correlata è stata devastante e scoprire che il Ministero ha impugnato la sentenza negando la convivenza mi ha colpita duramente ed anche dato la misura di un’assoluta superficialità nel comprendere il gravissimo danno che ho subìto. Pertanto ho scelto anche io di andare avanti e chiederne il pieno riconoscimento», spiega Benedetta.
«Questa pronuncia riconosce un punto fondamentale: Luigi Ricci è stato esposto all’amianto mentre prestava servizio nella Marina Militare e quella esposizione è stata riconosciuta come causalmente collegata al mesotelioma che lo ha portato alla morte. Parliamo di un uomo che ha servito lo Stato e che ha pagato, molti anni dopo, le conseguenze di quelle condizioni di lavoro», dichiara l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale della donna.
«Il risarcimento è un riconoscimento importante, ma nessuna somma può restituire un padre a una figlia. Continueremo quindi a tutelare Benedetta anche nel giudizio di appello», conclude Bonanni.
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