«Grazie, Ozieri!»: il saluto dei Fedales del 1995 alla comunità
La Leva del ’95 lascia la guida della Società e dell’Associazione Beata Vergine del Rimedio e passa il testimone alle ragazze e ai ragazzi del 1996.
OZIERI | 22 settembre 2026. Riceviamo e publichiamo la lettera-ringraziamento alla comunità ozierese dei Fedales del 1995, che per un anno intero hanno guidato la Società e l’Associazione Beata Vergine del Rimedio. Un impegno culminato con l’organizzazione della festa, conclusasi domenica.
«Quando noi ragazzi della Leva del 1995 abbiamo scelto di prendere in mano la Società e l’Associazione Beata Vergine del Rimedio, lo abbiamo fatto con un obiettivo ben preciso: avvicinare i giovani all’associazionismo, alla vita della comunità e alla nostra tradizione religiosa, dimostrando che Ozieri è viva e che i giovani ozieresi ci sono, hanno entusiasmo e voglia di fare.
Non nascondiamo che, inizialmente, eravamo molto timorosi nell’intraprendere questa esperienza. Sentivamo la responsabilità di raccogliere un’eredità importante, profondamente legata alla storia, alla fede e alla devozione della nostra città. Tuttavia, fin dal primo momento, non siamo mai stati lasciati soli.
Il nostro primo e più sentito ringraziamento va al nostro padre spirituale, don Roberto Arcadu, che è stato per noi una guida costante e un punto di riferimento fondamentale. Ci è sempre stato vicino con disponibilità, pazienza e affetto, collaborando con noi e sostenendoci ogni volta che ne abbiamo avuto bisogno. Non ci ha mai fatto mancare il suo aiuto e ci ha ricordato, con la sua presenza, che al centro di questo percorso dovevano rimanere sempre la fede e la devozione alla Beata Vergine del Rimedio. A lui va tutta la nostra riconoscenza.
Un ringraziamento immenso va all’intera popolazione ozierese, che ha accolto questa nostra esperienza con entusiasmo, accompagnandoci e partecipando con grande calore a ogni iniziativa. Siamo partiti con tanti dubbi e timori e ci siamo ritrovati, durante questi tre giorni, circondati da una partecipazione straordinaria e da un’immensa folla, che ci ha sostenuto e ci ha fatto sentire tutto il proprio affetto.
Sono stati giorni intensi, molto faticosi, ma soprattutto carichi di emozioni. Abbiamo cercato di fare del nostro meglio, mettendoci tutto l’impegno, il cuore e le energie che avevamo. Speriamo di essere riusciti a regalare alla nostra comunità dei bei momenti di fede, condivisione, tradizione e festa. Noi possiamo dire, con sincerità, di avercela messa tutta e di essere felici e orgogliosi di quanto siamo riusciti a realizzare. Ma questa esperienza ci ha lasciato qualcosa che va ben oltre l’organizzazione della festa. La Società non è soltanto impegno, sacrificio e fatica. È ritrovarsi, dopo tanti anni, insieme ai propri fedales; è imparare nuovamente a conoscersi, condividere responsabilità, affrontare difficoltà e superare incomprensioni.
Non sono mancati i momenti complicati, la stanchezza e neppure qualche litigio, ma proprio attraverso tutto questo siamo riusciti a creare un gruppo vero. Abbiamo rafforzato vecchi legami e ne abbiamo costruito di nuovi: rapporti che non finiscono oggi, con la conclusione di questo percorso, ma che continueranno ad accompagnarci negli anni. Ed è forse questo uno dei doni più belli che la Società e l’Associazione ci hanno lasciato: averci fatto ritrovare come fedales e averci fatto riscoprire il valore dello stare insieme, della collaborazione e dell’amicizia. Lasciamo quindi il timone con tanta malinconia, perché questa esperienza è ormai diventata una parte importante delle nostre vite. Lo lasciamo, però, anche con la serenità e la felicità di sapere di aver dato il massimo, di averci creduto fino in fondo e di aver provato a fare qualcosa di bello per Ozieri.
Siamo inoltre orgogliosi di essere riusciti ad avvicinare un nuovo gruppo di giovani all’associazionismo e alla vita religiosa e sociale della città. Volevamo dare un segnale: dimostrare che Ozieri può contare sui suoi giovani, sulla loro voglia di impegnarsi, di collaborare e di custodire le proprie tradizioni, accompagnandole verso il futuro.
Un sincero ringraziamento va anche all’Amministrazione comunale di Ozieri, alla Pro Loco e all’Istituzione San Michele, che hanno accolto con entusiasmo le nostre proposte e ci hanno costantemente affiancato nella realizzazione delle diverse iniziative.
Grazie a tutte le associazioni, alle attività, ai collaboratori, ai volontari e a ogni singola persona che, in qualsiasi modo, ci ha aiutato e sostenuto.
Ieri sera (domenica 20 settembre ndr), sul palco e davanti a tutta la popolazione, abbiamo vissuto un altro momento particolarmente emozionante: il passaggio simbolico del testimone alla Leva del 1996. È stato un gesto importante, ma non ancora un passaggio ufficiale. Sarà infatti necessario attendere la chiusura e l’approvazione del bilancio e, successivamente, la convocazione della nuova assemblea, con le votazioni che consentiranno l’ingresso ufficiale della nuova Leva nella Società.
I ragazzi del 1996, fin da subito, si sono dimostrati volenterosi, uniti ed entusiasti di intraprendere questo cammino. Sono un gruppo coeso e siamo certi che sapranno fare tanto e bene, portando nuove energie e nuove idee, con lo stesso amore verso la Beata Vergine del Rimedio e verso la nostra città. Il nostro percorso, però, non termina qui.
Noi della Leva del 1995 continueremo a rimanere all’interno della Società e saremo sempre pronti e disponibili a offrire il nostro aiuto, ogni volta che i ragazzi del 1996 ne avranno bisogno. Lo faremo con piacere e con lo stesso spirito di collaborazione con il quale loro, già durante quest’anno, hanno affiancato e aiutato noi. Non si tratta quindi di un addio, ma dell’inizio di una nuova fase: continueremo a esserci, mettendo a disposizione quanto abbiamo imparato e sostenendo chi raccoglierà ufficialmente questo importante testimone. Perché il vero valore della Società è proprio questo: una generazione che accompagna quella successiva, tramandando la devozione, le tradizioni e l’amore per la nostra comunità.
Alla Leva del 1996 rivolgiamo il nostro più grande in bocca al lupo, con l’augurio che possa vivere questa esperienza intensamente e ricevere lo stesso affetto che Ozieri ha saputo donare a noi. Sono stati giorni bellissimi, stancanti e indimenticabili. Ne è valsa la pena, fino all’ultimo istante.
Grazie, Ozieri! Grazie per la vicinanza, per la partecipazione e per aver condiviso con noi questo cammino».
Società e Associazione BVR – Leva ’95
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