• 3 Novembre 2026
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Ancora chiusa la Dialisi di Ozieri, pazienti costretti a trasferte estenuanti

Reparto Dialisi Ozieri
La chiusura del reparto impone trasferte a Thiesi e in altre strutture sanitarie dell’Asl. Le famiglie denunciano una situazione insostenibile e chiedono di trovare una soluzione per ridurre i disagi.

OZIERI | 3 novembre 2026. Da metà settembre sono costretti, loro malgrado, a spostarsi a giorni alterni verso Thiesi o altre strutture sanitarie dell’Asl di Sassari per sottoporsi a una terapia indispensabile alla loro sopravvivenza. Si tratta di circa 25 pazienti affetti da patologie renali che non possono più fare riferimento al reparto di nefrologia e dialisi dell’ospedale “Segni” di Ozieri, attualmente chiuso per lavori di riqualificazione degli impianti. Gli interventi, che secondo le previsioni iniziali avrebbero dovuto concludersi in poche settimane, sarebbero però stati sospesi. Una situazione che sta alimentando l’incertezza sui tempi di riapertura del servizio e che rischia di prolungare i pesanti disagi causati dalle trasferte.

A farsi portavoce del malcontento e della frustrazione di tante famiglie è la figlia di uno dei pazienti, che non usa mezzi termini per descrivere una routine insostenibile: «Non si può andare avanti così», denuncia. «Mio padre, quando rientra dalla seduta, non ha più forze. Già sottoporsi alla dialisi non è una passeggiata; se poi si aggiungono i tempi d’attesa per il proprio turno e il viaggio di andata e ritorno in autobus, il tutto diventa disumano. Dover stare fuori casa per sette o otto ore ogni volta non è tollerabile».

«Ci era stato detto – prosegue la donna – che i lavori sarebbero stati ultimati entro due mesi, ma, stando agli ultimi riscontri, questa previsione probabilmente non sarà rispettata. Pertanto, la mia domanda è – se fosse possibile ovviamente –, perché non spostare temporaneamente il servizio in altri locali dello stesso ospedale “Segni”, almeno fino al completamento degli interventi nel reparto? Sarebbe una soluzione ponte capace di evitare a mio padre e alle altre persone interessate ulteriori spostamenti, riducendo i disagi e le conseguenze fisiche di trasferte che, soprattutto per gli anziani già debilitati da una patologia così severa, rappresentano un aggravio non più sostenibile».

Una denuncia che chiama dunque in causa l’Azienda sanitaria, ma non solo, affinché chiarisca lo stato dei lavori e valuti, se necessario, soluzioni alternative per tutelare la salute e la dignità dei pazienti più fragili.

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