• 7 Novembre 2026
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Illorai, intitolata a Gavino Soletta la palestra comunale

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Il sindaco Gianluca Grande e Giambattista Attene hanno ripercorso la vicenda dell’eroico minatore, insignito di una medaglia d’onore dal Ministero del Lavoro francese.

ILLORAI | 7 novembre 2026. Lo svelamento della targa, ad opera di Assunta e Tonino Soletta, che intitolava la palestra comunale al fratello Gavino e agli emigrati illoraesi caduti sul lavoro, ha accomunato i numerosi presenti in un’emozione unica.

La ritualità del ricordo, segnata dalle parole commemorative del sindaco Gianluca Grande e dall’intervento di Giambattista Attene, ha evidenziato il percorso umano-storico sulle motivazioni che hanno portato a compimento l’intitolazione e concretizzare “un gesto collettivo di profonda giustizia e di immensa memoria”.

Palestra Illorai Gavino Soletta
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La vicenda di Gavino Soletta (16 aprile 1935 – 6 novembre 1958), dolorosa storia e testimonianza tragica di emigrazione, ci narra dell’estremo atto di generoso eroismo dimostrato dall’illoraese, prima di perire a seguito di un crollo verificatosi all’interno della miniera francese di Forbach, e l’eccezionale altruismo nel prodigarsi a mettere in salvo numerosi colleghi di lavoro; per l’estremo atto di coraggio, lo stesso Ministero del Lavoro francese, gli conferì una medaglia d’onore.

Eternare un estremo sacrificio rappresenta un doloroso e significativo momento di elaborazione comunitaria e di riconoscimento del generoso eroico atto finale di Finu come patrimonio storico e morale per tutti; un modello valoriale – quello rappresentato dalla figura dell’eroe-minatore – che richiama al concreto senso del dovere sociale e al coraggioso affratellante altruismo.

Illorai Palestra Gavino Soletta
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Alla celebrazione e dedicazione della struttura comunale hanno partecipato ieri mattina tantissimi cittadini, scolaresche, associazioni, autorità militari e civili. La palestra è luogo di vita nella quotidianità, assicurando così che il nome di Gavino Soletta e la sua storia non cadono nell’oblio con il trascorrere delle generazioni.

Una memoria che aiuterà a custodire con consapevolezza il passato e tramandare storie di emigrazione e del duro lavoro in miniera, legato talvolta a sacrifici estremi.

A benedire la lapide è stato il parroco don Pietro Maya, pastore e guida spirituale, dal 2017, della comunità di Illorai.

Cristoforo Puddu

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