Illorai, il 6 novembre l’intitolazione della palestra comunale a Gavino Soletta e agli emigrati illoraesi caduti sul lavoro
Nell’occasione verrà diffusa la pubblicazione “L’eroe dimenticato”, una graphic novel realizzata dal sindaco Gianluca Grande con la storia del giovane eroe-minatore dimenticato.
ILLORAI | 29 ottobre 2026. La deliberazione della giunta municipale di Illorai, datata 8 settembre 2026, aveva approvato l’intitolazione dei locali della palestra comunale con la denominazione “Palestra comunale Gavino Soletta e degli emigrati illoraesi caduti sul lavoro”.
Come prescritto dalla legge, che regola la materia delle intitolazioni, era stata avviata l’istanza alla Prefettura; l’Amministrazione, ricevuto riscontro positivo e nulla osta dal Prefetto, ha ora definito l’intitolazione e l’ufficiale cerimonia di inaugurazione della struttura per il 6 novembre, alle ore 10.30.
La vicenda di Gavino Soletta (16 aprile 1935 – 6 novembre 1958), dolorosa storia e testimonianza tragica di emigrazione, ci narra dell’estremo atto di generoso eroismo dimostrato dall’illoraese, prima di perire a seguito di un crollo verificatosi all’interno della miniera francese di Forbach, e l’eccezionale altruismo nel prodigarsi a mettere in salvo numerosi colleghi di lavoro; per l’estremo atto di coraggio, lo stesso Ministero del Lavoro francese, le conferì una medaglia d’onore.
Un minimo e striminzito verbale sul sinistro, il n°1579, verificatosi giovedì 6 novembre 1958 alle ore 20.45, fu redatto solamente il 16.12.1958 e si evidenzia anche un “rien à signaler”.
Gavino Soletta risultava impiegato nel pozzo Simon III dal 30 agosto 1957, appartenente al Groupe de Petite-Rosselle des Houillères du Bassin de Lorraine, e inquadrato nella categoria di aiuto minatore-assistente al fronte di scavo, come accadeva per tutti giovani minatori. Un ruolo determinato e fondamentale, all’interno della gerarchia e attività dei lavoratori di fondo delle miniere, dove i compiti di aide piquer significavano la preparazione all’estrazione, ma anche spalatura e sgombero materiali, gestione attrezzature, armamento e messa in sicurezza delle gallerie.

Solo pochi mesi prima, in un altro incidente di lavoro verificatosi il 15 luglio 1958 e sempre nella miniera di Forbach, erano deceduti i due illoraesi Salvatore Cappai e Antonio Carta, rispettivamente di 22 e 26 anni; entrambi compagni di baracca nell’edificio 38 e domiciliati a Forbach – Cité de Bruch, come lo stesso Soletta. Il quartiere di Bruch era stato utilizzato dai tedeschi, durante la Seconda Guerra Mondiale, a campo di prigionia e successivamente adibito a ospitare i lavoratori e famiglie di immigrati in baracche di legno.
La storia mineraria europea, del secondo dopoguerra, è scandita dalla cruciale e economica logica di “uomo contro carbone”, condizione determinata principalmente dal protocollo italo-belga del 1946, e dal tragico contributo di giovani vite. Una “merce umana” di lavoratori, solitamente con meno di 35 anni, considerati risorsa di scambio per ottenere il combustibile necessario per risollevare le catastrofiche condizioni dell’Italia sconfitta e distrutta dalla guerra.
Gli emigrati sardi e italiani, nella seconda metà degli anni Quaranta, anni Cinquanta e Sessanta alimentarono le economie estrattive di Belgio, Francia e Germania, vivendo in condizioni di estrema discriminazione sociale, di sfruttamento ed esposti alla silicosi e ai continui crolli e devastanti incendi (es. Marcinelle 1956), ora simboli di memoria e segni profondi radicati nelle coscienze europee.
Il ricordo delle vittime del lavoro deve rappresentare memoria ed essere nell’identità di ogni comunità che – attualizzando e pensando alle situazioni estreme vissute da tantissimi nostri emigrati – deve impegnarsi per la dignità e i diritti dei lavoratori.
La storia di Gavino Soletta, titolata “L’eroe dimenticato”, è diventata una graphic novel. A realizzarla è stato il sindaco di Illorai Gianluca Grande, curatore del progetto grafico e autore dei testi e sceneggiatura; le strisce sono state generate sui modelli di intelligenza artificiali per immagini. L’autore dell’opera narrativa, sottolinea che l’ispirazione di base viene “dalla vita e storia vera di Gavino Soletta” e “i fatti principali, le ambientazioni storiche e il cuore delle vicende narrate si basano sulle preziose testimonianze orali fornite da familiari, amici e conoscenti, oltre che su ricerche documentali” in Sardegna e in Francia.

Alla cerimonia di intitolazione della palestra, struttura indicata idealmente dai familiari in quanto Gavino era un appassionato cultore delle attività sportive, presenzieranno la sorella Assunta, il fratello Tonino, residente ad Alghero, con numerosi nipoti e familiari.
Nell’occasione verrà diffusa la pubblicazione “L’eroe dimenticato”, edita da Indipendently published e distribuita dalla piattaforma Amazon, che secondo l’autore “significa un atto profondo di recupero storico e restituzione culturale di memoria identitaria-civica”, per creare un ponte ideale di radici tra passato e futuro. La pubblicazione del Grande accoglie anche una composizione poetica in limba di Mario Puddu, dedicata a Gavino Soletta… e de totu sa bidha fizu e frade, che rappresenta i sentimenti di una comunità e l’autenticità di un dolore nel ricordo collettivo.
Cristoforo Puddu
Riproduzione riservata © Logudorolive
- Illorai, il 6 novembre l’intitolazione della palestra comunale a Gavino Soletta e agli emigrati illoraesi caduti sul lavoro
- Venerdì al via il 23° Rally dei Nuraghi e del Vermentino
- La Cantina Sociale del Vermentino di Monti taglia il traguardo dei 70 anni
- Due giorni nelle terre aperte del Gal Logudoro Goceano, al via domani il tour “Radici future”
- Il team “La forza e il sorriso” porta al Mater Olbia i laboratori di bellezza dedicati a chi è in trattamento oncologico
Leggi le altre notizie su logudorolive.it






