• 31 Agosto 2025
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«Alghero tra criminalità e assenza dello Stato», la denuncia del Segretario provinciale del Siulp

Massimiliano Pala Alghero
Il Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia lancia l’allarme su infiltrazioni mafiose e clima di omertà nella città catalana. Tra le richieste alle istituzioni: il rafforzamento del Commissariato e l’attivazione di programmi straordinari contro la criminalità.

SASSARI | 31 agosto 2025. Alghero, simbolo del turismo internazionale della Sardegna, si trova oggi al centro di un processo di infiltrazione criminale che rischia di alterarne l’equilibrio economico e sociale. È questo il preoccupante quadro tracciato dalla segreteria provinciale del Siulp di Sassari, che attraverso il segretario Massimiliano Pala ha diffuso un’analisi di quella che definisce «una grave emergenza» per il territorio algherese.

Alghero presenta oggi il paradosso di una città che continua a proporsi come meta turistica di rilevanza internazionale, ma che al contempo è divenuta teatro di «un processo di progressiva penetrazione criminale». Una vulnerabilità che, secondo il Pala, deriva da due fattori critici: «la cronica carenza di organico del Commissariato di Pubblica Sicurezza» e la crescente «pressione di gruppi criminali organizzati» che puntano al controllo delle attività economiche attraverso violenza e intimidazione. A testimoniare ciò, i gravi atti verificatisi negli ultimi mesi. Il 24 agosto scorso, presso l’Hotel Baja di Conte, un dipendente è stato selvaggiamente percosso da alcuni turisti, «episodio – sottolinea Pala – che trascende il fatto occasionale e segnala la percezione di impunità in un contesto privo di deterrenza». Nel mese di aprile scorso, sulla litoranea algherese, una ristoratrice ha invece ricevuto una lettera di minacce di morte: una dinamica, secondo il Segretario, riconducibile a «tentativi camorristici di controllo delle concessioni demaniali». A questi si aggiungono «ripetuti incendi di autovetture, lettere anonime e telefonate minatorie, manifestazioni cicliche di una strategia di intimidazione che alimenta un clima di silenzio sociale».

Davanti a questi fatti, il fenomeno più preoccupante è l’affermarsi della «legge del silenzio» che sta paralizzando la società civile algherese. «I commercianti tacciono non per complicità, ma per timore di ritorsioni», evidenzia Pala, mentre «gli imprenditori riducono le denunce per non esporre se stessi e le proprie famiglie a minacce o incendi».

Il riferimento è ad «alcune famiglie campane, già note alle cronache» che «hanno acquisito immobili e ristoranti, alterando progressivamente l’equilibrio economico locale. Il risultato è un clima di paura normalizzata, in cui la comunità si abitua a convivere con la presenza mafiosa come se fosse un dato inevitabile».

Il quadro delineato dal segretario del Siulp è dunque quello di una città che rappresenta «il punto di intersezione tra una debolezza istituzionale e una pressione criminale crescente». Una situazione che «se non affrontata con tempestività e mezzi adeguati – sottolinea Pala –, rischia di consolidarsi in modo irreversibile, creando un divario incolmabile tra la capacità di risposta dello Stato e la forza criminale».

Le richieste del Sindacato

Per fronteggiare l’emergenza, il Sindacato avanza tre richieste specifiche alle istituzioni: rafforzamento organico, strutturale e stabile del Commissariato di Alghero; attivazione di programmi straordinari di contrasto alle infiltrazioni mafiose con strumenti investigativi dedicati; presenza tangibile dello Stato per restituire fiducia ai cittadini e libertà all’economia locale»

«Ad Alghero è in corso una battaglia silenziosa tra la legalità e la criminalità. Se lo Stato non interviene con decisione, non solo perderemo il controllo del territorio, ma consegneremo l’intero sistema economico e sociale a logiche delinquenziali sconosciute al territorio locale ma tipiche di aree geografiche ben distinte dell’Italia Meridionale riconducibili a gruppi criminali di tipo associativo», conclude con preoccupazione il segretario del Siulp Massimiliano Pala.

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