• 11 Gennaio 2026
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Autosufficienza della filiera bovina in Sardegna, presentata da FdI una proposta di legge

Bovini
Previsto un impegno triennale di 30 milioni di euro per l’ammodernamento e la gestione dei centri di ingrasso, riduzione dei costi di produzione e la valorizzazione dell’agricoltura locale.

CAGLIARI | 11 gennaio 2025. Il gruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale ha presentato una proposta di legge, a prima firma del consigliere Franco Mula e con il sostegno del capogruppo Paolo Truzzu, per «valorizzare e salvaguardare la filiera bovina all’interno dell’isola, sviluppando la produzione zootecnica, riducendo la dipendenza dai mercati esterni per favorire un modello produttivo circolare, sostenibile e competitivo». Tre i punti chiave del documento: la realizzazione e ammodernamento dei centri di ingrasso, la riduzione dei costi di produzione e la valorizzazione dell’agricoltura locale. Un sistema integrato di interventi a vantaggio anche della tracciabilità dei capi, della sicurezza alimentare e la sostenibilità ambientale.

«Il comparto bovino – spiega Mula – rappresenta uno dei pilastri della zootecnia sarda, sia per il volano economico finanziario, sia per la salvaguardia del territorio interno all’isola. Allo stato attuale la filiera presenta pesanti criticità: mancano i centri di ingrasso moderni e distribuiti capillarmente sul territorio con conseguente necessità di trasferire i capi da ristallo verso la penisola, le materie prime e il costo dell’energia aumentano in modo esponenziale e repentino. Tutto ciò – conclude il consigliere – rappresenta una grave perdita di valore aggiunto, reddito, occupazione e dimostra la necessità di restituire al comparto sardo parte della propria autonomia produttiva».

Franco Mula FdI
Il consigliere regionale Franco Mula, primo firmatario della proposta di legge

Dal punto di vista economico-finanziario, la proposta – coerente con la normativa europea sugli aiuti di Stato e con
i regolamenti della politica agricola comune (PAC) – prevede un impegno triennale di 30 milioni di euro, così ripartiti: 60 per cento per la realizzazione, l’ammodernamento e la gestione dei centri di ingrasso, 25 per cento per la riduzione dei costi energetici e l’introduzione di tecnologie innovative, e 15 per cento per i premi alle aziende agricole produttrici di materie prime zootecniche.

«L’approvazione della legge – spiegano i consiglieri di FdI – rappresenta una scelta strategica e lungimirante per il futuro dell’agricoltura sarda, poiché consentirà di trattenere sull’isola oltre 25.000 capi oggi trasferiti fuori regione, generando nuovo reddito per gli allevatori e per l’indotto agricolo e artigianale, stimolando l’occupazione giovanile nelle aree interne, riducendo l’impatto ambientale delle movimentazioni extra-isola e rafforzando l’autonomia alimentare e produttiva della Sardegna».

In sintesi, con questa proposta legislativa l’obiettivo di Fratelli d’Italia è «chiudere definitivamente la filiera bovina in Sardegna, garantendo che nascita, allevamento, ingrasso, macellazione e trasformazione avvengano all’interno del territorio regionale».

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