Autosufficienza della filiera bovina in Sardegna, presentata da FdI una proposta di legge

Previsto un impegno triennale di 30 milioni di euro per l’ammodernamento e la gestione dei centri di ingrasso, riduzione dei costi di produzione e la valorizzazione dell’agricoltura locale.
CAGLIARI | 11 gennaio 2025. Il gruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale ha presentato una proposta di legge, a prima firma del consigliere Franco Mula e con il sostegno del capogruppo Paolo Truzzu, per «valorizzare e salvaguardare la filiera bovina all’interno dell’isola, sviluppando la produzione zootecnica, riducendo la dipendenza dai mercati esterni per favorire un modello produttivo circolare, sostenibile e competitivo». Tre i punti chiave del documento: la realizzazione e ammodernamento dei centri di ingrasso, la riduzione dei costi di produzione e la valorizzazione dell’agricoltura locale. Un sistema integrato di interventi a vantaggio anche della tracciabilità dei capi, della sicurezza alimentare e la sostenibilità ambientale.
«Il comparto bovino – spiega Mula – rappresenta uno dei pilastri della zootecnia sarda, sia per il volano economico finanziario, sia per la salvaguardia del territorio interno all’isola. Allo stato attuale la filiera presenta pesanti criticità: mancano i centri di ingrasso moderni e distribuiti capillarmente sul territorio con conseguente necessità di trasferire i capi da ristallo verso la penisola, le materie prime e il costo dell’energia aumentano in modo esponenziale e repentino. Tutto ciò – conclude il consigliere – rappresenta una grave perdita di valore aggiunto, reddito, occupazione e dimostra la necessità di restituire al comparto sardo parte della propria autonomia produttiva».

Dal punto di vista economico-finanziario, la proposta – coerente con la normativa europea sugli aiuti di Stato e con
i regolamenti della politica agricola comune (PAC) – prevede un impegno triennale di 30 milioni di euro, così ripartiti: 60 per cento per la realizzazione, l’ammodernamento e la gestione dei centri di ingrasso, 25 per cento per la riduzione dei costi energetici e l’introduzione di tecnologie innovative, e 15 per cento per i premi alle aziende agricole produttrici di materie prime zootecniche.
«L’approvazione della legge – spiegano i consiglieri di FdI – rappresenta una scelta strategica e lungimirante per il futuro dell’agricoltura sarda, poiché consentirà di trattenere sull’isola oltre 25.000 capi oggi trasferiti fuori regione, generando nuovo reddito per gli allevatori e per l’indotto agricolo e artigianale, stimolando l’occupazione giovanile nelle aree interne, riducendo l’impatto ambientale delle movimentazioni extra-isola e rafforzando l’autonomia alimentare e produttiva della Sardegna».
In sintesi, con questa proposta legislativa l’obiettivo di Fratelli d’Italia è «chiudere definitivamente la filiera bovina in Sardegna, garantendo che nascita, allevamento, ingrasso, macellazione e trasformazione avvengano all’interno del territorio regionale».
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