Chemioterapia, all’ospedale di Olbia arriva il sistema “Paxman” per ridurre la caduta dei capelli
Il direttore dell’Sc di Oncologia Natale Tedde: «Un ulteriore tassello nel percorso di miglioramento continuo dell’assistenza ai nostri pazienti».
OLBIA | 1° agosto. Nel reparto di Oncologia dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia arriva il sistema “Paxman”, una tecnologia innovativa per raffreddare il cuoio capelluto e ridurre la caduta dei capelli nei pazienti sottoposti a chemioterapia.
«L’introduzione di “Paxman” rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di miglioramento continuo dell’assistenza ai nostri pazienti», spiega il direttore della Struttura complessa di Oncologia medica, Natale Tedde. «Oggi la qualità delle cure non può limitarsi esclusivamente all’efficacia terapeutica, ma deve comprendere anche tutti quegli interventi capaci di preservare la qualità della vita e il benessere psicologico della persona. La perdita dei capelli ricorda Tedde – è uno degli effetti collaterali più difficili da affrontare sotto il profilo emotivo: poter offrire uno strumento che contribuisce a ridurla significa aiutare i pazienti a vivere il percorso di cura con maggiore serenità».
Il sistema agisce abbassando la temperatura del cuoio capelluto prima, durante e dopo la somministrazione dei farmaci chemioterapici. Il raffreddamento determina una temporanea vasocostrizione e una riduzione dell’attività metabolica dei follicoli piliferi, limitando l’esposizione dei capelli agli effetti dei farmaci e contribuendo così a preservarne la ricrescita o a ridurne la perdita. L’efficacia del trattamento varia in base al tipo di tumore, al protocollo terapeutico e alle caratteristiche individuali del paziente.

«Oggi – aggiunge la coordinatrice dell’Unità operativa, Antonella Delogu – siamo in grado di offrire un nuovo e fondamentale servizio. Noi operatori accompagneremo i pazienti durante tutte le fasi del trattamento, fornendo le informazioni necessarie e garantendo assistenza continua. È un servizio che unisce innovazione tecnologica e vicinanza umana, due elementi fondamentali nell’assistenza. Per molti pazienti conservare i capelli significa mantenere un elemento importante della propria identità personale e della quotidianità, con benefici significativi anche sul piano dell’autostima e delle relazioni sociali, attenuando così l’impatto fisico e psicologico delle terapie».
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