• 19 Ottobre 2021
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Comunali a Buddusò. Salvatore Marrone, esperienza ed entusiamo al servizio della comunità

BUDDUSÒ. Il 25 e 26 ottobre anche Buddusò sarà chiamato a scegliere chi per i prossimi 5 anni guiderà il paese e subentrare al sindaco uscente Giovanni Antonio Satta. Due gli schieramenti in sfida: “Buddusò nuove prospettive”, con candidato sindaco Massimo Satta e la lista civica “Per Buddusò” con candidato sindaco Salvatore Quirico Marrone. Proprio a quest’ultimo Logudorolive ha rivolto qualche domanda per conoscere il programma e i motivi della discesa in campo.
Sposato con Lucia Meloni e padre di Pietro, Salvatore Marrone da sempre si è occupato di politica, fin dai tempi della scuola. Nel 2000 è stato eletto nel Consiglio provinciale di Sassari, dove si è occupato di Programmazione presiedendo la corrispondente commissione. Nel 2005, poi, nella neonata Provincia di Olbia-Tempio ha ricoperto l’incarico di vice presidente vicario del Consiglio e, sempre nella stessa Provincia, è stato riconfermato nel 2010 con le deleghe assessoriali al Bilancio, alla Programmazione, al Personale e al Turismo.
Prima di tutto, qual è il motivo che l’ha spinta a candidarsi e perché?
«Dal 1987 svolgo l’attività di medico di medicina generale a Buddusò, paese dove sono nato e dove ho scelto di vivere con la mia famiglia. La mia professione mi ha consentito di essere sempre a contatto con le persone, condividendo momenti felici e tristi, conoscendone i bisogni. Nel corso degli anni ho maturato un’esperienza politico-amministrativa durante i tre mandati da consigliere prima e da assessore provinciale poi, a Sassari e Olbia-Tempio. A distanza di anni, stimolato da un gruppo di amici, con lo stesso entusiasmo, ho deciso di candidarmi alla guida di della lista civica “Per Buddusò”».
Quali sono le linee guida del suo programma?
«Le linee programmatiche a cui abbiamo lavorato e dove sarà indirizzato il nostro impegno sarà quello di andare a definire, cercando di migliorarli, i capitoli fondamentali dell’amministrazione dell’ente comunale come: programmazione e bilancio, ambiente, acqua potabile, lavoro, turismo, cultura, sport, servizi socio-sanitari, viabilità e urbanistica, legalità e sicurezza dei cittadini, politiche giovanili, associazionismo».
Che cosa occorre fare e che ancora non è stato fatto per migliorare Buddusò?
«La nostra idea è quella di portare avanti interventi strutturali importanti come un piano strategico di riqualificazione del centro storico, rendendolo vivibile sia nell’ambito residenziale che nell’ospitalità diffusa. Così come è indispensabile un’Aviosuperficie attrezzata per l’atterraggio e il decollo notturno, essenziale per l’attività, in sicurezza, dell’elisoccorso. Servizio questo ormai irrinunciabile per il trasporto in tempo utile, dei pazienti critici ai centri specialistici dedicati. Tra le priorità la realizzazione, anche con la partecipazione di privati, della piscina e di un impianto ippico da dedicare alle attività dei numerosi appassionati. Così come l’estensione dei servizi sanitari H24 all’interno della casa della salute. È nostra intenzione portare avanti inoltre, in sintonia con l’Arma di Carabinieri e gli enti di programmazione sovracomunali, la realizzazione di una nuova caserma, in quanto quella attuale, non solo è inadeguata come spazi, ma risulta anche ai limiti dell’agibilità. Un’altra idea è quella di realizzare l’asilo nido, un servizio indispensabile per le giovani coppie».
Il paese, secondo lei, può ritornare ai fasti del passato?
«Buddusò ha certamente conosciuto un periodo florido e di agiatezza, legato alle attività del settore dei lapidei, che ha determinato una grande rilevanza economica in paese e in altri centri della Sardegna, grazie all’indotto e alle lavorazioni secondarie. Rivivere una situazione favorevole come nel passato, mi sembra difficile. Ci troviamo ormai immersi in un sistema di produzione e commercializzazione globalizzato e i paesi emergenti, come la Cina, l’Africa, e il Sud America hanno sbancato per i bassissimi costi di produzione legati allo sfruttamento degli operai che spesso lavorano senza alcun rispetto delle più elementari norme sulla sicurezza. A mio modo di vedere è necessario elaborare un piano strategico con gli operatori del settore per la diversificazione del prodotto finito, promuovendo interventi per l’utilizzo sia nelle opere pubbliche che in quelle private dei materiali locali. Insomma, è un settore che avrà tutto il nostro supporto, vogliamo che ripartano nuove attività e nessuno sia costretto a chiudere, dobbiamo far ripartire la nostra economia al più presto».
Ha in mente qualche iniziativa particolare per i giovani e gli anziani?
«I giovani e gli anziani sono le figure a cui porremo grande attenzione. I giovani sono certamente il futuro di una società ma, per noi, sono anche un grande presente che vogliamo coinvolgere al massimo per il bene comune e il progresso economico e sociale del nostro paese. Lo abbiamo dimostrato anche nell’allestimento della lista che comprende tanti giovani preparati e determinati. Rimane comunque molto da fare, sia sull’aspetto socio-culturale che per la formazione professionale e inserimento nel mondo del lavoro. Attenzione sarà posta anche alla dispersione scolastica che è un problema rilevante, cercando di capirne le motivazioni e affrontandone le criticità. Gli anziani, memoria storica e fonte di saggezza della società, avranno da parte nostra tutto il sostegno per le iniziative culturali, ricreative e di associazionismo che si vorranno portare avanti, conservando e migliorando le attività del circolo esistente. Sarà posta la massima attenzione, con progetti personalizzati, anche a quelli che per malattia fisica, psichica o per l’inesorabile marasma della senescenza saranno limitati nella propria autonomia».
Come e da chi sarà composta la sua lista?
«La lista è composta da persone di esperienza politico-amministrativa ma, soprattutto, da tante donne e giovani che ben guidati possono essere garanzia per il futuro del nostro paese, ma anche il corpo attivo di un grande presente».
Che cosa ne pensa della riforma sanitaria appena approvata e di quella degli Enti locali?
«Ogni riforma presenta vantaggi e criticità che appaiono accentuarsi o attenuarsi sulla base della prospettiva da cui la si guarda. Nel corso della mia attività professionale ho visto tante riforme: USL, ASL, ATS e ASSL, tutte sigle e strutturazioni diverse e simili allo stesso tempo che, spesso, si hanno portato dietro gli stessi problemi sia a livello ospedaliero che territoriale. Poco importa il dimensionamento e la strutturazione di un ente. Serve un sistema che funzioni e ponga al centro il cittadino, risolvendo i suoi problemi. Non ritengo sia un discorso territoriale o di assetto, ma di funzionalità. Per quanto riguarda la riforma degli enti locali, province si province no, voglio essere lapidario, anche perché, in ogni caso, chiamiamoli come vogliamo ma gli enti di programmazione di area vasta ritengo siano non solo necessari ma indispensabili per la sopravvivenza dei piccoli comuni».
Buddusò già da qualche tempo guarda la Gallura, secondo lei si può in qualche modo riallacciare un discorso con la città di Ozieri e con gli altri paesi che un tempo facevano parte della vecchia comunità montana del Monte Acuto?
«Buddusò è vero, a suo tempo, ha fatto la scelta verso la Gallura dove si è inserito e ha saputo capitalizzare al massimo il suo peso specifico, ma non ha mai perso il legame storico col Monte Acuto, il Goceano e Ozieri. Spesso mi sono posto una domanda. Se Ozieri, a suo tempo, avesse fatto scelte diverse guardando verso est, avrebbe ora un ospedale e servizi sanitari migliori? Sarebbe ancora il centro di riferimento degli uffici e servizi territoriali, magari amplificati e migliorati? Domande che tutti ci dovremmo porre e trovare le giuste risposte. Da parte mia, sono convinto che Sassari, sia per i servizi sanitari che per i servizi e uffici statali, da tempo, non abbia grande attenzione verso il Logudoro, Monte Acuto e Goceano».

Candidati consiglieri: Ilenia Bacciu, Pierpaolo Sanciu, Angela Ferreri, Luisa Sanna, Pinuccia Ferreri nota Peppa, Giovanni Antonio Satta noto Zeppe, Gloria Gaias, Loredana Satta, Bachisio Maureddu, Sara Sechi, Antonio Mazzone, Giampaolo Taras.