• 27 Ottobre 2021
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Fondo di garanzia, arrivati 2 mld per le imprese sarde

Daniele Serra e Antonio Matzutzi

Il 74% ha fatto domanda per importi inferiore a 30mila euro. Matzutzi e Serra (Confartigianato Sardegna): «Necessari ulteriori strumenti di sostegno per ripartenza e per incrementare il livello di competitività imprenditoriale»

Quasi 4 imprese sarde su 10 hanno usufruito del sostegno del Fondo di Garanzia dello Stato, messo in campo dal Governo per contrastare la crisi della pandemia.

In circa 10 mesi, dal 17 marzo 2020 al 31 gennaio 2021, le attività produttive della Sardegna hanno presentato 39.127 domande di credito al Fondo di Garanzia, a seguito dei provvedimenti introdotti dai DL “Cura Italia” e “Liquidità” contro la crisi Covid-19, per un ammontare di quasi 1miliardo e 937milioni di euro. 29.151 domande, pari al 74,9%, sono pervenute per operazioni fino ai 30mila euro (ex 25mila) a garanzia 100% dello Stato, per un totale di 552milioni e 240mila euro.

Sono questi i dati che provengono dal monitoraggio che l’Ufficio Studi Confartigianato Imprese Sardegna ha avviato sui dati del Fondo di Garanzia, che in Italia ha messo a disposizione oltre 134miliardi di euro.

La Sardegna, con le sue oltre 39mila domande (su un totale di 105mila imprese operanti in ogni comparto), si attesta in 13esima posizione, mentre la regione che ha presentato il maggior numero di richieste è la Lombardia (290.850), segue, a distanza, il Lazio (177.827).

La media della richiesta nell’Isola è di 49.669 euro, contro una quota nazionale di quasi 80mila euro. Per le richieste fino a 30mila, l’importo medio delle domande è di circa 18.875 euro, in linea con la media nazionale.

A livello provinciale, per ciò che riguarda il totale delle domande, in testa il Nord Sardegna (Sassari-Gallura), con 13.875 richieste per un ammontare di oltre 683milioni di euro e una media di 49mila euro a impresa. Segue Cagliari con 11.155 domande, un ammontare di 603milioni di euro e una media a di 54mila euro.

  Domande totaliAmmontareMedia richiesta
CAGLIARI11.155603.079.926,2554.063,64
NUORO5.220253.541.540,5948.571,18
ORISTANO3.031178.897.870,7559.022,72
SASSARI13.875683.551.827,3149.265,00
SUD SARDEGNA5.846218.805.407,9737.428,23
  Domande sotto
i 30mila
AmmontareMedia richiesta
CAGLIARI7.971153.672.253,5119.278,92
NUORO3.91471.956.238,6718.384,32
ORISTANO2.39345.565.583,7519.041,20
SASSARI10.157192.980.953,3618.999,80
SUD SARDEGNA4.71688.067.521,1918.674,20

Per le domande che non vanno sopra i 30mila euro, in testa sempre il Nord Sardegna con oltre 10mila domande per 192milioni di euro e quasi 19mila euro di media. Segue Cagliari con quasi 8mila domande per un ammontare di 154milioni di euro e una media di 19mila euro richiesti.

«I quasi 2 miliardi erogati dal Fondo di garanzia alle imprese sarde dimostrano come siano stati messi in campo strumenti di portata straordinaria per consentire l’accesso ai finanziamenti a sostegno della liquidità delle imprese – commentano Antonio Matzutzi e Daniele Serra, Presidente e Segretario di Confartigianato Imprese Sardegna se poi teniamo conto che ben 4 realtà su 10 hanno potuto fruire di questo sostegno, risulta evidente come il tessuto imprenditoriale necessiti di credito anche per investire e crescere».

«Dobbiamo però essere consapevoli come questa situazione comporti un innalzamento dell’esposizione debitoria – continuano Matzutzi e Serrache potrebbe portare, in taluni casi, alla saturazione della capacità di restituzione. Non nascondiamo la nostra preoccupazione sul fatto che in questo 2021 per molte imprese potrebbe essere molto difficile accedere a nuove risorse».

Su questo argomento, Confartigianato Sardegna ritiene indispensabili due cose. La prima che si intervenga, come previsto con le nuove tempistiche in tema di possibile ripianamento delle perdite realizzate nell’esercizio 2020 dalla Legge di Bilancio, sul processo di valutazione delle imprese in termini di merito creditizio tenendo conto dell’“effetto Covid-19” sui bilanci relativi al 2020.

Ceramiche Farina

Si tratta quindi di operare una valutazione ponderata rispetto ad eventuali sofferenze o deterioramenti del patrimonio aziendale, che tenga conto non solo del dato contabile, ma anche del reale stato di salute dell’impresa, della sua capacità di ripresa produttiva, di eventuali piani di risanamento e di quelle che sono le reali prospettive di mercato ed evitare che, al venire meno tra sei mesi delle misure di protezione attivate dal Governo attraverso il Fondo centrale di Garanzia, corrisponda una stretta creditizia con un blocco dei nuovi affidamenti.

Secondo prevedere ulteriori strumenti di incentivazione che vadano a sostenere gli investimenti. L’intervento pubblico consentirebbe alle nostre imprese di poter continuare ad innovare e mantenere la competitività soprattutto nella prospettiva di essere pronte ad intercettare la ripartenza economica, quando ci sarà. Allo stato attuale infatti, sono stati attivati interventi di ristoro per le imprese colpite dai provvedimenti di chiusura, e sono state adottate misure per l’accesso al credito.

«Ma, a oggi – concludono Matzutzi e Serranon ci sono provvedimenti di livello nazionale che sostengano investimenti da parte delle imprese. Il contributo pubblico avrebbe l’importante ruolo di agevolare l’erogazione di ulteriori finanziamenti da parte degli Istituti di Credito e contribuire ad incrementare il livello di competitività delle imprese della Sardegna».