• 12 Marzo 2026
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Ippica, l’UGS scrive alle istituzioni: «Proprietari e allevatori sardi esclusi dalle decisioni»

Ippodromo di Chilivani corse
Ad innescare il disappunto dell‘Unione Galoppo Sardegna, l’annullando senza confronto con le associazioni di categoria di alcune giornate di corse inizialmente previste all’Ippodromo di Chilivani e la posticipazione dell’avvio della stagione al 4 aprile.

CHILIVANI | 12 marzo 2026. L’Unione Galoppo Sardegna (UGS) ha inviato ieri una lettera al Direttore generale per l’Ippica del Masaf, all’Assessore all’Agricoltura della Regione Sardegna, al Sindaco di Sassari, alla società di gestione Prometeo S.r.l. – Ippodromo di Chilivani, alla Società Ippica Sassarese e alla Direzione generale di ASVI Sardegna con l’obiettivo di richiamare l’attenzione su che «ruolo si intende attribuire alle associazioni di proprietari e allevatori di purosangue inglese nei processi decisionali che riguarda il comparto ippico».

Nel documento, l’associazione esprime un «crescente disagio» nel constatare come proprietari, allevatori e associazioni siano considerati alla «stregua di semplici destinatari formali di decisioni già assunte altrove, senza la possibilità di incidere concretamente su scelte che riguardano direttamente i loro investimenti, la programmazione delle scuderie e, in generale, il futuro del galoppo».

Ad innescato la reazione dell’Unione è stato il decreto direttoriale del 25 febbraio scorso. Il provvedimento ha infatti modificato il calendario della stagione agonistica 2026 in Sardegna, annullando alcune giornate di corse inizialmente previste all’Ippodromo di Chilivani e rinviando l’avvio della stagione al 4 aprile. Una modifica, effettuata a meno di un mese dall’inizio dell’attività e senza consultazione, che dimostra secondo l’associazione «una intollerabile sufficienza e mancanza di rispetto che rischia di compromettere la sostenibilità economica del comparto e di alterare la programmazione delle scuderie, che da mesi pianificano l’attività sportiva e gli investimenti sulla base di un calendario definito».

La questione assume un peso ancora maggiore – viene sottolineato nella lettera – considerando che i cavalli presenti in Sardegna non corrono dallo scorso novembre e necessitano di un rientro agonistico graduale per arrivare in condizioni adeguate agli appuntamenti più importanti della stagione, come la Super Tris prevista ad aprile e gli altri appuntamenti. «Un breve ma concreto confronto – sottolinea l’UGC – avrebbe potuto far rappresentare questa basilare necessità anche a coloro i quali sono digiuni del funzionamento del mondo ippico».

A questa situazione si aggiunge un’altra criticità, ben evidenziata nella lettera: la mancanza di indicazioni preventive e ufficiali sulla ripartizione dei montepremi finanziati dal Ministero e dalla Regione Sardegna tra le diverse categorie del comparto. Una condizione che rende estremamente difficile programmare gli investimenti e la gestione delle scuderie. Ma a preoccupare l’UGC è inoltre il fatto che – spiegano –, «mantenendo l’attuale programmazione delle corse da aprile a novembre, si verrebbe a creare un intervallo di circa cinque mesi (dal 6 novembre al 4 aprile) privo di attività agonistica. È quindi legittimo chiedersi come una scuderia possa sostenere i costi e mantenere i cavalli in allenamento per un periodo così lungo in assenza di corse. Anche questa problematica è il risultato della mancanza di un reale confronto con le associazioni di categoria, che si sono trovate di fatto davanti a decisioni già prese e a un programma definito senza il necessario coinvolgimento preventivo».

«Non chiediamo privilegi – rimarca l’UGS – ma un metodo di lavoro basato su trasparenza, rispetto dei ruoli e reale coinvolgimento nelle fasi di progettazione delle decisioni. L’obiettivo dichiarato non è creare contrapposizioni, ma costruire un sistema più equilibrato, nel quale tutti gli attori della filiera possano operare con chiarezza, dignità e prospettiva».

L’associazione ribadisce comunque la propria piena disponibilità al dialogo e alla collaborazione con le istituzioni e con tutti i soggetti del settore, nella convinzione che solo «attraverso un confronto aperto e strutturato sia possibile rafforzare e rilanciare il galoppo in Sardegna e non certo attraverso meri passaggi formali ex-post che, a nostro avviso, possono servire solo da alibi».

Detto questo, l’Unione Galoppo Sardegna conclude la missiva sottolinenando che «senza proprietari e allevatori il movimento ippico non può esistere o avere un futuro di nessune genere. Sono infatti loro allevatori a sostenere i costi di acquisto, mantenimento, allenamento e trasporto dei cavalli, finanziando di fatto l’intero sistema e contribuendo alla sopravvivenza del settore».

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In copertina: una gara all’Ippodromo di Chilivani (foto di Diego Satta)

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