• 3 Dicembre 2022
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Da lunedì la Chirurgia del “Segni” sospende gli interventi: la denuncia di Ozieri Civica

Ospedale Segni Ozieri
«Ci saremmo aspettati un intervento del presidente della Commissione regionale della Sanità, Nico Mundula, che proprio in quel reparto ha svolto la sua carriera professionale».

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota di “Ozieri Civica” sulla grave situazione venutasi a creare nell’unità di Chirurgia dell’ospedale “Segni” di Ozieri, che dal prossimo lunedì sarà costretta a sospendere l’attività chirurgica programmata.

«Com’è possibile mettere a repentaglio la sopravvivenza del reparto di Chirurgia dell’Ospedale di Ozieri con una decisione incomprensibile a tutti quelli che si occupano di sanità ospedaliera?

Da lunedì, se nulla cambierà, sarà sospesa l’attività chirurgica dell’Antonio Segni. Saranno effettuati solo gli interventi di emergenza sempre che al medico di guardia si riesca ad affiancare un altro chirurgo.

Ma perché? Perché, senza dare alcuna giustificazione, la direzione sanitaria dell’ASL di Sassari ha deciso di revocare al primario di Chirurgia della Struttura Complessa di Ozieri, dott. L. Delogu, l’autorizzazione a continuare a lavorare sino al 31 dicembre 2023, costringendolo ad andare via entro quest’anno. L’autorizzazione era stata concessa in virtù di una norma, approvata durante l’emergenza Covid, che, vista la carenza di medici, consentiva a quelli in prossimità al pensionamento di chiedere di restare in servizio sino al 70esimo anno di età.

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La norma è ancora vigente, la carenza dei medici continua, la carenza dei chirurghi, in particolare, è drammatica e qualcuno, senza dare spiegazioni plausibili, decide che l’ospedale di Ozieri può fare a meno del primario del reparto di Chirurgia. Un reparto che, nonostante tutte le difficoltà, ha garantito in questi ultimi anni un numero importante di interventi servendo un bacino di utenza che va da Alghero a Nuoro.

È in corso lo svolgimento di un concorso per chirurghi e tutti sperano di poter attingere dalla graduatoria che ne verrà ma quale chirurgo sceglierà mai di andare in un ospedale dove non si opera? E quanti resisteranno fra quelli in servizio all’Antonio Segni, alcuni dei quali conosciuti per le loro ottime qualità, prima di chiedere trasferimento o di partecipare ad altri concorsi per andare dove possono svolgere la propria professione?

In questa vicenda non c’entra niente la riforma Arru e neanche la non-riforma Nieddu, si tratta solo di una scelta operativa indirizzata dall’assessorato regionale alla Sanità e attuata dalla direzione della ASL di Sassari.

Per questo è necessario dare una risposta alla domanda iniziale: com’è possibile?

Ci saremmo aspettati un intervento del presidente della Commissione regionale della Sanità On. Nico Mundula che proprio in quel reparto ha svolto la sua carriera professionale per oltre trent’anni prima di approdare in Consiglio Regionale ma, nonostante le sollecitazioni arrivate attraverso le interrogazioni di alcuni suoi colleghi consiglieri regionali, per mezzo degli articoli apparsi sulla stampa e tramite le note dei sindacati, non risulta alcuna presa di posizione né ufficiale né ufficiosa.

È arrivata l’ora, non più procrastinabile, di sapere i veri motivi di questa defenestrazione oppure di intervenire e porre rimedio revocando una decisione paradossale che rischia di avere ripercussioni drammatiche sul futuro dell’Ospedale di Ozieri».

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