Mercoledì all’Ute di Ozieri la lezione di Giovanni Frau su Giovanni Maria Angioy

L’appuntamento è alle 16,30 nella sala conferenze del Centro culturale San Francesco.
OZIERI | 16 dicembre 2025. Domani pomeriggio il dott. Giovanni Frau, direttore del Museo archeologico di Ozieri, terrà una conferenza all’Università delle Tre Età su Giovanni Maria Angioy, rivoluzionario, patriota e magistrato sardo, figura chiave nei moti antifeudali e anti piemontesi in Sardegna. La lezione si terrà alle ore 16,30 nell’aula magna del Centro culturale San Francesco. L’ingresso è libero.
Giovanni Maria Angioy nasce a Bono nel 1751, all’interno di una famiglia agiata di possidenti con titolo nobiliare di Cavalieri. Rimasto orfano in tenera età, viene affidato agli zii materni, che ne garantiscono la formazione scolastica. Studia prima a Bono e poi a Sassari, dove si laurea in Legge ad appena vent’anni.
Nel 1773 si trasferisce a Cagliari per svolgere il praticantato presso un giurista. Nello stesso anno ottiene la cattedra di Diritto civile all’Università della capitale sarda, avviando una carriera accademica rapida e prestigiosa. Nel 1789 arriva una delle nomine più rilevanti del Regno: diventa giudice della Reale Udienza, uno degli incarichi più alti dell’ordinamento giudiziario dell’epoca.
Angioy sposa Anna Belgrano, esponente della ricca borghesia, e grazie ai capitali a disposizione avvia attività industriali innovative per la Sardegna del tempo. Il suo obiettivo è chiaro: coniugare lo sviluppo economico con il miglioramento delle condizioni dei lavoratori. Tra le iniziative più significative, introduce nell’isola la lavorazione del cotone, puntando alla produzione di un filato destinato alla confezione delle vele. L’intento è rafforzare una flotta peschereccia e mercantile allora carente, favorendo così la crescita economica del territorio.
Parallelamente si avvicina sempre più all’attività politica, fino a diventare uno dei principali esponenti del fronte progressista antifeudale. La sua visione è profondamente influenzata dall’Illuminismo e, successivamente, dagli ideali della Rivoluzione francese.
Nominato “Alternos” il 13 febbraio 1796 dal viceré Filippo Vivalda, con il compito di ristabilire l’ordine, finisce invece per guidare la rivolta antifeudale contri i Savoia. Il suo progetto politico, che mirava a una Sardegna più autonoma e libera dai vincoli feudali, fallisce. Isolato e tradito, viene costretto all’esilio in Francia, dove muore in povertà a Parigi il 23 febbraio 1808, rinnegato anche dalla propria famiglia.
Oggi Giovanni Maria Angioy è considerato un simbolo della lotta per la giustizia sociale e l’emancipazione della Sardegna, oltre che un precursore del pensiero autonomista e riformatore nell’isola.
Maria Bonaria Mereu
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