• 24 Luglio 2021
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Modifica legge nazionale sulla fauna selvatica: la Regione Sardegna fa squadra con la Coldiretti

CAGLIARI. La Regione Sardegna fa squadra con la Coldiretti e si unisce compatta alla battaglia per la modifica della legge nazionale sulla fauna selvatica, la numero 157 del 1992, e per l’adeguamento della regionale numero 23 del 1998.

È quanto emerso questa mattina a Cagliari durante la manifestazione della Coldiretti davanti al Consiglio regionale svolta contemporaneamente in tutti i capoluoghi di regione italiani e in piazza Montecitorio a Roma.

Il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu con gli assessori all’Ambiente Gianni Lampis, all’Industria Anita Pili e il presidente della Commissione Attività produttive Piero Maieli.

All’incontro di Cagliari hanno partecipato tre assessori regionali (Ambiente, Gianni Lampis; Agricoltura, Gabriella Murgia e Industria, Anita Pili), il presidente del Consiglio Regionale Michele Pais, il presidente della commissione Attività produttive, Piero Maieli, otto capigruppo regionali, 20 consiglieri regionali e quaranta sindaci di tutta la Sardegna.

All’unisono è stato ribadito l’esigenza che la fauna selvatica è fuori controllo e richiede un adeguamento della norma per poterne limitare i danni.

Dopo una discussione di oltre due ore, davanti al Consiglio regionale, con collegamento video con piazza Montecitorio, sia il presidente Michele Pais, che ha anche ricevuto una delegazione nei suoi uffici dopo essere intervenuto tra i manifestanti, che gli assessori, cosi come hanno fatto i capogruppo di maggioranza e minoranza, hanno preso l’impegno di votare un ordine del giorno per impegnare il governo nazionale alla modifica della legge 157 del ’92 e allo stesso tempo di modificare la legge regionale 23 del ’98 “in grado di consentire gli abbattimenti selettivi, snellire le procedure ed assicurare risarcimenti adeguati”.

«Un ottimo risultato per tutta la Sardegna – commenta il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu – perché la fauna selvatica è divenuta ormai un problema sociale con cinghiali e altri selvatici che si stanno avvicinando sempre di più anche nei centri abitati e sono causa di tanti incidenti stradali. La politica oggi ha dimostrato di essere vicina e di saper ascoltare il mondo delle campagne e i cittadini».

Secondo un’analisi Coldiretti su dati Asaps presentata questa mattina, nell’anno dell’emergenza Covid si è verificato a causa della fauna selvatica un incidente ogni 48 ore con 16 vittime e 215 feriti. Negli ultimi dieci anni il numero di incidenti gravi con morti e feriti causati da animali è praticamente raddoppiato (+81%) sulle strade provinciali secondo la stima Coldiretti su dati Aci Istat.

«La grande mobilitazione di oggi è la conseguenza di questi numeri, degli almeno 200 milioni di euro di danno all’anno alle produzioni agricole stimate dalla Coldiretti, oltre agli squilibri ambientali che ne conseguono – afferma il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba –. Frutto, tutto questo, di norme inadeguate che stiamo appunto chiedendo di adeguare».

Il problema della fauna selvatica in Italia: situazione insostenibile nelle campagne con danni per almeno 200 milioni di euro all’anno alle produzioni agricole.


Il problema della fauna selvatica riguarda tutta la Penisola, Sardegna compresa, invasa da nord a sud: cinghiali soprattutto ma anche cornacchie, cervi, nutrie, volpi, cormorani, gazze, gabbiani, ghiandaie stanno scorrazzando nelle aziende agricole causando ingenti danni e rendendo la vita impossibile agli agricoltori e allevatori che oltre alle perdite non possono programmare.

Con l’emergenza Covid che ha ridotto per mesi la presenza dell’uomo all’aperto, secondo una stima Coldiretti, si è registrato un aumento del 15% dei cinghiali (in tutta Italia hanno raggiunto la cifra record di 2,3 milioni di esemplari) che invadono città e campagne da nord a sud dell’Italia. I branchi – sottolinea la Coldiretti – si spingono sempre più vicini ad abitazioni e scuole, distruggono i raccolti, aggrediscono gli animali (ci sono diversi casi a Dorgali come a Fluminimaggiore di pecore sventrate e ammazzate dai cinghiali), causano incidenti stradali con morti e feriti e razzolano tra i rifiuti con pericoli per la salute e la sicurezza delle persone.

La situazione è diventata insostenibile nelle campagne con danni per almeno 200 milioni di euro all’anno alle produzioni agricole (in tutta la Penisola) ma – sottolinea Coldiretti – viene compromesso anche l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali in aree di pregio naturalistico con la perdita di biodiversità sia animale che vegetale.

Senza dimenticare il pericolo della diffusione di malattie evidenziato dallo stesso Piano di sorveglianza e prevenzione per il 2021 pubblicato dal ministero della Salute che ribadisce come i cinghiali abbiano una responsabilità fondamentale per la diffusione della Peste Suina Africana (Psa) e dunque una delle misure necessarie è la gestione numerica della popolazione di questi animali. L’azione dunque secondo il Piano – continua la Coldiretti – deve essere indirizzata alla riduzione sia numerica che spaziale attraverso le attività venatorie, le azioni di controllo della legge 157/92 articolo 19 e le azioni programmabili nella rete delle aree protette.

Non meno pericolosi e dannosi sono gli altri selvatici: con i cervi, soprattutto nella Sardegna sud occidentale, che distruggono raccolti, pascoli e recinzioni. O le cornacchie che bucano i prodotti da campo (angurie, meloni…) cosi come le manichette (che gli agricoltori sono costretti ad interrare) e altri utensili; ma anche volpi, gazze, ghiandaie, cormorani, nutrie fanno la loro parte e colpiscono nel complesso tutto il comparto agricolo dal nord al sud della Sardegna.

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Ottica Muscas