Nomine Asl e assenze del Pd in Giunta, il Centrodestra chiede a Todde di riferire in Aula

I capigruppo di minoranza sollecitano un «chiarimento politico alla luce del sole» dopo la mancata partecipazione degli assessori dem alle ultime riunioni dell’esecutivo.
CAGLIARI | 26 febbraio 2026. Un intervento immediato della presidente della Regione, Alessandra Todde, affinché riferisca in Consiglio regionale sugli sviluppi riguardanti le nomine dei vertici delle Asl. È quanto chiedono i capigruppo dell’opposizione Paolo Truzzu (FdI), Angelo Cocciu (FI), Umberto Ticca (Riformatori), Antonello Peru (Sardegna al Centro 2020) e Stefano Schirru (Alleanza Sardegna), invocando la necessità di un «chiarimento politico, alla luce del sole».
La richiesta del Centrodestra nasce anche dalle tensioni emerse all’interno della maggioranza, evidenziate dalla mancata partecipazione degli esponenti del Partito Democratico alle recenti riunioni dell’esecutivo. «La duplice assenza degli assessori del PD, vicepresidente della Regione compreso, alle sedute della Giunta regionale è oltre il confine della normale dialettica tra alleati», affermano i rappresentanti della minoranza. «A maggior ragione – proseguono –, se la motivazione è quella espressa dal segretario regionale Silvio Lai, ovvero ‘l’incertezza giuridica’ delle scelte della presidente» (il riferimento è in particolare anche alle ultime nomine dei direttori generali dell’Asl di Cagliari e Olbia, che certamente innescheranno i ricorsi dai vecchi dg rimossi ndr). Per i capigruppo tutto questo «è la conferma che il campo largo è un mero ‘cartello elettorale’, maggioranza politica solo nei numeri, finora, ma non nelle idee. Peraltro, il Partito Democratico non può liberarsi dalle sue responsabilità semplicemente astenendosi».
«La crisi è certamente amministrativa nella misura in cui – continuano Truzzu, Cocciu, Ticca, Peru e Schirru – si persiste in scelte che stridono con la legge, con la Costituzione e con le sentenze della Consulta e dei giudici amministrativi, esponendo la Regione a una raffica di risarcimenti che, insieme alle consulenze commissionate dalla presidenza per difendere le poltrone, non un indirizzo politico, graveranno sulle casse pubbliche».
«Abbiamo chiesto invano – ricordano i Capigruppo – un intervento della Presidente in aula durante l’ultima riunione del Consiglio regionale, ma la maggioranza si è chiusa a riccio. Comprendiamo l’imbarazzo e la necessità di svolgere prima un confronto interno, ma la Sardegna non può aspettare, soprattutto quando si parla di sanità ed è in gioco la salute dei sardi. Chi usa la parola trasparenza come se fosse un intercalare per autoincensarsi – concludono gli esponenti del Centrodestra –, provi a esercitarla in concreto e dica ai sardi se esiste una maggioranza con programmi e azioni condivise».
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