• 19 Ottobre 2021
  •  

Ozieri. Mons. Sebastiano Sanguinetti festeggia i 50 anni di vita sacerdotale sotto lo sguardo della Beata Vergine del Rimedio

«Attendo ora con impazienza di poter incontrare e dare l’abbraccio della carità a tutti i fratelli e sorelle della Chiesa di Ozieri e rendere così vivo e operante il dono che il Signore ha posto sulle mie mani».
Così scriveva mons. Sebastiano Sanguinetti nel giugno del 1997, prima di fare il suo ingresso ufficiale da vescovo nella diocesi di Ozieri. Forse con la stessa impazienza e con la stessa emozione, questa domenica, festa della Beata Vergine del Rimedio, ritorna nella “sua” città per festeggiare durante la Messa delle 18 i cinquant’anni anni di ministero sacerdotale. Una scelta questa che nasce dal cuore, dalla devozione verso la Madre del Signore e dall’amore per Ozieri e in ricordo quei nove anni intensissimi passati tra le contrade del Monte Acuto e del Goceano come guida di una Chiesa e di un popolo che non l’ha mai dimenticato. Mons. Sanguinetti, durante il suo episcopato come vescovo titolare prima e come amministratore apostolico dopo, si è sempre contraddistinto per la sua presenza costante e per le sue continue sollecitazioni. Sempre attento alle dinamiche sociali non si è mai tirato indietro nel richiamare con forza e determinazione il territorio e le istituzioni alla responsabilità comunitaria. Tra i tanti interventi, ricordiamo quello tenuto durante la festa di Sant’Antioco di Bisarcio nel novembre del 2005, dove con assoluta franchezza non risparmiò le sue preoccupazioni e i timori per un territorio ripiegato su se stesso e privo di un qualsivoglia spirito di iniziativa e di riscatto.
«Prendendo spunto dall’espressione di San Paolo di “figli del sonno” e “figli della luce” –spiegò –, più di una volta abbiamo l’impressione di essere più figli del sonno che del giorno. Questo succede quando non ci assumiamo sino in fondo le responsabilità che ci competono, relativamente ai compiti e ai ruoli che svolgiamo. Quando non ci facciamo carico dei bisogni e dei problemi dei nostri fratelli. Quando lasciamo che il nostro territorio più che un laboratorio di idee e di progetti diventa luogo dell’apatia e della rassegnazione. Quando non sappiamo unire le forze e le energie di tutti per costruire insieme il futuro. Quando trasformiamo la pur necessaria dialettica e confronto tra le diverse idee e sensibilità in sterile, mortificante e paralizzante stasi che blocca ogni sviluppo e ogni progetto, impedendo a questo territorio di guardare al domani con un minimo di fiducia e di speranza. Ma anche quando calcoli miopi, personali o di gruppo, calpestiamo i diritti e le attese dell’intera collettività. Ho l’impressione che la gente di questo territorio stia pagando un prezzo troppo alto per l’incapacità di tanti a mettere al primo posto il bene comune, anziché il perseguimento di calcoli parziali, anche quando ispirati a buona fede. È arrivato il momento di riprendere in mano con coraggio la bussola del domani, la bussola dell’impegno e del dialogo costruttivo».
Un auspicio, forse, non propriamente accolto in tutta la sua interezza, ma che resta di stretta attualità nell’interrogare tutti noi, oggi, a quelle che sono le nostre responsabilità verso questo territorio. Chiamato ancora, dalla storia, all’unità nell’affrontare le sfide che fra poco saremo giocoforza costretti a combattere. A 15 anni dal quel discorso, poco è cambiato, le vicende seppur con attori diversi sono sempre le stesse, resta da capire quanto la storia abbia insegnato a chi ora deve indicare la strada giusta per uscire da quell’apatia che è sempre stata ed è compagna inseparabile della vita delle nostre comunità.

Biografia. Mons. Sebastiano Sanguinetti è nato a Lula (NU) il 29 marzo del 1945. Entra nel seminario diocesano di Nuoro nel 1957, dove frequenta le scuole medie e i primi due anni del Ginnasio. Nel seminario regionale di Cuglieri prosegue gli studi liceali, per completare la sua formazione con l’anno propedeutico di Filosofia e il corso quadriennale di Teologia. Viene ordinato sacerdote a Lula il 2 agosto 1970 dal compianto mons. Giuseppe Melas. Dopo un anno come assistente nel seminario diocesano, dal 1971 al 1984 è stato vice parroco a Orgosolo per poi diventare parroco di Orotelli nella parrocchia di San Giovanni Battista fino al 1987. In seguito viene chiamato a Roma come Assistente Nazionale dell’Ufficio Famiglia dell’Azione Cattolica. Nel dicembre del 1991 ritorna in Sardegna, dove diviene parroco di Orgosolo. Dal settembre del 1995 ai primi mesi del 1997 ha diretto il settimanale diocesano di Nuoro l’Ortobene. Il 27 marzo 1997 papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo di Ozieri. Succede a mons. Giovanni Pisanu. Il 17 maggio successivo riceve l’ordinazione episcopale, a Nuoro, dal cardinale Eduardo Francisco Pironio, coconsacranti l’arcivescovo Ottorino Pietro Alberti e il vescovo Pietro Meloni. L’8 giugno prende possesso della diocesi di Ozieri che guida per 9 anni. Il 22 aprile 2006 papa Benedetto XVI lo nomina vescovo di Tempio-Ampurias; succede a mons. Paolo Atzei, precedentemente nominato arcivescovo di Sassari. L’11 giugno prende possesso della diocesi gallurese.
Il 3 settembre 2012 è eletto segretario della Conferenza episcopale sarda; ricopre questo ruolo fino al 9 giugno 2020. Il 10 dicembre 2012 è nominato amministratore apostolico ad nutum Sanctae Sedis della diocesi di Ozieri dopo la rinuncia per raggiunti limiti di età di mons. Sergio Pintor. Mantiene l’incarico fino al 13 settembre 2015, giorno dell’ingresso del nuovo vescovo Corrado Melis.

Da queste colonne auguriamo a mons. Sanguinetti ogni bene, ringraziandolo ancora per tutto quello che ha dato alla Chiesa e in modo particolare alla nostra Chiesa diocesana di Ozieri. Che il Signore la benedica. Ad maiora!