• 24 Luglio 2024
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Peste suina, i cani molecolari nei porti del Nord Sardegna per scovare il virus

Cani molecolari virus peste suina
Obiettivo dell’iniziativa è mitigare il rischio di introduzione nell’isola il Genotipo 2 della Psa che sta circolando in Italia ed Europa.

SASSARI. Nei porti del Nord Sardegna sono in servizio i cani molecolari per “scovare” il virus della Peste suina africana (Psa) durante lo sbarco dei mezzi dalle navi. L’obiettivo è quello di mitigare il rischio di introdurre con le merci importate il Genotipo 2 della Psa, che sta attualmente circolando in Italia ed Europa. I controlli a campione sui prodotti, effettuati dai Servizi veterinari della Asl di Sassari con l’aiuto degli animali, sono focalizzati sulle carni suine o prodotti potenzialmente contaminati dal virus.

«Il protocollo utilizzato per l’addestramento dei cani molecolari, volto a segnalare la presenza di carne suina o cinghiali o prodotti loro derivati – evidenzia la veterinaria della Asl di Sassari, Bastianina Mossa, responsabile scientifico del progetto “AsfDog” –, sfrutta l’eccezionale proprietà olfattiva grazie alla particolare conformazione anatomica dei cani che, addestrati con una metodologia standardizzata, riescono a discernere i diversi Volatiloma (VOCs, sostanze volatili metaboliche). L‘esperienza nasce durante la pandemia da Covid 19 durante la quale i cani sono stati addestrati a segnalare le persone positive al Sars Cov2».

Cani molecolari peste suina Nord Sardegna

Il progetto è stato finanziato dalla Regione Sardegna e dall’Unita di Progetto per l’eradicazione del virus della Psa alla Asl di Sassari e vede il coinvolgimento del Dipartimento di prevenzione veterinaria Nord Sardegna.

«I controlli a random vengono svolti per il momento nei principali porti della Sardegna e quindi verranno estesi agli aeroporti grazie alla disponibilità delle autorità portuali e aereoportuali e forze dell’ordine e autorità di controllo che operano negli scali isolani. Il progetto punta a dimostrare che i cani preparati da cinotecnici esperti possono rappresentare un valido sistema di screening diretto su persona, grazie alla loro capacità di rilevare le Sostanze Volatili Corporee (Voc)», spiega Francesco Sgarangella, coordinatore progetto AsfDog e direttore del Dipartimento di Prevenzione, area veterinaria, dell’Asl n. 1 di Sassari.

«Questo progetto innovativo, presentato anche a livello internazionale – conclude il direttore generale della Asl di Sassari, Flavio Sensi –, sottolinea l’importanza della prevenzione primaria in particolare nella lotta alle malattie infettive trasmissibili agli animali e all’uomo che sono il “core” del Dipartimento di Prevenzione, e dimostra l’elevata competenza dei nostri operatori».

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