Sanità, FI: «Dopo la bocciatura della Consulta arriva quella del Tar. Doppio schiaffo alla Giunta Todde»

La Presidente Todde: «Il reintegro del direttore generale dell’Asl di Sassari non cambia il percorso intrapreso».
CAGLIARI | 16 gennaio 2026. Nuovo stop giudiziario per la riforma sanitaria promossa dalla Giunta regionale della Sardegna. Con una sentenza depositata il 15 gennaio, il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) ha dichiarato illegittima la rimozione del Direttore generale della ASL di Sassari, Flavio Sensi, e la contestuale nomina del commissario straordinario. La decisione fa seguito alla recente pronuncia della Corte Costituzionale, che aveva già dichiarato incostituzionale la norma relativa allo spoil system dei vertici delle aziende sanitarie regionali.
Dura la reazione del gruppo consiliare di Forza Italia, che in una nota attacca la gestione dell’esecutivo regionale: «Nel giro di poche settimane la Giunta incassa due pesanti bocciature istituzionali, prima dalla Corte Costituzionale e ora dal Tribunale Amministrativo Regionale della Sardegna, che smontano l’impianto della riforma sanitaria regionale, evidenziandone la fragilità giuridica e l’approccio approssimativo. Il pronunciamento del TAR – spiegano Angelo Cocciu, Giovanni Chessa, Piero Maieli, Alfonso Marras, Ivan Piras e Giuseppe Talanas – afferma un principio inequivocabile, ossia venuto meno il potere della Regione di dichiarare la decadenza dei direttori generali, viene meno anche la possibilità di procedere a nuove nomine. Ne discende l’illegittimità non solo dei commissariamenti, ma anche delle successive designazioni dei nuovi vertici delle aziende sanitarie».
«Crolla così una riforma presentata come risolutiva e rivelatasi, nei fatti, “una forzatura istituzionale”, sostenuta da pareri legali onerosi e oggi privi di efficacia», prosegue il gruppo Azzurro, sottolineando come tale scelta politica abbia generato «esclusivamente contenziosi, instabilità gestionale e paralisi decisionale».
«Le ricadute di questa gestione non colpiscono chi ha assunto le decisioni – sottolineano i sei Consiglieri –, ma i cittadini e gli operatori sanitari, costretti per mesi a operare in un clima di incertezza e disorganizzazione ed a ciò si aggiunge il rischio concreto di risarcimenti a carico del bilancio regionale, con ulteriori costi per la collettività. Per limitare danni già rilevanti e ristabilire la legalità amministrativa, l’unica strada percorribile è il reintegro immediato di tutti i direttori generali rimossi illegittimamente, evitando nuovi contenziosi e ulteriori sprechi di risorse pubbliche».
«Dopo la bocciatura della Corte Costituzionale, arriva ora quella del TAR, due schiaffi istituzionali che certificano il fallimento della linea seguita dalla Giunta in materia sanitaria e per il rispetto dovuto ai cittadini è bene smettere di fare propaganda e rispettare regole certe ed assumersi le responsabilità», concludono i sei consiglieri Azzzurri
Todde: «La sentenza non cambia il percorso che abbiamo già definito»
Intanto, Todde tira dritto per la sua strada. «La sentenza emessa ieri sera dal TAR – scrive sulla sua pagina social la presidente e assessora ad interim della Sanità –, era attesa e non cambia il percorso che abbiamo già definito. Nella delibera del 31 dicembre avevamo scelto consapevolmente di non procedere alla nomina del direttore dell’Asl di Sassari proprio perché quella decisione era imminente. Nessuna sorpresa, nessuna retromarcia».
«I dati vanno guardati in faccia. I numeri del 2023, certificati anche da Gimbe, collocano la Sardegna la penultima regione per il rispetto dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). A coloro che oggi, dopo un anno e nove mesi della nostra giunta, costruiscono la narrazione del disastro – attacca Todde –, chiedo dove fossero quando avevano la responsabilità di governare e perché le soluzioni che ora vengono presentate come salvifiche non siano state adottate allora con i direttori nominati da loro, rimasti al loro posto fino a fine aprile 2025».
«Le scelte sui direttori generali le stiamo facendo in base a un criterio semplice e rigoroso: le competenze. Non i colori politici, non le appartenenze. In questi mesi abbiamo già avviato il recupero delle liste d’attesa. Nelle prossime settimane richiameremo decine di migliaia di sardi, a partire da circa 30.000 persone nell’area vasta di Cagliari. La sanità – conclude la Presidente – si giudica sui numeri e sui risultati. Guarderemo quelli del 2025, del 2026 e degli anni successivi. La responsabilità si misura su ciò che si fa, non sulla demagogia. Quella non ci appartiene».
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