• 23 Aprile 2024
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Sassari. Cgil, Cisl e Uil: «Per il salvataggio della Ge.Na. occorrono iniziative urgenti» 

Ge.Na . Sassari
Il Centro di riabilitazione Opera “Gesù Nazareno” a rischio collasso gestionale. Il nodo resta l’adeguamento delle tariffe.

SASSARI. «Una condizione insostenibile a danno del personale, il quale oltre a non ricevere lo stipendio si trova ad accumulare crediti i cui valori hanno raggiunto una media di 5/6 mila euro per dipendente, tra retribuzioni, premi di incentivazione e arretrati contrattuali. Senza contare il mancato versamento del TFR nei relativi fondi pensione».

Questa l’attuale situazione del Centro di riabilitazione Opera “Gesù Nazareno” di Sasari denunciata dalle segreterie confederali e territoriali di Cgil e Fp Cgil, Cisl e Cisl Fp, Uil e Uil Fpl. Sindacati che, insieme alle lavoratrici e lavoratori, in più occasioni ed a più riprese hanno cercato di sensibilizzare e sollecitare i rappresentanti delle istituzioni locali e regionali e soprattutto l’Assessorato regionale alla sanità, affinché sulle annose problematiche gestionali della struttura si «adottassero le giuste misure legate principalmente ai valori delle tariffe del tutto incompatibili con i costi di gestione». 

La vicenda “Ge.Na.”, a differenza di altre vertenze, si colloca dunque in un lungo iter di confronto a carattere regionale, dove il dibattito ed il dissenso tra datori di lavoro e Assessorato regionale non ha generato il punto di caduta sulla definizione delle nuove tariffe. 

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«Il settore in regime di accreditamento in Sardegna – spiegano in una nota i sindacati – garantisce oltre il 90% della riabilitazione globale sanitaria e sociosanitaria, rivolta al recupero funzionale e sociale dei soggetti affetti da minorazioni fisiche, psichiche e sensoriali. I centri assistono quotidianamente circa 6000 persone con l’impiego, ogni giorno, di circa 3500 operatori. L’ultimo adeguamento tariffario risale al 2011, per cui da oltre dieci anni le strutture si sono dovute far carico dei maggiori costi di gestione nel frattempo intervenuti, con una media di aumento del 20% tra personale e costi generali. 

L’ultimo atto della Giunta regionale – la DGR 3/32 del 27 gennaio 2023 – che sostanzialmente ridefinisce i valori delle tariffe sulla riabilitazione, a nostro avviso – continuano le tre sigle sindacali – non è sufficiente per fronteggiare la crisi del settore, per cui lo diciamo e denunciamo ancora una volta, se la Regione non comprende che i valori delle tariffe necessitano di un immediato adeguamento, valorizzando soprattutto quelle previste per la residenzialità, nel caso specifico della “Ge.Na.”, i ritardi sui pagamenti delle retribuzioni e il mancato adeguamento contrattuale potrà determinare il collasso gestionale, le cui conseguenze saranno irreparabili per la garanzia e continuità del servizio, peraltro unico nel nostro territorio». 

Per queste ed altre ragioni, Cgil, Cisl e Uil confederali e di categoria continueranno ad interessare l’Assessore regionale alla sanità e non escludono iniziative di mobilitazione e di protesta a sostegno e rivendicazione dei diritti delle lavoratrici e lavoratori e soprattutto delle persone assistite. 

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