• 4 Dicembre 2022
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Sassari, la lingua Turritana ha finalmente un suo standard

Presentazione standard ortografico lingua Turritana
L’Istituto Camillo Bellieni ha presentato la versione definitiva delle regole di scrittura e di pronuncia dopo mesi di incontri con le popolazioni di Sassari, Porto Torres, Sorso e Stintino, confrontandosi con esperti, autori, operatori linguistici e insegnanti.

SASSARI. «Un saruddu a tutti canti. Soggu sassaresa in ciabi e in chisthu mamentu soggu cuntenta d’assé cun tutti voi pa’ la prisintazioni di lu Sassaresu, di li maneri d’ischribillu e fabiddallu». Con queste parole l’assessora alla Cultura del Comune di Sassari, Laura Useri, lunedì sera nella Sala conferenze di Largo infermeria San Pietro ha introdotto a sorpresa in vernacolo cittadino la presentazione dello Standard ortografico ufficiale della lingua Turritana.

D’ora in poi anche il Sassarese avrà le sue regole di scrittura riconosciute ufficialmente. Dopo questi singolari saluti istituzionali, la versione definitiva dello standard è stata presentata dai relatori Maurizio Virdis, accademico e linguista dell’Università di Cagliari, Mario Marras, docente, autore ed esperto di lingua sassarese, e Riccardo Mura, fonetista ed esperto di gallurese, variante che, con le sue specificità e le differenze, costituisce da un punto di vista linguistico l’area sardo-corsa assieme al turritano.

In questi mesi di lavoro, a farsi carico della supervisione del progetto è stato l’Istituto Camillo Bellieni, in rappresentanza del quale è intervenuta la presidente Maria Doloretta Lai, che insieme al direttore scientifico Michele Pinna ha curato la fase operativa e coordinato gli esperti.

Grazia Niedda 1

«Come Is.Be siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto – ha affermato Lai –, il risultato di un lavoro lungo e impegnativo, che è anche un punto di partenza importantissimo per restituire dignità alla variante del Sassarese. Così come, per volontà della Regione, si è deciso che debbano averla tutte le minoranze alloglotte presenti in Sardegna». Tra le figure istituzionali presenti in sala, anche del dirigente del settore Cultura del Comune di Sassari, Alberto Mura.

La standardizzazione ortografica è uno strumento che potrà essere utilizzato per implementare l’insegnamento del Sassarese, in particolar modo nelle scuole, oppure in corsi rivolti agli adulti che abbiano interesse a specializzarsi nel settore. Il numero dei fruitori del turritano infatti non è da sottovalutare. L’ampia platea è costituita da operatori linguistici, poeti, scrittori, cantanti folk, educatori e sceneggiatori teatrali. C’è un vivo interesse quindi, che nel corso della presentazione è stato reso manifesto dagli interventi del pubblico, in un acceso dibattito che ha coinvolto appassionati, uomini di cultura, autori e insegnanti.

Le principali comunità interessate dalla parlata turritana sono Sassari, Sorso, Porto Torres e Stintino, che nelle scorse settimane sono state coinvolte in incontri pubblici per portare la popolazione a conoscenza dell’iniziativa, raccogliere feedback e suggerimenti.

«Come coordinatori del progetto non possiamo far altro che essere contenti di aver preso parte a questo momento storico – ha proseguito Doloretta Lai –. Il gruppo di lavoro, compatto, appassionato, ha sviscerato in maniera capillare tutto ciò che esiste di scritto sul sassarese, scovando anche documenti inediti».

Il progetto è stato presentato dal Comune di Sassari nell’ambito dell’avviso pubblico inerente l’assegnazione dei “Fondi per promuovere la standardizzazione ortografica del sassarese, del tabarchino e del gallurese” (Legge 22 del 2018), quale beneficiario del contributo erogato dalla Regione Autonoma della Sardegna.

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