• 1 Agosto 2021
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Sequestrati 150 kg di pescato abusivo nel porto di Olbia

Sequestrati 150 kg di pescato abusivo nel porto di Olbia. Era diretto nella Penisola. Operazione congiunta della Polizia stradale e della Guardia Costiera. Una parte del prodotto ittico è stato donato alla Cittadella della Carità di Olbia, alla Comunità Arcobalena e alla Mensa Vincenziana.

OLBIA. Trasportava 150 kg di pescato da destinare al mercato della Penisola, ma senza la prevista documentazione di tracciabilità. A finire nei guai il conducente di un camion frigo fermato e denunciato dagli agenti del distaccamento di Polizia Stradale di Olbia nel corso di un controllo all’ingresso del porto. Il carico, composto da numerosi contenitori in vetro contenenti polpa di riccio, aragoste vive e altro pescato è stato poi ispezionato più approfonditamente dai militari della Guardia Costiera.

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Accertata l’irregolarità del trasporto si è provveduto quindi al sequestro di 17 kg di polpa di riccio di mare (ricavata da circa 14.000 esemplari di riccio), 17 aragoste vive, 110 kg di polpo e diverse casse di altre specie ittiche quali caponi, triglie etc. e alla conseguente contestazione di sanzioni amministrative per un totale di 3000 euro a carico dell’azienda.

Sono in corso ulteriori attività di indagine degli Ispettori del 15° Centro Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Olbia con gli agenti della Polizia Stradale per verificare la provenienza del pescato e, in particolare, della polpa di riccio sequestrata. Il prelievo di questa specie ittica è infatti rigidamente disciplinato dalla normativa nazionale e regionale a salvaguardia dell’ambiente, della sostenibilità futura della filiera e dell’ecosistema marino.

Le aragoste, ancora vive, saranno reimmesse in mare nella zona di protezione integrale dell’A.M.P. di Tavolara – Punta Coda Cavallo, mentre il restante prodotto ittico sarà sottoposto ad accertamento della commestibilità da parte del competente servizio A.S.S.L.

Una parte del pescato è stato donato alla Cittadella della Carità di Olbia, alla Comunità Arcobalena e alla Mensa Vincenziana.