Siccità e caro energia, dalla Regione 4,15 milioni al Consorzio di Bonifica del Nord Sardegna
Il presidente Toni Stangoni: «Il contributo ci permetterà di abbattere i costi per i nostri agricoltori e di mantenere sani i conti del consorzio».
CHILIVANI | 14 ottobre 2026. Quattro milioni e 150 mila euro dalla Regione Sardegna per alleggerire i costi a carico delle aziende agricole e sostenere la gestione del servizio irriguo. È il contributo assegnato al Consorzio di Bonifica del Nord Sardegna, al centro dell’incontro che si è svolto questa mattina a Chilivani, nella sede dell’ente, con le associazioni di categoria. Nel corso della riunione, il presidente Toni Stangoni, il direttore generale Giuseppe Bellu e il consiglio di amministrazione hanno illustrato ai rappresentanti sindacali le modalità di ripartizione delle risorse regionali.
Il finanziamento si divide in due quote. La prima, pari a 3,5 milioni di euro, rappresenta un contributo straordinario destinato a mitigare gli effetti della siccità e a compensare le restrizioni irrigue che negli ultimi anni hanno penalizzato il comparto agricolo. La seconda, di 645mila euro, andrà invece a coprire le spese anticipate dal consorzio nel 2022 per far fronte all’eccezionale aumento dei costi dell’energia elettrica.
Questo risultato «nasce grazie alle interlocuzioni del nostro consorzio, assieme ad Anbi, l’associazione che riunisce i consorzi di Bonifica – ha sottolineato il presidente Toni Stangoni –. Veniamo da anni in cui sono state affrontate grosse emergenze idriche che hanno penalizzato il comparto agricolo e creato veri e propri disagi. La Regione, accogliendo le nostre istanze, ci ha garantito un sostegno che permetterà di abbattere i costi per i nostri agricoltori e di mantenere sani i conti del consorzio».
«I contributi straordinari – ha spiegato il direttore generale Giuseppe Bellu – consentono di ridurre gli oneri a carico dei consorziati per le annualità 2023 e 2024: gli importi richiesti con gli avvisi esauriranno la contribuzione dovuta per queste due annualità, senza emissione di ulteriori saldi. Una quota residua del finanziamento sarà inoltre destinata alla riduzione del ruolo 2025. L’emissione ravvicinata dei ruoli 2023 e 2024 rientra nel programma di recupero delle annualità arretrate. Il disallineamento tra il sostenimento dei costi di gestione e la riscossione dei contributi obbliga infatti il Consorzio ad anticipare le risorse necessarie al funzionamento del servizio, con un conseguente ricorso alla tesoreria e maggiori oneri finanziari. Il programma prevede l’emissione del ruolo 2025 all’inizio del 2027 e del ruolo 2026 entro la fine dello stesso anno. L’obiettivo – ha concluso Bellu – è arrivare nel 2028 all’emissione del ruolo 2027 e proseguire con la riscossione dell’annualità precedente, rendendo più regolari i flussi di cassa e riducendo il ricorso alle anticipazioni bancarie».
Una situazione di ritardo ereditata dai periodi di commissariamento «ma che con un lavoro costante di ricostruzione stiamo lentamente recuperando», ha commentato ancora Stangoni.
Le associazioni di categoria hanno espresso apprezzamento per il risultato ottenuto, sottolineando al tempo stesso la necessità di garantire una disponibilità idrica stabile, condizione essenziale per consentire alle aziende agricole di programmare le coltivazioni su più anni.
Nel corso del confronto è stato evidenziato che i lavori in corso sui diversi invasi, anche da parte di Enas, non hanno permesso di raggiungere le quote di riserva idrica che i bacini sono in grado di contenere. Una situazione che ha scoraggiato diversi agricoltori dal programmare determinate lavorazioni, anche per il rischio di perdere le normali quote di assegnazione dell’acqua da parte della Regione.
Un altro tema affrontato durante la riunione è stato l’ampliamento delle Zone di Protezione Speciale (Zps), aree individuate dall’Unione Europea per tutelare e conservare le specie di uccelli selvatici rari, minacciati o migratori. Il Consorzio ha evidenziato la necessità di confrontarsi con le istituzioni per valutare le ricadute dei vincoli sulle attività agricole e sugli interventi da realizzare sul territorio.
«I vincoli che derivano dall’inserimento in queste zone speciali ci riguardano – ha spiegato Francesco Pala, vice presidente del Consorzio –, sia per come incidono nelle attività agricole, sia nella nostra operatività sul territorio. Noi ci mettiamo a disposizione delle istituzioni locali e in collaborazione con tutti gli enti anche sovracomunali, per far sì che si possa arrivare a dei piani di gestione».
In chiusura sono state annunciate tre tappe informative e di confronto, una per ciascuno dei tre distretti interessati: il 28 ottobre a Ozieri, il 3 novembre a Perfugas e l’11 novembre a Badesi. Gli appuntamenti coinvolgeranno anche gli studenti, con l’obiettivo di renderli protagonisti di un messaggio di cambiamento nella gestione della risorsa idrica.
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