• 19 Gennaio 2026
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Giave, rinnovata la devozione a Sant’Antonio Abate

Festa di SanAntonio Abate a Giave
Grande partecipazione popolare per la festa dedicata al Santo protettore degli animali, curata dall’associazione “Antonino Uras”.

GIAVE | 19 gennaio 2026. Sabato 17 gennaio, la comunità di Giave ha rinnovato con fervore la devozione per Sant’Antonio Abate. La festa, caratterizzata da una grande partecipazione popolare, è stata curata dall’associazione culturale “Antonino Uras”, che dal 2013 organizza la ricorrenza in onore del Santo protettore degli animali domestici.

Cuore delle celebrazioni è stata la Messa solenne delle 19, officiata nella chiesa parrocchiale da don Pietro Faedda. La liturgia è stata animata dal coro locale “Antonino Paba”, diretto dal maestro Antonio Casu, e impreziosita dall’esecuzione dei Gosos di Sant’Antonio. Particolarmente suggestivo il momento dell’offertorio, che ha visto protagoniste alcune giovani donne in abito tradizionale di Giave, Bonorva, Ittiri e Thiesi.

A margine della funzione, don Faedda ha invitato sull’altare la presidente dell’associazione per un saluto. Mariantonietta Uras ha ripercorso brevemente la storia del sodalizio, nato nel 2004, ricordando l’istituzione della festa nel 2013 e l’acquisto nello stesso anno della statua del Santo. Ha poi recitato un’antica preghiera e una poesia composta dal padre Antonino, a cui è intitolata l’associazione.

Conclusa la celebrazione eucaristica, i festeggiamenti si sono spostati all’esterno. Nel piazzale della chiesa il parroco ha benedetto il fuoco, — simbolo ancestrale di Sant’Antoni ’e su fogu —, e gli animali domestici presenti: cani di diverse razze, gattini, agnellini, caprette e altri piccoli animali, portati dai fedeli in segno di affidamento alla protezione del Santo. Intorno al fuoco, acceso dal piccolo Antonino Uras con in braccio un agnellino, le ragazze in costume e il pubblico hanno animato la serata con danze tradizionali. Ad accompagnare i balli, la musica del 18enne organettista Felice Mele di Ittiri e le voci del tenore di Thiesi “Su Cunsonu Thiesinu”, gruppo composto dai giovanissimi (tutti tra i 15 e i 17 anni) Giuseppe Ninniri, Mario Cossu, Giuseppe Pola e Antonio Porqueddu. Nonostante la recente formazione, l’ensemble ha già calcato diversi palchi dell’isola, raccogliendo ampi consensi. A Giave ha proposto brani del repertorio sardo come “Gesus in allegria”, “Boghe ’e notte”, “Maestralina”, “Su ballu”, “Su dillu” e “Sos muttos”.

La festa si è conclusa con un grande “ballu tundu” e un apprezzato momento conviviale, un rinfresco a base di prodotti tipici: salumi, formaggi e biscotti sardi, il tutto “bagnato” da Vermentino e Cannonau. Un appuntamento riuscito, dunque, che ha saputo intrecciare ancora una volta fede, tradizione e senso di appartenenza, confermando il profondo legame di Giave con Sant’Antonio Abate.

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