• 8 Agosto 2026
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Olbia. Controlli di GdiF e ADM all’aeroporto: sequestrati sabbia e alimenti senza certificazione

Sequestro caviale Gdf Sassari e Agenzia dogane
Tra i prodotti requisiti 1,3 kg di caviale del valore di 5mila euro.

OLBIA | 8 agosto 2026. Quaranta chili di alimenti, circa 1,3 kg di caviale e 5,5 kg di sabbia. È quanto hanno sequestrato i militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Olbia e i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli durante i controlli all’Aeroporto Olbia Costa Smeralda – S.A. Principe Karim Aga Khan IV. Un’attività che, con l’avanzare della stagione estiva, è stata intensificata in conseguenza dell’incremento del numero di voli in transito sullo scalo olbiese, provenienti complessivamente da ben cinque continenti e oltre 60 Paesi.

I prodotti alimentari, di origine animale e vegetale, sono stati rinvenuti nelle valigie di alcuni passeggeri privi di certificazione di origine, in violazione del regolamento UE n. 2122 del 10 ottobre 2019. Il caviale, trasportato in assenza della prevista documentazione sanitaria, del valore commerciale di oltre 5.000 euro, è stato invece trovato all’interno del bagaglio di un cittadino italiano, residente a Dubai, in arrivo sull’Isola con un volo proveniente da Londra. Accertata la violazione della Legge n. 150 del 7 febbraio 1992, gli è stata comminata una sanzione amministrativa che va da un minimo di 3.000 euro a un massimo di 15.000 euro.

Sanzionati, come previsto dalla Legge regionale n. 16 del 28 luglio 2017, anche i due cittadini stranieri sorpresi con la sabbia asportata dagli arenili dell’isola. Il quantitativo sequestrato sarà ora riportato, quanto prima, nell’ambiente di origine.

I controlli hanno riguardato anche le movimentazioni transfrontaliere di valuta. In questo ambito, da inizio anno sono stati sottoposti a controllo circa 600 passeggeri con l’individuazione di due posizioni risultate irregolari. In tale contesto, avendo accertato la mancata dichiarazione di somme eccedenti la soglia prevista, pari a 10.000 euro, gli operanti hanno proceduto alla comminazione di sanzioni amministrative per oltre 4.000 euro, con oblazione immediata, così come previsto dal decreto legislativo n. 195 del 19 novembre.

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