• 13 Agosto 2026
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Ozieri Jazz Festival, oltre 300 persone al Colle di Monserrato per il gran finale con Denise Gueye e Francesco Lento

Ozieri Jazz Festival Denise Gueye Quartet Monserrato
La serata “Notte di Musica e di Stelle” ha chiuso la prima edizione della rassegna. Soddisfazione dell’assessore alla cultura Alfonso Pino e del responsabile del Settore Cultura Rossano Sgarangella.

OZIERI | 13 agosto 2026. Con il concerto del Denise Gueye Quartet & Francesco Lento, si è concluso lunedì 10 agosto, davanti a oltre 300 persone nel Colle di Monserrato, il quarto appuntamento della prima edizione dell’“Ozieri Jazz Festival”, la rassegna promossa dall’Assessorato alla Cultura e inserita nel cartellone degli eventi dell’Estiamo in piazza 2026. La serata “Notte di Musica e di Stelle” è stata aperta dalla cantante ozierese Laura Mulas, con un brano tratto dal suo nuovo album Eclettica, e dai ragazzi della Scuola Civica di Musica.

Denise Gueye con il suo gruppo ha guidato il pubblico attraverso i grandi classici del jazz, la bossa nova e le contaminazioni soul, mettendo in mostra una voce calda, avvolgente ed eclettica, particolarmente apprezzata dal pubblico nelle interpretazioni dei brani storici delle grandi cantanti jazz, tra cui Billie Holiday. La chitarra di Simone Faedda, recentemente premiato anche al concorso dedicato a Massimo Urbani, con il suo fraseggio fluido attinto al bebop e al jazz moderno, ha garantito una struttura ricca di sfumature, senza mai sovrastare la voce, ma arricchendo ogni brano con assoli eleganti. Impeccabile la sezione ritmica con il contrabbasso di Marco Occhioni e la batteria di Bruno Brozzu, impegnato spesso con stacchi riusciti con la stessa cantante e gli altri musicisti.

A completare la trama stilistica del quartetto, si è unito il timbro lirico e virtuoso della tromba e del flicorno di Francesco Lento, il cui tocco ha portato sul palco una straordinaria energia improvvisativa.

Pubblico Ozieri Jazz Festival Monserrato

Il successo della serata conclusiva si inserisce in un programma che ha riportato a Ozieri musicisti di rilievo nazionale e internazionale. Il festival ha preso il via il 20 giugno nel chiostro di San Francesco con il Nomads Duo di Marcello Zappareddu alla chitarra e Salvatore Maltana al contrabbasso, impegnati in una produzione originale con la partecipazione speciale del clarinettista Matteo Pastorino. Il 4 luglio, in piazza San Francesco, il pubblico ha poi assistito al concerto di Flavio Boltro con il gruppo “Next Gen”. Il trombettista torinese si è esibito insieme a Mattia Galeotti alla batteria, Emanuele Filippi al piano e Michelangelo Scandroglio al contrabbasso. Una formazione giovane costruita attorno alla storica tromba di Boltro, con il pianoforte di Filippi impegnato nella tessitura delle armonie.

Un altro momento centrale della rassegna è stato il concerto del Roberto Gatto Quartet feat. Pietro Tonolo. Domenica 5 luglio una piazza gremita ha seguito “Around Miles & Trane”, il progetto che Roberto Gatto sta presentando in occasione del centenario dalla nascita di Miles Davis e John Coltrane. La batteria di Gatto ha impresso alla formazione una forte spinta propulsiva, tra sfumature timbriche, swing e improvvisi cambi di ritmo. Con lui Pietro Tonolo al flauto e sax, Alessandro Presti alla tromba, Francesco Puglisi al contrabbasso e Alfonso Santimone al piano e alle tastiere.

A decretare il successo dei diversi appuntamenti è stata la scelta di puntare sulla qualità artistica, ma anche la volontà di recuperare una tradizione che a Ozieri affonda le proprie radici nella passione del compianto promoter Isio Saba e di quanti, nel corso di questi ultimi 50 anni, hanno contribuito a costruire un rapporto stretto tra la città e il jazz.

«La prima edizione dell’Ozieri Jazz Festivalafferma l’assessore alla cultura Alfonso Pino – si chiude con un bilancio straordinario, confermando il grande successo di pubblico, con presenze di amatori provenienti da diversi centri dell’Isola. Un esordio entusiasmante che, attraverso le esibizioni di artisti di altissimo livello, è riuscito a valorizzare la tradizione musicale del territorio e a regalarci serate indimenticabili all’insegna del grande jazz».

«Un risultato non scontato – sottolinea l’assessore –, che rappresenta il frutto del lavoro del Settore Cultura del Comune e della collaborazione di numerosi soggetti e associazioni. Per questo intendo ringraziare Marcello Zappareddu per la direzione artistica, l’Istituzione San Michele, in particolare per la riuscita serata “Notte di musica e di stelle”, Il Centro Commerciale Naturale Ozieri Wiva, la Pro Loco, l’associazione Crossover, l’associazione Bonayres, l’associazione Monserrato, lo staff della comunicazione Sara Delogu e Gianluca Lai, Attilio Lombardo per il service e per il sostegno alla manifestazione Ottica Muscas, Mesu e Rios srl e l’Assessorato Regionale al Turismo».

Sulla stessa linea Rossano Sgarangella, responsabile del Settore Cultura del Comune, che considera il festival un passaggio cruciale nel percorso di rilancio della musica dal vivo in città.

«Era importante riprendere un precorso e riportare il grande jazz a Ozieri, non è stato semplice, ma i risultati ci hanno dato ragione. La prima edizione dell’Ozieri Jazz Festival 2026 segna un momento di straordinario valore culturale: con questo esordio, la città riprende e rinnova con orgoglio una vocazione cinquantennale per la grande musica dal vivo. Riaccendere questa tradizione non significa solo celebrare la storia musicale di Ozieri, ma proiettarla nel futuro, restituendo al territorio e al suo pubblico un palcoscenico di eccellenza, incontro e passione per il jazz».

Archiviata la prima edizione, l’Ozieri Jazz Festival guarda già al futuro. Il successo ottenuto rappresenta infatti un rilevante elemento di incoraggiamento e pone le basi per un percorso di valorizzazione culturale e turistica capace di riportare Ozieri tra i centri di riferimento per la grande musica. La rassegna può inoltre diventare un’occasione per promuovere in chiave turistica il patrimonio della città, dai suoi incantevoli scorci ai caratteristici angoli del centro storico, fino ai numerosi e preziosi siti di interesse storico e culturale.

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