• 22 Agosto 2026
  •  

A Osilo la terza edizione di Selva, il festival di arte ed ecologia

Festival Selva Osilo
Tra gli eventi in programma da venerdì 28 a lunedì 31 agosto, il concerto di Lacana, lo spettacolo di clown della compagnia spagnola Cía. Jimena Cavalletti, il talk di Maurizio Usai laperformance itinerante Walking in Osilo e il pranzo sociale.

OSILO | 22 agosto 2026. Il festival di arte ed ecologia Selva, organizzato e curato dall’associazione Iconica Selvatica con il sostegno della Fondazione di Sardegna e il patrocinio del Comune osilese, torna nel territorio di Osilo, tra il centro abitato e il bosco di Badu Canu, con una coda a Sassari, da venerdì 28 a lunedì 31 agosto. Quattro giornate di attività aperte a tutti tramite prenotazione (info@iconicaselvatica.it – tel 333 4390544), tra musica, spettacoli, laboratori per ogni età, una performance itinerante nelle strade di Osilo e un pranzo sociale all’aperto dove ognuno porta qualcosa da mangiare e bere e condivide saperi e conoscenze.

Per il festival «il paesaggio non è uno sfondo» precisa la direttrice artistica Anna Maria Destefanis. «È una relazione, la trama in continuo movimento che lega esseri umani, animali, piante, clima, architetture, pratiche agricole, suoni, linguaggi e memorie». Un «sistema interspecie», che prende corpo nella campagna di Badu Canu, che è allo stesso tempo luogo di vita, terreno produttivo e spazio artistico.

Il festival si apre venerdì 28 agosto, alle 19 a Badu Canu, con un talk dell’ingegnere Maurizio Usai, che illustrerà al pubblico la sua idea di paesaggio come luogo in cui piante, terra, roccia, vita umana e vita animale si incontrano in un’interazione virtuosa e produttiva.

Dopo un aperitivo di benvenuto, la serata prosegue con il concerto di Lacana, giovane cantautore e polistrumentista sassarese, tra i più interessanti della sua generazione per la capacità di far dialogare memoria e contemporaneità, tradizione e ricerca, mescolando radici sarde, suggestioni nordiche, jazz e ritmi mediterranei.

Sempre a Badu Canu apre i suoi spazi anche alla seconda giornata di Selva, sabato 29 agosto, con Margherita Pisano, ricercatrice e documentarista, tra i fondatori del laboratorio di ricerca L’Ambulante, che sperimenta l’interazione fra arti visive, territori, città e abitanti. Dalle 16 alle 18:30 guiderà adulti e bambini (dai sei anni in su) in un laboratorio sul paeaggio sonoro, per scoprire e registrare le tante voci della natura – fruscii, passi, rumore di rami, voci lontane – e affinare la percezione e l’ascolto attivo.

Alle 18:30 arrivano tre artiste scatenate, armate di tromba, eufonio, rullante e piatto: la compagnia spagnola Cía. Jimena Cavalletti, un trio di clown tutto al femminile con lo spettacolo “B.O.B.A.S.”, che, alla lettera, significa “sciocche”, ma è anche l’acronimo di “Banda Orquestal Benéfica de Actos Sepulcrales”. La loro specialità è trasformare un evento drammatico in una commedia degli equivoci. Dalle 20 il progetto tutto sardo Ritmo Culto intreccia musica elettronica, visual e performance, per esplorare il corpo e il suono come spazi di libertà e relazione.

Domenica 30 agosto si pranza tutti insieme in una lunga tavolata nel bosco di Badu Canu, con il pranzo sociale (ore 13), organizzato in collaborazione con Ru.Ra.Le. APS, dove ognuno porta qualcosa da mangiare e da bere e lo condivide con gli altri. Il pomeriggio prosegue con una conversazione aperta tra realtà attive nelle aree interne, rurali e marginalizzate della Sardegna.

Poi, alle 18, la comunità del pubblico e degli organizzatori attraversa le strade del paese con “Just Walking a Osilo”, una performance itinerante di Campsirago Residenza, ideata da Michele Losi: camminare diventa un’esperienza poetica, immersiva e condivisa, scandita da una drammaturgia sonora in cuffia.

La terza edizione di Selva si conclude lunedì 31 agosto a Sassari, a S’Ala – Spazio per artist*, in via Asproni 17, con il laboratorio “Contronatura” di Zanni CT e Fra Fadda, che, attraverso pratiche di danza, psicologia e composizione performativa, indaga il genere come dispositivo culturale e di potere, mettendolo in dialogo con i sistemi naturali — in particolare vegetali e fungini — per attivare processi di decentramento e trasformazione.

Riproduzione riservata © Logudorolive

Leggi le altre notizie su logudorolive.it

Se vuoi ricevere gli aggiornamenti di Logudorolive nella tua casella di posta, inserisci il tuo indirizzo e-mail nel campo sottostante.

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.