• 23 Agosto 2026
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Musica sulle Bocche, alla foce del Coghinas le visioni sonore di Lùmia

Ilatia pocheddu w Emanuele Contis
Martedì 25 agosto a Valledoria Ilaria Porceddu ed Emanuele Contis protagonisti della XXVI edizione del festival diretto da Enzo Favata.

VALLEDORIA | 23 agosto 2026. Martedì 25 agosto alle ore 19, alla Foce del Coghinas di Valledoria, la XXVI edizione di Musica sulle Bocche, il festival diretto da Enzo Favata, ospita LÙMIA, progetto nato da un’idea Ilaria Porceddu ed Emanuele Contis, dall’incontro di due percorsi artistici autonomi e riconoscibili e dalla volontà di spingersi oltre i confini della forma-canzone. Acustico ed elettronico si intrecciano senza gerarchie, mentre voce e strumenti contribuiscono alla costruzione di un paesaggio sonoro in continua trasformazione. Racconto, frammenti strumentali, composizione e improvvisazione confluiscono così in una musica che procede per immagini e atmosfere, quasi fosse la colonna sonora di un film ancora da girare.

Nel mondo di LÙMIA convivono la sensibilità della tradizione cantautorale italiana e una ricerca sonora aperta alle esperienze internazionali dell’elettronica e del pop più visionario. Le stratificazioni emotive che richiamano Apparat, le rarefazioni dei Sigur Rós, le atmosfere cinematiche dei Goldfrapp e la leggerezza degli Air sono suggestioni che entrano in un linguaggio personale, nel quale la canzone perde progressivamente i propri contorni per trasformarsi in spazio, materia e paesaggio.

Ilaria Porceddu, cantautrice e autrice, ha sviluppato nel corso di tre album una scrittura sempre più essenziale e personale. Il suo percorso attraversa canzone d’autore, ricerca sonora e dimensione narrativa e cinematica. La voce, nel suo lavoro, non è soltanto veicolo del testo ma diventa essa stessa materia sonora, presenza capace di disegnare e modificare lo spazio musicale.

Emanuele Contis, compositore, producer e musicista, si muove invece tra improvvisazione contemporanea, jazz, sperimentazione elettronica e musica per il cinema. Proprio l’esperienza nella composizione cinematografica ha contribuito a sviluppare una particolare sensibilità verso il rapporto tra suono e immagine: i suoi paesaggi musicali lavorano sull’atmosfera, sulla profondità e sull’apertura all’imprevisto.

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