• 8 Ottobre 2026
  •  

A 150 anni dalla morte Bitti celebra Giorgio Asproni

Giorgio Asproni convegno a Bitti
Il 16 ottobre al Museo della civiltà pastorale e contadina un convegno sul pensiero e l’eredità del politico e intellettuale bittese.

BITTI | 8 ottobre 2026. Venerdì 16 ottobre, alle 17.30 a Bitti, gli spazi del Museo della civiltà pastorale e contadina, in piazza Pittalis, ospiteranno un convegno dedicato alla figura del bittese Giorgio Asproni a 150 anni dalla morte. L’appuntamento rappresenta un’occasione di approfondimento culturale finalizzata ad analizzare nel dettaglio le implicazioni filosofiche e giuridiche presenti nell’opera e nell’azione di un uomo che è stato una figura di spicco del Risorgimento italiano e della storia politica sarda. Fine intellettuale, parlamentare di orientamento repubblicano, federalista e autonomista, Asproni pressò la classe politica nazionale a interessarsi ai problemi sardi, spingendo il governo, nel 1868, a istituire un’inchiesta parlamentare sulle condizioni dell’isola.

La serata sarà aperta dai saluti del sindaco di Bitti, Giuseppe Ciccolini, e dalla presidente dell’Istituto Bellieni, Maria Doloretta Lai. Seguiranno gli interventi di Diego Carru, Antonio Delogu, Vanni Piras, Antonello Nasone e Annico Pau. La moderazione dell’incontro e il coordinamento dei dibattiti saranno affidati a Immacolata Salis, operatrice culturale Is.Be.

L’iniziativa, coordinata dall’Istituto Camillo Bellieni di Sassari, si avvale del patrocinio e del sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Bitti, della Sezione Giorgio Asproni di Nuoro dell’Associazione Mazziniana Italiana ETS. L’attività, che è parte integrante del programma Is.Be 2026, è inserita all’interno delle celebrazioni per il 150° anniversario della scomparsa di Giorgio Asproni ed è realizzata con il contributo della Regione Sardegna ai sensi della LR 2/2026.


Giorgio Asproni, nato a Bitti il 5 giugno 1809 e morto a Roma il 30 aprile 1876, fu patriota, giornalista e uomo politico, tra i protagonisti del Risorgimento italiano e della vita politica sarda dell’Ottocento.

Dopo gli studi a Sassari e Cagliari, si laureò in Giurisprudenza. Per volontà dello zio Melchiorre Dore intraprese quindi la carriera ecclesiastica e nel 1843 divenne canonico penitenziere a Nuoro, dove insegnò anche teologia morale. Nel 1847 lasciò Nuoro e l’attività ecclesiastica, in seguito ai contrasti con l’ambiente clericale e alla crescente affermazione delle sue idee democratiche. Nel 1849 rinunciò definitivamente al canonicato e si dedicò alla politica.

Di orientamento democratico e repubblicano, ma al tempo stesso convinto sostenitore dell’unità italiana, Asproni fu eletto deputato nel Parlamento subalpino e rimase in Parlamento, con alcune interruzioni, dalla III alla XII legislatura. Si collocò tra le file della Sinistra e fu un deciso oppositore di Camillo Benso di Cavour, criticandone in particolare la politica economica liberistica. Sostenne inoltre il matrimonio civile e rivendicò una maggiore considerazione per gli interessi e le peculiarità della Sardegna.

Fu anche un giornalista molto attivo. Tra il 1850 e il 1860 collaborò con diverse testate democratiche, tra cui Il Diritto e L’Italia del Popolo. Nel 1860 raggiunse Giuseppe Garibaldi a Palermo e seguì la spedizione dei Mille fino a Napoli. Negli anni successivi mantenne stretti rapporti con gli ambienti democratici e mazziniani e nel 1864 diresse a Napoli Il Popolo d’Italia. Tra il 1863 e il 1867 partecipò inoltre all’associazionismo operaio vicino alle posizioni di Giuseppe Mazzini.

Una delle principali fonti per conoscere il suo pensiero e la politica italiana dell’epoca è il Diario politico, scritto dal 1855 al 1876 e pubblicato postumo in sette volumi. L’opera registra l’attività parlamentare e gli avvenimenti politici del periodo, offrendo una testimonianza significativa sul Risorgimento e sulla questione sarda.

Riproduzione riservata © Logudorolive

Leggi le altre notizie su logudorolive.it

Se vuoi ricevere gli aggiornamenti di Logudorolive nella tua casella di posta, inserisci il tuo indirizzo e-mail nel campo sottostante.

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.