“Boghe e Pinna“, in libreria il nuovo libro di Cristiano Becciu Bràina
Dalla pronuncia alla codificazione ortografica della lingua sarda, analizzando la varietà ozierese. Lo studioso accompagna i lettori alla scoperta dei meccanismi che regolano il rapporto tra lingua parlata e lingua scritta.
OZIERI | 30 ottobre 2026. Come si può scrivere il sardo senza comprometterne la pronuncia? Da questa domanda nasce Boghe e Pinna, il nuovo libro dello studioso Cristiano Becciu Bràina, che, partendo dall’ozierese ma con uno sguardo all’intero panorama linguistico sardo, guida il lettore alla scoperta dei meccanismi che regolano la relazione tra la lingua parlata e quella scritta. Attraverso esempi concreti, confronti tra diverse varianti, riferimenti alla storia della lingua e osservazioni di carattere fonetico e fonologico, il volume affronta temi spesso ritenuti complicati – come le consonanti mobili, la lenizione, i raddoppiamenti, i nessi consonantici e la fonetica sintattica – rendendoli comprensibili anche per chi non ha conoscenze specialistiche. L’autore dimostra come dietro le diverse varietà sarde si celino regolarità comuni e una profonda unità strutturale. Ne emerge il ritratto di una lingua ricca, vitale e coerente, che può essere analizzata da molte angolazioni pur mantenendo la propria unità.
«Scrivere un libro sull’ozierese confrontato con le altre varietà di sardo risponde a diverse motivazioni. La prima, sicuramente, è quella di fare una fotografia della varietà di Ozieri per come l’ho conosciuta io sin da bambino e di come la ritrovo oggi nelle nuove generazioni», spiega Becciu nella presentazione. La seconda ragione nasce da una precisa constatazione: «L’ozierese è tra le varietà sarde in cui il parlato ha numerosi punti di divergenza con lo scritto, o meglio, è necessario lavorare più che per altre, al fine di spiegare le convenzioni di qualsiasi ortografia. Fenomeni come assimilazioni, caduta di consonanti, suoni particolari assenti in italiano, quando è necessario trasformarli in lettere, per via della loro comprensibile natura convenzionale e arbitraria, provocano spesso nei parlanti nativi degli effetti di straniamento. Chi impara a scrivere l’ozierese, considerato che occorrono più grafemi (lettere scritte) rispetto ai fonemi (suoni distintivi), credo non abbia problemi nell’ortografia delle altre varietà di sardo».
Obiettivo di questa opera è quindi «cercare di chiarire agli ozieresi la dinamica dei fenomeni fonetici che coinvolgono la loro parlata e di comprendere anche quelli delle altre varietà di sardo. Così come i parlanti sardo di altre zone, riflettendo sui fenomeni fonetici e grafici dell’ozierese, potrebbero comprendere meglio i meccanismi che portano a una codificazione ortografica condivisa o a uno standard regionale che, necessariamente, pur avendo carattere sovralocale, dalle comunità deve trarre i meccanismi linguistici e nelle comunità deve essere accettato».
«La terza motivazione, non meno importante – conclude l’autore –, è consegnare a mia figlia e a tutti i bambini delle nuove leve un contributo che aiuti a preservare una lingua che è stata dei bisnonni, dei nonni e, in qualche modo, anche dei loro genitori: uno scritto che compensi la diminuzione del parlato e che possa, l’auspicio è quello, creare le basi per un’inversione».
Più di una semplice guida, questo lavoro rappresenta dunque un invito ad ascoltare il sardo ancor prima di scriverlo: «perché è solo dall’incontro tra boghe e pinna – tra voce e penna –, che si sviluppa una comprensione più profonda della nostra lingua».
Il volume costituisce il primo tassello di un progetto più ampio, che prevede la pubblicazione di altri due libri incentrati sempre sull’analisi della varietà ozierese: il primo – che sarebbe il secondo della trilogia – dedicato al lessico e ai modi di dire tipici; l’ultimo, un approfondimento sulla morfosintassi.
Boghe e Pinna, edito da Nord, è già disponibile nelle principali librerie della Sardegna. A Ozieri può essere acquistato nell’edicola Bellu, in piazza Garibaldi.
Cristiano Becciu Bràina (Ozieri, 1974) è laureato in Lettere classiche con una tesi in linguistica sarda e lavora come funzionario presso l’Assessorato regionale alla Cultura. Ha collaborato a progetti di pianificazione linguistica, tra cui il Correttore Ortografico Sardo (CROS), e alla realizzazione di strumenti e materiali didattici dedicati al sardo. È autore di articoli, interventi divulgativi e attività di formazione sui temi della lingua sarda, della sua normalizzazione e della sua diffusione in ambito scolastico e istituzionale. Studia per passione la fonetica, l’etimologia, la lessicografia e la storia della lingua sarda, affiancando all’attività professionale quella di autore e divulgatore. Ha pubblicato nel 2019 Pindulas. Pillole di lingua sarda e di altre lingue neolatine: aneddoti, curiosità ed etimologie e, nel 2024, Tiu Bobbore. Su mundu de chie pessat in sardu, libri che coniugano divulgazione scientifica, riflessione linguistica e interesse per la storia delle parole e del lessico sardo.
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