Bastida di Sorres, dal 17 al 20 settembre Borutta ritorna nel Medioevo
A San Pietro di Sorres quattro giorni di rievocazione, battaglie, cultura, archeologia e spettacoli. Per la prima volta la mostra “Medioevo in veste”: gli abiti raccontano Elena di Gallura, Benedetta di Massa e Adelasia.
BORUTTA | 15 settembre 2026. Il fragore delle armi davanti alle mura, gli accampamenti, i cavalieri, la Quintana, il fuoco della forgia, falconieri e giullari. Ma anche tre figure femminili che emergono dalle pieghe della storia attraverso abiti capaci di restituire loro corpo, voce e memoria. Dal 17 al 20 settembre San Pietro di Sorres, a Borutta, torna nel Medioevo per la XIV edizione della Bastida di Sorres, la grande rievocazione storica della Presa della Fortezza che quest’anno amplia ulteriormente il proprio racconto e affianca agli appuntamenti più attesi nuove esperienze dedicate alla storia, all’archeologia e alla conoscenza del territorio.
Tra le principali novità dell’edizione 2026 spicca, per la prima volta alla Bastida, la mostra “Medioevo in veste – Trame di storia e regine di Sardegna all’ombra di San Pietro di Sorres”, opera ultima di Lucia Laconi, con l’accompagnamento musicale del gruppo Ensemble Vox Modulata. Un progetto che attraverso la ricostruzione minuziosa degli abiti sceglie di raccontare non semplicemente un’epoca, ma le vite, la forza e la solitudine di tre donne che hanno governato la Sardegna, strette nelle complesse dinamiche di potere del loro tempo.
Gli abiti diventano così il filo attraverso il quale incontrare Elena di Gallura, Benedetta di Massa e Adelasia. Non semplici costumi, ma, nelle intenzioni dell’autrice, vere e proprie «anime tridimensionali» attraverso le quali ricucire dolore, orgoglio e dignità.
C’è Elena di Gallura, “la sposa bambina”, giovanissima donna sulla quale ricadono il peso di una corona e la responsabilità di un popolo. Il suo abito racconta il matrimonio con Lamberto Visconti, ma anche la fragilità di una vita spezzata troppo presto e la maternità di Ubaldo: una veste che diventa simbolo di una purezza chiamata a resistere all’avidità del mondo.
Poi Benedetta di Massa, “la roccia ferita”. Una veste solenne e fiera restituisce il coraggio di una madre e di una sovrana davanti alla devastazione del proprio Giudicato di Cagliari. Nei ricami Lucia Laconi ha voluto imprimere la resistenza di una donna che non si piega ai conquistatori e il dolore di chi paga personalmente il prezzo della libertà della propria gente.
Infine Adelasia, il cui racconto si lega al silenzio e alla solitudine, ma anche alla scelta di non confondere mai la resa con la sottomissione. Tre donne, tre destini e tre abiti che trasformano il tessuto in narrazione. «Ogni tessuto che toccherete, ogni velo e ogni singola cucitura sono un atto d’amore e di riscatto. Sono le lacrime e la dignità delle nostre madri antiche», è il messaggio affidato da Lucia Laconi alla mostra. “Medioevo in veste” si inserisce in un’edizione che vuole andare oltre il concetto tradizionale di rievocazione, trasformando la Bastida in un’esperienza diffusa.
Il cuore resta la rievocazione della Presa della Fortezza, con Doria e Aragonesi nuovamente contrapposti davanti al pubblico, tra combattimenti, armature, insegne e scene di vita medievale. La grande battaglia sarà proposta sabato 19 settembre alle ore 19 e domenica 20 settembre alle ore 12, nel campo di battaglia presso il sagrato della Cattedrale di San Pietro di Sorres.
Sabato 19, alle 17, spazio anche alla Quintana Medioevale, con cavalli e cavalieri protagonisti di una delle prove più spettacolari della manifestazione. Torneranno inoltre gli accampamenti medievali, le esibizioni del falconiere e dei giullari, le dimostrazioni e i percorsi gastronomici che accompagneranno il pubblico dentro la quotidianità e l’immaginario del Medioevo. Tra gli appuntamenti dedicati agli antichi saperi trova spazio anche l’arte della forgiatura nella produzione delle armi medievali. Il pubblico potrà osservare da vicino il lavoro del ferro, il fuoco e i gesti attraverso i quali prendevano forma gli strumenti destinati al combattimento. Le dimostrazioni sono previste nel piazzale della chiesa sabato 19 alle 10.45 e domenica 20 alle 10.
La XIV edizione rafforza inoltre il legame tra la Bastida e il patrimonio che la circonda. Il programma offre l’opportunità di conoscere la cattedrale di San Pietro di Sorres, il Museo archeologico e la biblioteca monastica, affiancando alla rievocazione una serie di attività che invitano il visitatore a scoprire il territorio.
Tra le novità figurano anche il trekking archeologico alle Domus de Janas di San Pietro di Sorres e i laboratori di arti circensi, con attività di acrobatica aerea e specialità tessuto rivolte ad adulti e bambini. Completa l’offerta anche una mostra dedicata alle torture medievali. Queste attività prevedono un numero massimo di partecipanti ed è pertanto consigliata la prenotazione attraverso il portale Esperienze in Sardegna.
La Bastida diventa così per quattro giorni non soltanto il luogo nel quale assistere alla rievocazione di una battaglia, ma una porta attraverso cui attraversare secoli di storia: si potrà entrare in un accampamento, ascoltare il ferro battuto sulla forgia, assistere alle prove dei cavalieri, conoscere i luoghi di Sorres, camminare verso testimonianze archeologiche antichissime e incontrare, attraverso stoffe, veli e ricami, le donne che hanno attraversato la storia medievale della Sardegna, per poi terminare la giornata nell’area relax del Giardino del Monastero nel quale i monaci vietnamiti prepareranno menù tipici da abbinare alle Birre d’Abbazia del birrificio Sorres.
È forse questa una delle immagini che meglio sintetizzano ciò che la manifestazione è diventata: poco distante si combatte simbolicamente per la fortezza medievale, mentre nel giardino dell’abbazia si incontrano monaci sardi e vietnamiti, turisti, abitanti, rievocatori e visitatori. Una rievocazione storica saldamente ancorata alle proprie radici, ma aperta al mondo. È questa la direzione intrapresa dalla Bastida di Sorres, giunta alla sua XIV edizione: un appuntamento cresciuto negli anni e portato avanti con passione e dedizione dall’Associazione Bastida di Sorres, custode di un progetto che attraverso la rievocazione continua a valorizzare la storia e l’identità della comunità e del territorio.
Dal 17 al 20 settembre, dunque, San Pietro di Sorres tornerà a cambiare volto. Per quattro giorni il presente lascerà spazio agli accampamenti, alle insegne, ai cavalieri, ai mestieri e alle storie di un altro tempo. E quest’anno, accanto al fragore delle armi, saranno anche gli abiti di tre regine a ricordare che la storia non è fatta soltanto di battaglie e conquiste, ma delle vite di chi l’ha attraversata.
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